La Scala di Daphne

Se c’è una cosa che schifo sono gli uomini: quelle bestie pelose, piene di mani…
Daphne (Jack Lemmon), in “A qualcuno piace caldo”, 1959

Se domandi ad un adolescente la sua opinione su qualcosa che non gli è gradito, con una buona probabilità risponderà “mi fa schifo” (o una metafora dal medesimo senso, di solito comprendente riferimenti sessuali o escrementizi).

La difficoltà consiste nel capire quanto profondo sia, questo schifo. Ci sono degli schifi che sono recuperabili, altri irrimediabili. Per aiutarci nel difficile compito c’è la cosiddetta “scala di Daphne”, un ausilio per misurare quanto schifosa la cosa sia.

0 – Indifferenza. In realtà non mi fa né caldo né freddo.
1 – Non mi piace molto.
2 – Sgradevole, lieve disgusto. Se davvero devo…
3 – Non mi piace. Da evitare.
4 – Non mi piace per niente. Mi fa provare un lieve senso di nausea.
5 – Disgustoso. Nauseabondo.
6 – Mi dà fisicamente il voltastomaco. Preferisco girare alla larga.
7 – Potrei avvicinarmi solo dietro ricompensa. Mi fa stare male.
8 – Pagami molto se vuoi che lo accetti. Non lo sopporto proprio.
9 – Fammi fuggire. Accetterei solo l’unica alternativa fosse morire.
10 – Preferisco la morte. Davvero.

Lo schifo esiste. E’ tutto ciò che è opposto al nostro modo di essere. Se pensate che non ci dovrebbe fare schifo niente, che dovremmo farci piacere tutto, o non avete ben presente la natura umana o siete degli ipocriti: perché vi fa schifo chi prova schifo. Anche a Nostro Signore scribi e farisei non andavano proprio a genio. La Bibbia testimonia che lo schifo può essere anche divino.

Attenzione però a non esagerare. Nella scala di Daphne ci sono anche i valori negativi; ciò che è l’opposto dello schifo, ciò che piace, ciò che si ama. L’approccio corretto è valorizzarli. La penombra si capisce solo a partire dalla luce.
L’alternativa è fare la fine di Nietzsche,

Non l’odio, lo schifo ha insaziabilmente roso la mia vita!


Friedrich Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883/85

o del povero Pavese, che come ultima notazione del suo diario scrisse
“Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più”,

e si suicidò. Decimo grado della scala di Daphne; un valore che mai dovremmo raggiungere guardando alla vita, perché ne è la negazione. Non c’è schifo che non abbia una sottile fessura che lascia passare la luce.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 settembre 2021 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Qualche giorno fa era l’anniversario della morte di David Foster Wallace. Scrittore dall’intelligenza straordinaria. Ma l’intelligenza da sola non garantisce né la felicità in terra né la salvezza in cielo. Aveva scritto:

    “ La persona che ha una cosiddetta «depressione psicotica» e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette «per sfiducia» o per qualche altra convinzione astratta che il dare e l’avere della vita non sono in pari.
    E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente.
    La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme.
    Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme.
    Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla stessa finestra per dare un’occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante.
    Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori.
    Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. ”

    David Foster Wallace si suicidò il 12 settembre 2008. Immagino avesse raggiunto il livello ultimo della scala di Daphne.

    Una preghiera per la sua anima.

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