Il gigante nel cielo

Verso est, i giganti incombono sulle colline.
La loro testa tocca il cielo. La loro cima è spettinata dai raggi cosmici, ai confini della troposfera. Saranno alti dieci, dodici chilometri almeno. I loro piedi sono ribollenti vortici grigioazzurri. Non invidio chi stanno calpestando. Nei giorni scorsi hanno imperversato, martellando tetti e campagne con proiettili di ghiaccio grossi come palle di bombarda.
Sono cumulonembi; non vi inganni il loro aspetto di panna montata, la loro ira è terribile.

Mentre pedalo tranquillo per la strada attraverso le lunghe ombra della sera ogni tanto getto un’occhio verso di loro. Sono distanti, almeno trenta chilometri, forse più. Non che non possano correre veloci; qualche giorno fa, li guardavamo colorare d’argento colli distanti senza accorgerci di quanto rapidi avanzavano, finché ogni cosa intorno a noi ha preso a volare via in orizzontale.

Qualcosa attira la mia attenzione. Proprio sulla cima di quel colosso bianco, tra le bulbose protuberanze acquifere, c’è un oggetto inconsueto. Sembra un tratto verticale, solido, di colore nero. Un nero solido, non sfumato; come una torre di giaietto, una stele che a quella distanza deve essere alta centinaia di metri. A dieci chilometri d’altezza.
E’ come se per un istante la tempesta si sia socchiusa per farmi sbirciare il suo segreto. Mi fermo, perplesso. La forma dell’oggetto che spunta dalla nuvola non cambia. E’ qualcosa di impossibile. Un oggetto tra me e la nuvola? No, è ben alta nel cielo. Aereo? No, è troppo grande ed immobile. Un’ombra? Può darsi, ma nessuna altra ombra è così scura. Cerco inutilmente di cogliere dettagli, ma le nubi si stanno già richiudendo. Qualche istante e la torre nera viene ricoperta, sparisce alla vista.

Illusione ottica? Oh, quasi certamente. L’alternativa sarebbe pensare che nel cumulonembo ci fosse davvero qualcosa di nascosto: un’astronave gigantesca, o forse quei castelli delle fiabe, ricchi di tesori. E noi siamo adulti, non crediamo alle favole. Non più. Almeno, non a quelle che leggevamo da bambini.
Cosa c’era, però, nella nube?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 luglio 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Forse potrebbe essersi trattato di una improvvisa piccola “miodesopsia”… Grazie per il post, che mi ha dato anche modo di conoscere cosa sia il “giaietto”.

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