Disascalie

Stamattina ritorno a messa, dopo un anno e mezzo, nel vecchio santuario. Troppo piccola in tempi di pandemia, la chiesetta ora riapre per un paio di messe feriali alla settimana. Oggi era al massimo della capienza, una cinquantina di persone in regime di distanziamento.
Mentre la celebrazione procede, il mio sguardo si sofferma su una serie di nuovi pannelli. Non posso alzarmi a leggerli, ma immagino che illustrino le diverse tele presenti nell’edificio.

Quelle tele sono state dipinte, a spese dei committenti, per dire qualcosa. Gli affreschi che nel medioevo adornavano le chiese erano un catechismo dipinto sui muri; i quadri di anni più tardi sono spesso frutto di devozione a qualche santo, o il risultato di un voto fatto. E oggi? La triste normalità dell’arte contemporanea è l’essere decorativa, spesso meramente estetica, quasi sempre deprimente nella sua intellettuale semplicità ostentata.

Non me lo vedo, tra duecento anni, qualcuno mettere un cartello esplicativo su queste ultime opere umane. Saranno finite già da tempo nell’immondezzaio della storia. Però che malinconia pensare che ci sia bisogno di una didascalia per comprendere il tema dei dipinti antichi. E che tristezza che talvolta si entri nelle chiese solamente per guardare il genio guidato dalla fede del tempo che fu; per rimpiangere, quasi sempre inconsapevolmente, quell’arte e quella fede, senza riuscire a comprendere come i due fossero legati, senza capire cosa sia davvero ciò che oggi manca.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 settembre 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Complimenti!
    La sua chiesetta ha degli affreschi niente male…
    Sembrano di Caravaggio!

  2. Caro Berlicche, l’arte parla e bisogna imparare a comprenderla. Nelle opere antiche ci sono simboli che raccontano tomi di esegesi biblica racchiusi in un gesto o in un oggetto. C’è un buon luogo virtuale dove imparare nuovamente a capire i messaggi di salvezza “ostentatamente celati” nei capolavori: https://www.youtube.com/playlist?list=PL9Z4DZPRiAHJwfgf0zDT-z2GzAPkduaLI
    Dai un’occhiata e ne resterai contento :-)

  3. Grazie, Cinzia!

    Giacomo, quelli non sono quadri di Caravaggio, ma di Amilcare Busoni detto il Pistino, un artista locale poco noto, di cui Caravaggio copiò diverse opere senza rendergliene merito.

  4. Ma la sua chiesetta si chiama S.Luigi dei Francesi?

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