Non i coperchi

Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
Detto popolare

Qualcuno sostiene che la caotica situazione odierna, sempre più vicina ad una morbida iperdittatura mediatica, non sia che un complotto ideato e gestito dai potenti. Certo, è difficile scrollarsi di dosso l’impressione che ci sia una regia consapevole e decisa dietro tante vicende, e la tentazione di unire i puntini è forte.

Non credo si tratti di un complotto segreto: quello che stanno facendo è piuttosto evidente, e le loro intenzioni le dicono chiaramente. Si tratta di ideologia: una ideologia alla quale oggi manca una definizione univoca, frantumata com’è in cento incomplete denominazioni diverse, che hanno però una base comune riconoscibile. Forse ci penseranno gli storici del futuro, o i giornalisti se ce ne saranno, a darle un nome. In questo istante essa gode di un momentum, una spinta senza precedenti, con la quasi totalità dei media schierati a favore, e milioni di fedeli esecutori pronti a immolarsi e immolare per essa. Sì, questa ideologia ora appare invincibile.

Ma essa non è la verità. E l’esperienza dice che ciò che non è la verità, “adaequatio rei et intellectus“, prima o poi decade. Gambe corte, diceva Collodi. Non sappiamo né quando né come, ma tutto questo finirà; ne possiamo già in qualche maniera vedere i segni, come le nubi temporalesche che si ammassano minacciose all’orizzonte indicano tempesta. Quando la differenza tra ciò che è la realtà e ciò che viene raccontato sarà troppo grande si smetterà di crederci. Avvizzirà, come avvizziscono le erbe maligne quando arriva l’inverno. 

Non commettiamo l’errore di crederci immuni dagli inganni. Forse non ce ne rendiamo conto, ma l’oppositore intransigente e dogmatico è altrettanto utile a questa ideologia del servo che non domanda; così utile che fa di tutto per fabbricare ribelli quanto più estremi può. C’è chi crede a tutto quello che dice il potere, e c’è chi crede a tutto quello che dice chi dice di opporsi al potere. Spesso gli uni e gli altri sono parte del medesimo piano.
L’unica cosa che ci può davvero salvare è cercare la verità ed aderire ad essa. E’ faticoso grattare via le incrostazioni di quanto fuoriesce dal calderone; ma sotto, nascosto, ciò che è vero indubbiamente c’è.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 settembre 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Grazie! Proprio quello che ribolliva dentro e a cui non riuscivo dare forma.

  2. ringraziamenti digitali pubblici

    dopo una dozzina di correzioni ortografiche o lessicali o sintattiche, del tutto gratuite, mi spetterebbero almeno ringraziamenti digitali pubblici ma il tuo bon ton è pari alla tua perspicacia, al più; sempre sportivo Tony

  3. Caro Panciroli, sei uno strano oggetto: ti premuri di mandarmi correzioni non richieste accompagnate da insulti velenosi, e pretendi anche di essere ringraziato. Uno il cui eloquio è costellato di ingiurie e dal tentativo continuo e inutile di ferirmi è quantomeno curioso che parli di bon ton; come è curioso che continui a seguirmi pur palesando un disprezzo feroce per quanto scrivo. Sei un ammasso di contraddizioni; forse dovresti chiarirti con te stesso e capire cosa davvero tu voglia.
    Comunque, grazie per esserci.

  4. Il pedante cerca l’errore, non la verità, e si compiace di trovarlo.
    In effetti, la ricerca dell’errore può essere l’unico scopo della sua lettura.

  5. Grazie, Berlicche, è bene ricordarlo, passerà anche questa, tutto passa, solo la Sua Parola rimane. Ed è bene ricordare che “non si muove foglia che Dio non voglia” e se Lui permette un male è per trarre un bene maggiore. Personalmente tutta questa “distopica” situazione a me serve per lavorare sull’amore a imitazione dell’amore di Cristo. Perché mi riesce davvero difficile superare il risentimento nei confronti di chi sta direttamente rendendo la mia vita molto complicata e soprattutto di chi se ne rende indirettamente complice. Ma è su questo che mi tocca lavorare.

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