Qui e Altrove

Percorrere ancora le sale
Salire ancora i gradini
La chiave l’avevo, è smarrita
E ora il tempo ha confini

Altrove. Altrove è un posto in cui ero solito viaggiare fin da ragazzo. In effetti, ero più altrove che Qui.
Altrove non è Qui.
Qui è banale. Qui è noioso. Da Qui si vorrebbe fuggire. Per andare altrove.
Quante volte i miei occhi aperti erano sintonizzati sull’Altrove e non sul Qui. Quante parole pronunciate Qui io non ho ascoltato, perché le mie orecchie erano Altrove.
Altrove ci sono pericoli. Altrove c’è Avventura! Altrove è tutto quello che non è Qui.

Poi gli anni passano e cominci a renderti conto che, se tu andassi Altrove, saresti lo stesso di Qui. Il paesaggio può cambiare, ma una persona rimane fondamentalmente identica anche se si sposta di luogo. E’ probabile che l’Altrove abbia gli stessi problemi di Qui; forse anche maggiori. Le invasioni di orchi possono anche essere affascinanti da sognare nei brevi pomeriggi invernali, ma non vorremmo davvero trovarci sulla strada dell’Orda, avessimo anche una spada magica. I draghi potranno pure essere creature meravigliose a vedersi di lontano, ma sul serio desideriamo essere a portata d’artiglio? Salire sulla montagna di quel pianeta sconosciuto è poi così diverso in termini di sudore e fatica dall’escursione dietro casa?

Forse voi avevate fantasie diverse; forse voi praticavate diversi Altrove. Forse, come tanti, avete smesso di frequentare i vostri Altrove perché gli adulti hanno di meglio da fare. Gli adulti devono vivere Qui.

I miei Altrove sono cambiati con me. Ora so che Altrove non troverò quello che Qui mi manca. Non sono più quelle terre magiche dove tutto è possibile. Per me sono diventate le terre del Se; il luogo che mi fa capire meglio il Qui. Sono ciò che il Qui potrebbe essere, sono ciò che il Qui forse sarà.

Eppure ancora talvolta mi sporgo dalla balconata che dà sull’Altrove più profondo. Guardo le sue immense colorate terre stendersi apparentemente senza fine verso l’orizzonte. Mandrie sterminate popolano le valli a nord, chiuse dai monti orlati di tempesta. Le foreste sussurrano alle colline, ed è una città quella macchia dorata irta di torri? Vorrei andare, ma non posso più dimenticare che la mia terra è Qui.
Sogno sempre l’Altrove, ma ora ha i colori del vero.

***
Se vi capita di passare martedì prossimo dalle parti di Giaveno, si parla di Altrove e – incidentalmente – del mio libro. Che in qualche modo c’entra con quanto scritto sopra.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 luglio 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. “il mondo reale gli faceva orrore; ma era pur sempre l’unico posto in cui poteva procurarsi una buona bistecca.”

    (allora, ‘st’ebook?)

  2. L’e-book per ora nisba. L’editore non vuole.

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