Un imperatore in rosa

Chi pensa che l’odierno imporsi di governanti apertamente omosessuali sia una delizia moderna, un segno del progresso che finalmente l’ha vinta su età più oscure, probabilmente non sa che la storia ci dice tutt’altro.

In effetti, si tratta di un ritorno al passato; forse non si studia molto a scuola, ma alcuni tra gli imperatori romani non nascondevano le loro preferenze per rappresentanti belli, giovani e muscolosi del loro stesso sesso. Forse il più noto è il rapporto tra il quarantacinquenne Adriano e il tredicenne Antinoo; che, in confronto di altri, appare quasi casto. Infatti altri che notoriamente indulsero in tali pratiche lo fecero in maniera decisamente più – come dire – eclatante.

Vi ho già scritto di Nerone, che sposò come “moglie” un certo Pitagora, e poi come “marito” un liberto di nome Sporo, che sembra somigliasse alla moglie Poppea da lui uccisa a calci mentre era incinta. Oggi però vi voglio parlare di qualcuno che fu anche più eccessivo: Vario Avito Bassiano, meglio conosciuto come Eliogabalo.

Costui diventò imperatore a quattordici anni, messo sul trono dalla madre e dalla nonna nel 217 d.C.. Siriano di nascita, imparentato con l’imperatore Caracalla, fatto passare persino per suo padre, era per diritto ereditario sommo sacerdote di una divinità orientale chiama El-Gabal, che lui importò a Roma con il nome di Sol Invictus. Il tentativo riuscì maluccio; fece “sposare” il dio con le maggiori divinità femminili dell’Impero, ma pochi gradirono.

Un tratto che non lo rese particolarmente simpatico fu che, a quanto raccontano le fonti, passasse i giorni e le notti a intrattenersi con i giovani superdotati che aveva dato ordine di cercare e fare arrivare a corte. Si sposò sette volte, cinque volte con donne – tra cui una vergine vestale, in uno dei maldestri tentativi ecumenici di cui sopra – e due con uomini. Di uno questi, di nome Ierocle, si compiaceva di esser chiamato moglie, amante e regina. Pare si truccasse e depilasse, si prostituisse nei bordelli e anche a palazzo, stando nudo sulla soglia e invitando i passanti.

Qualche anno fa, in un museo madrileno vidi un dipinto che mi incuriosì. Raffigurava un episodio della vita di questo imperatore, quando nel corso di un festino fece piovere sugli invitati diversi metri cubi di petali di rosa, ammazzando soffocati alcuni degli ospiti.

Nella sua breve vita riuscì ad inimicarsi praticamente tutti quelli che contavano, dal popolo al Senato, all’esercito, ai pretoriani, e financo sua nonna, che alla fine ordì la congiura in cui morirono sia lui che la stessa madre. Li presero insieme mentre erano nascosti in una latrina, e vi risparmio i particolari sulla loro sorte. Lui era diciottenne. Su di loro si esercitò la damnatio memoriae; persino Twitter cancellò i loro account.

Vedete, quindi: ai confronti di quelli, i tempi odierni sono quasi pudichi. Non siamo ancora riusciti a cancellare del tutto quella pessima abitudine al rispetto della persona, alla libertà, al concetto di giustizia e verità che ci ha accompagnato nei secoli bui tra Eliogabalo e noi; ma, piano piano…




Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 8 luglio 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. az’ so’ preoccupato. ho letto tutta ‘sta cronaca su eliogabalo e non ci ho ravvisato nessuna esagerazione né la minima calunnia. e poi che? crederò alla terra piatta e agli spini sanguinolenti?

    (quanto ad adriano, non ho mai sentito dire che però pubblicamente proclamasse che il fatto suo con antinoo è abominio e che i due avrebbero dovuto essere allontanati dal popolo e messi a morte – disinformazione mia sicuramente)

  2. Niente di nuovo, infatti.
    In tempi più moderni, è noto come il fratello di Luigi XIV venne addirittura amabilmente costretto a diventare gay. E fu un cardinale, il Mazarino, a consigliare Anna di “femminilizzare” il piccolo Filippo per inibirne un regolare sviluppo virile e combattivo.
    La tradizione di truccare e vestire i maschietti con abiti femminili fino alla pubertà, per il Cavaliere di Lorena viene estesa e assecondata ben oltre l’adolescenza (con, sembra, ovvio scandalo della buona società).

  3. @Tonis
    Perché una persona intelligente come Mazzarino diede un consiglio del genere?

  4. @zimisce Forse per evitare problemi dinastici legati ad un pretendente al trono.

  5. Strano, perché nell’Europa dell’epoca era ormai accettato il principio che il regno andasse solo al primogenito, gli altri regni non avevano problemi con i cadetti, e neanche il regno di Francia prima o dopo Luigi XIV. A meno che non ci fossero problemi di legittimità per Luigi XIV, ma non mi pare.

  6. Infatti, i problemi non erano di natura dinastica.
    Mazzarino era preoccupato che non si ripetessero quelle tremende resistenze alla disciplina statale (di cui era artefice) messe in atto da Gastone d’Orleans ai danni del fratello Luigi XIII.

    Infatti sia il cavaliere di Lorena che Filippo d’Orleans vivevano al Palais-Royal insieme al Delfino di Francia, e giocavano. Filippo di Lorena diventa poi l’amante di Filippo d’Orleans, ma nel 1670 viene arrestato (sembra su richiesta di Enrichetta Anna Stuart, moglie di “Monsieur”).

  7. Capisco. Il machiavellismo abbracciato in politica dal rinascimento in poi avrà forse aiutato i potenti sul momento, ma a lungo termine ha avvelenato tutto il mondo “Ancient Regime”

  8. Tra i compagni di giochi del Delfino e di suo fratello, c’era anche un altro ragazzino nipote del Mazarino, Filippo Giulio Mancini (poi Duca di Never), che si vocifera sia stato poi il corruttore di Filippo d’Orleans (come sostiene Primi-Visconti nelle sue “Mémoires sur la cour de Louis XIV”).
    Come si vede, dunque, la promozione dell’omosessualità avviene nel cerchio magico della nobiltà a difesa dello Stato e del Re, diventando un sistema (appunto, machiavellico) di controllo del potere.

  9. Anche di Eugenio di Savoia si dice facesse parte di questi giri, anche se questo non gli ha impedito di essere un generale coraggioso.

  10. E così, ci siamo: il Ddl Zan alla prova del Senato. Eppure, nei fatti, é già passato. È infatti già grave che un Parlamento anche solo prenda in considerazione, discuta e si accinga a votare un mostro giuridico del genere, ma é deprimente pensare che chi osteggia questo testo chieda di “modificarlo”, “ammorbidirlo”, “emendarlo”, “riformularlo”, “epurarlo” dei suoi articoli e / o concetti chiave. Significa non aver capito l’impianto del testo, e quello che implica. Quello che amareggia ancor di più, tuttavia, sono le tante persone che nel 2013 sono scese in piazza con le Sentinelle in piedi contro il ddl Scalfarotto, e poi sono state a Roma magari a entrambi i Family Day, che oggi si allineano, in un modo o nell’altro, su posizioni decisamente più accettabili per il mondo. Sono quelli del “eh ma la piazza é divisiva” , quelli del “non bisogna citare l’omosessualità nel dibattito pubblico”, quelli del “facciano come vogliono basta che lascino stare i bambini”, sono quelli del “non bisogna lanciare messaggi troppo duri”… Sono quelli che hanno digerito la legge sulle cosiddette unioni civili, “perché ormai c’è “, quelli del “male minore”, lezione che incredibilmente ci ostiniamo a non capire dopo praticamente 50 anni. Il ddl Zan ci ha già censurati nel pensiero prima che nella parola e nella azione . E infatti siamo ridotti così male che dobbiamo sperare in Renzi… – Raffaella Frullone

    Da una parte gente che se ne frega di tutto e di tutti e vuole imporre la sua agenda. Dall’altra gente che scende sempre a compromessi – ci stupiamo che il potere è monopolio dei nostri nemici?

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