Beati loro

L’altro giorno, a messa, il sacerdote parlava delle beatitudini. “Ci sono state anche ai nostri tempi delle persone che hanno incarnato quei valori”, ha cominciato. A me è venuto subito in mente Padre Kolbe; e poi Giovanni Paolo II, e Van Thuan, e tanti altri…chi sceglierà, mi sono chiesto?
“… come Gandhi e Martin Luther King”, ha continuato.

Ahem. C’è un certo tipo di cattolicità che tende a trovare il bello e il giusto dentro ogni cosa salvo che nel cattolicesimo. Quei due grandi personaggi certo non erano cattolici. Avevano anche una bella serie di altarini nascosti, come la quasi totalità di noi uomini; ma è difficile dire male di qualcuno che una pubblicistica ormai quasi secolare ha esaltato forse anche al di là dei pure innegabili meriti.

Forse un giorno qualcuno si piglierà la briga, per tutti i personaggi famosi del passato, di scoprire se fu vera gloria o se qualcuno abbia ritenuto opportuno, per ragioni sue, alimentarne la leggenda.

Non so se questa mancanza di popolarità cattolica sia un problema di pubbliche relazioni, attività che la parte avversa ha sempre saputo coltivare con maggior successo; o se, in qualche modo, ciò sia legato al fatto che il cristiano di solito non si vanta troppo di ciò che fa. Anzi, preferisce rimanere nell’ombra, a compiere lavori nascosti ma infinitamente preziosi, perché sa che la ricompensa non sta nell’ammirazione degli uomini ma nella Gloria di Dio. L’orgoglio è un peccato, in qualunque forma si presenti, persino quando è celebrato come un valore. Specialmente allora.

L’umiltà consiste nel riconoscere che non ci facciamo da soli, e non facciamo da soli. Difficilmente essa rende famosi.
Così, magari, il nostro vicino nel suo piccolo è più grande nelle beatitudini di Gandhi e King, ma non comparirà mai sui giornali. O in una predica. Ma lui è contento così.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 giugno 2021 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 46 commenti.

  1. https://www.dailymail.co.uk/news/article-2407403/Sex-tapes-FBI-smears-double-life-human-saint-The-Martin-Luther-King-story.html

    Mentre i presidenti americani e il mondo intero rendono omaggio a Martin Luther King nel cinquantesimo anniversario del suo “I have a dream”, il “Daily Mail” ne approfitta per ricordare l’altra faccia del grande politico, quella meno conosciuta ma che, a sentire chi lo frequentava, lo caratterizzava in pieno.

    È stata Jackie Kennedy la prima a rivelare infatti che l’Fbi, spiando King per dimostrare i suoi presunti contatti con i comunisti, in realtà scoprì molto di più sulle sue abitudini sessuali. Dal racconto della ex first lady, King sarebbe stato un adultero seriale, che aveva una vera e propria malattia per il sesso. Tanto che, la notte prima della celebre marcia su Washington, King avrebbe cercato di organizzare un festino a base di orge.

    A confermare questa versione è stato poi un personaggio che King conosceva molto bene. Si tratta del reverendo Ralph Abernathy, nelle braccia del quale il politico morì dopo essere stato colpito da una pallottola a Memphis nel 1968.

    Nella sua autobiografia, Abernathy racconta come, nonostante il matrimonio con Coretta Scott dalla quale ebbe quattro figli, King avesse un debole per le donne e per il sesso.

    Addirittura, la notte prima di essere assassinato, il politico si intrattenne con ben due amanti, ed ebbe anche un alterco molto duro con una terza, tremendamente ingelosita. Una discussione che finì con King che perse le staffe e sbatté la donna sul letto. In pratica, non solo King era infedele con la moglie, ma lo era anche con le sue amanti.

    Abernathy fu molto criticato per aver raccontato questi episodi, tanto che furono in tanti quelli che subito cercarono di smentirlo. Molti lo accusarono di aver voluto lucrare sulla memoria dell’amico. Eppure il reverendo ha continuato a sostenere questa versione fin sul letto di morte.

    Ma del “vizietto” di Martin Luther King parlano anche diversi suoi biografi. Secondo il premio Pulitzer David Garrow, il politico se ne bullava anche con gli amici: “Sono fuori casa da 25 a 27 giorni al mese”, avrebbe ripetuto più volte King, “scopare mi fa ridurre l’ansia”.

    Non si è ben capito se avesse delle amanti fisse, ma quel che sembra praticamente certo è che King non perdesse occasione per sedurre nuove donne. Che fossero cene o serate di beneficenza poco importava, King avrebbe spesso e volentieri dormito con le donne appartenenti alla sua congregazione. Insomma, non proprio un comportamento appropriato per chi spesso citava il Vangelo e ribadiva la sacralità del sesso.

    Uno dei biografi più illustri, Taylor Branch, racconta che durante un viaggio in Norvegia, nel 1964, i membri dell’entourage del premio Nobel per la Pace furono pizzicati mentre rincorrevano delle prostitute mezze nude nei corridoi dell’hotel di Oslo dove alloggiavano.

    L’Fbi, in mancanza di prove che avrebbero incastrato politicamente King, ha in più di un’occasione registrato le sue performance sessuali (in una delle quali King avrebbe gridato: “Sto scopando per Dio! Non sono un negro stanotte!”) e avrebbe cercato di ricattarlo. Fatto sta che però il governo americano (forse anche a causa delle abitudini libertine dello stesso presidente JFK) non le rese mai pubbliche.

    Solo una volta i servizi segreti fecero recapitare le registrazioni alla moglie di King, Coretta, la quale però le ignorò completamente.

    Le memorie dell’amico Ralph Abernathy non si fermavano però ai vizi di King: “Le donne sono sempre attratte dagli eroi”, ha raccontato, “e lui lo era sicuramente. Era affascinante, gentile, affabile e perfettamente educato. Attirava le donne a frotte, anche quando non voleva. Era un uomo di immensa bontà che riuscì a orientare le masse contro il razzismo in America”.

    Come a dire che un vizietto non basta per offuscare una delle più importanti e positive figure della storia d’America.

  2. Forse King potrebbe salvarsi dalla esecrazione pubblica in quanto N… dunque buono per definizione. Forse. Ma a suo svantaggio va detto che le donne con cui andava, purtroppo, erano tutte donne. Dunque un omofobo. Quale piatto peserà di più sulla bilancia della cancel culture?

  3. Recentemente ho scoperto le conferenze di un professore britannico di “Divinity” che ripercorrono la storia del conflitto tra cristianesimo e le varie correnti di pensiero ad esso opposte nate nell’Europa moderna. Il modo in cui spiega le varie tappe nella storia del pensiero è affascinante, ma metto il link solo all’ultima:

    Il suo punto di arrivo (spoiler alert) è proprio l’esplodere della critica “umanista” alla visione cristiana. Tutta la sua analisi è brillante e approfondita, ma alla fine la spiegazione che tenta di avanzare per l’improvviso successo dell’ “umanesimo”) dopo che per secoli era stato un’impostazione mentale adottata da pochi intellettuali) è una spiegazione storica invece che filosofica. Ma è qualcosa su cui vale la pena riflettere:

    39:06
    “[…] the dominance of these values in Western culture can be dated to 1945, in particular to the notion of human rights which emerged from the Second World War, and I think this is the vital clue.
    The Second World War and in particular the Nazi genocide was the defining moral event of our age, the event which reset our culture’s notions of Good and Evil.
    By the early 20th century Christianity’s only undisputed role in Western society, its ‘raison d’etre’, was to define morality, and this is precisely what it failed to do In the Second World War – in the modern era’s most intense moral test. Failed, and not only in the sense that many churches and Christians were to a degree complicit with Nazism and fascism, but in the widest sense that the global crisis revealed that Christianity’s moral priorities were wrong. It now seemed plain self-evident that cruelty, discrimination and murder were evil in a way that fornication and blasphemy and impiety were not; and as the post-war generations digested these lessons they turned the war into the Western world’s foundation myth.”

    È un giudizio su cui si può discutere, ma descrive perfettamente l’ambiente morale del nostro tempo, e ciò che i moralisti del nostro tempo non perdonano al cristianesimo.

  4. “Ci sono state anche ai nostri tempi delle persone che hanno incarnato quei valori” ma le beatitudini non sono “valori”, sono il modo d’essere della persona, non una semplice “adesione valoriale” a belle opinioni. E poi si elimina del tutto il rapporto con Cristo, svuotando di ogni senso il termine “beati”, che viene mondanizzato.

  5. Quanto afferma quel professore è l’esatto opposto della realtà: la cristianità è stata distrutta perché la morale era ormai da secoli vista come “comportamento” e non come comunicazione ad un Bene reale, oggettivo e valido per tutti.

    Il professore – e la maggior parte delle persone – non hanno capito che per arrivare a “cruelty, discrimination and murder” prima bisogna cambiare le idee e i principi morali delle persone e del popolo, e relativizzare “fornication and blasphemy and impiety”. E’ appunto perché la società europea/occidentale era GIA’ secolarizzata e moralmente atea da secoli che sono avvenute le stragi delle ideologie atee.

    Stragi che peraltro esistono dall’epoca dei giacobini, atei e anticristiani, e che avevano per vittime i cattolici – cosa che evidentemente non entra nell’analisi di quel video, che mi pare del tutto campato in aria.

  6. P.s. Lo sa quel professore che la sacralità della persona umana è un portato cristiano o conosce il cristianesimo solo per sentito dire, pensando che si tratti di un “codice morale”?

  7. Temo che oggi tu non possa chiedere ad un professore universitario di conoscere la storia.
    Mi piacerebbe sapere che giustificazione adduce per il comunismo e i suoi crimini… ma anche no.

  8. I problemi di fondo di quelle analisi sono due:
    -ridurre il cristianesimo (e la religione) alla sola morale;
    -ritenere quest’ultima un codice di regole giustapposte senza alcun riferimento esterno.
    Questo modo di approcciare la fede è tipico del secolarismo, ma appioppare questa visione al cristianesimo vuol dire solo non poterlo capire fin dall’inizio; e questo fa crollare tutta l’analisi del video.
    C’è da dire che se non esiste un bene oggettivo la vita umana stessa diventa merce di scambio (come avviene oggi: i bambini si comprano, si ammazzano, si fabbricano, c’è anche lo sconto stagionale), per cui sì: affermare e difendere la sacralità del Bene reca con sé la difesa della persona umana e del bene di cui essa partecipa; negando tutto ciò, la morale diventa una questione di leggi volontaristiche e non oggettive, e il genocidio è solo “una questione di analgesici efficaci” per prevenire il disgusto soggettivo verso le stragi. E tieni conto che il genocidio degli armeni di circa 15 anni prima non provocò la stessa indignazione e non rese “self-evident” quello che secondo lui divenne tale dopo la seconda guerra mondiale.
    Per cui quel “self-evident” e limita ad indicare il disgusto che si può provare di fronte a certi omicidi, ed è altrettanto “self-evident” che è talmente soggettivo che non viene provato di fronte ai brandelli di un bambino strappato dall’utero.
    Purtroppo tra gli intellettuali il “self-evident” viene visto come unica possibilità di un accordo intersoggettivo, e non vogliono vedere che nel corso dei secoli sono state “self-evident” cose che poi vennero considerate false o “costruzioni culturali”.

  9. Attenzione, qui il discorso che sta facendo è sulla percezione della storia. Una volta “idealizzato” il nazi-fascismo come nuovo standard morale in negativo, persino lo stalinismo diventa nella percezione un male relativo.

  10. Ruggero Romani

    Se prendeste esempio da dante alighieri…

  11. Berlicche, secondo me dovresti essere piu’ indulgente, a me sembra il tipico caso di persona che parla per sentito dire. Probabilmente il pretino aveva sentito parlare vagamente di Gandhi e non si e’ mai preso la briga di indagare.

    Tra parentesi, Gandhi era tutto tranne che uno stinco di santo (tant’e’ che molti indiani lo odiano ancora oggi). Prova a farti spiegare per bene la figura di Gandhi da un indiano, potresti avere belle sorprese.

  12. Ma io sono indulgente, raton. E’ nutrito della stessa cultura che ignora che i cristiani accolgono i bambini.

  13. “…i cristiani accolgono i bambini.”

    “Domani, a casa mia, verso le otto.”

    (non ho saputo resistere)

  14. Si, certo, i cristiani (e solo loro, perche’ i non cristiani i bambini se li mangiano), sono in grado di accogliersi decine di migliaia di trovatelli all’anno. E’ evidente che hanno le case davvero grandi e tanta voglia di famiglie numerose. A dire il vero, i cristiani che conoscevo io avevano famiglie di dimensioni normali, forse ti confondi con i neo catecumeni…

  15. La foto di Padre Kolbe (unita al post sul libro di Rod Dreher), mi hanno ricordato un recente libro di Sohrab Ahmari “The Unbroken Thread: Discovering the Wisdom of Tradition in an Age of Chaos”. Ho letto solo l’introduzione e il primo capitolo (disponibile come anteprima); nell’introduzione a un certo punto dice:
    “Avevo trentun anni, ed ero sul punto di diventare padre e cristiano, quando ho appreso per la prima volta la storia di Massimiliano Kolbe. Mi ha completamente spiazzato. Non era il tipo di resoconto che si poteva leggere e poi mettere da parte con calma. (…) Quello che mi ha preso di più, quello che non sono riuscito a togliermi dalla testa una volta che ho saputo di Kolbe, è stato come il suo sacrificio rappresentasse una strana ma perfetta forma di libertà. (…) Questa forma di libertà è in contrasto con il racconto della libertà che prevale oggi in Occidente. ”
    E poi, verso la fine:
    “Abbiamo chiamato il nostro primogenito Massimiliano, come Kolbe, perché nominare i propri figli come i santi è ciò che fanno i cattolici romani. Crediamo che così facendo il ​​neonato conquisti il patrocinio del santo in cielo.
    Ma c’era dell’altro: ho scelto il nome, con l’assenso di sua madre, per legare il mio Max agli ideali assoluti che si estendono a ritroso dal sacrificio di Kolbe, attraverso tutta la tradizione occidentale, fino ai Vangeli e agli Bibbia. Il nome doveva essere una sorta di filo che legava la mia progenie alla tradizione.
    Ma questo simbolismo da solo può vincere le forze centrifughe dell’Occidente? (…) Max è destinato ad ereditare una società e stile di vita più disordinati di quelli che abbiamo oggi. (…) Presto, temo, non ci sarà più nulla di solido su cui basare la propria esistenza.”

  16. No, Raton, non solo i cristiani, ma il punto è che quasi solo i cristiani lo fanno; perché per farlo bisogna credere in qualcosa di più grande. Infatti, in giro per il mondo, l’accogliere gli orfani e gli indesiderati è sempre stata una prerogativa dei cristiani, dall’India alla Cina all’Africa all’America. Tu, che a quanto pare cristiano non sei, manco lo capisci, anzi, di fronte all’esempio e alla realtà la neghi. Sei la migliore demo di quello che affermo.
    E lo fanno; l’hanno sempre fatto; è realtà. A continuare a negarlo stai cadendo nel ridicolo.
    Suppongo che tu non sappia neanche chi sono, i Neocatecumenali, vero?
    Forse è meglio che prima di parlare ti informi meglio, se no poi la gente crede che ti ho inventato.

  17. OK, grazie. Oggi ho scoperto che le varie opere di carita’ non cristiane, in realta’ non esistono. Amnesty International, la Croce Rossa, Medicins san frontieres e altri, in realta’ non possono fare carita’ perche’ non sono cristiani. Grazie!

  18. Che esistano opere di carità non cristiane è innegabile. Ma bisognerebbe riflettere sul fatto che storicamente queste sorgono principalmente (esclusivamente?) in contesti che portano ancora l’impronta culturale del cristianesimo.

    Detta con brutale sintesi, gli atei dicono “non possiamo lasciare ai cristiani il monopolio della bontà” e si organizzano di conseguenza. Bravi applausi. Ma dunque…?

  19. Caro Raton, continui a distorcere quanto dico (per usare un eufemismo caritatevole) ed evitare di prenderti le tue responsabilità su quello che dici.
    Chiunque può avere la carità; ma la realtà insegna che, senza una forte convinzione, chiamiamola fede, sotto, è un afflato che si spegne. Detto questo, cosa ha a che fare con ciò di cui stavamo parlando?

    Poi , io sono stato in Croce Rossa per tanti anni e ho visto le motivazioni; e qualcosina sugli altri che nomini so. Diciamo che la filantropia è differente dalla carità; ma su questo magari scriverò qualcosa.

  20. Berli’, dimmi una cosa, tanto per curiosita’: hai mai incontrato una persona genuinamente buona anche se non cristiana?

  21. Come detto altrove, per me tutti gli uomini, me compreso, sono cattivi. Ho incontrato persone che si potrebbero chiamare buone di tutti i tipi, cristiane e non, ma quanto dura la nostra bontà?
    Qualche giorno fa ho scritto un post in proposito, “chi è malvagio?”.
    Ho incontrato anche alcuni santi. Anche loro si confessavano.

  22. Quindi, tutti gli uomini sono cattivi per definizione, e l’unico modo per essere persone decenti e’ tramite la fede (ovviamente la fede cattolica romana, tutte le altre sono fallate).

    Sai, ti invidio. Sarebbe bello vivere in un mondo cosi’ semplice! Mi ricordi un mio collega hanafita, ragiona allo stesso modo. Non c’e’ giorno in cui non cerchi di convertirmi, dice che sono una brava persona e che vuole salvarmi dall’inferno.

    Purtroppo, nel mondo in cui vivo io ci sono persone decenti e persone indecenti distribuite in uguale misura tra tutte le fedi e tra gli atei. In effetti, non si capisce niente e bisogna giudicare ogni persona caso per caso. Come deve essere comodo avere la categoria gia’ pronta in cui incasellare una persona prima di conoscerla!

  23. Ruggero Romani

    Massa damnationis?

  24. Fino poco fa si parlava di “persone”, di “beati”. E si faceva notare l’abisso esistente tra un M.L.King e un M.Kolbe.
    Ma non bastava, allora si cambia registro, e si parla di strutture, istituzioni; e quando si fa notare come quelle ora laiche siano un portato storico della fede cristiana (si nomina, per es., non a caso la “croce” rossa…) si ripiega sulle “persone decenti”, sull’amico hanafita… anche se c’entrano niente col discorso.

  25. ToniS, vedi che e’ stato il padrone di casa a iniziare. Guarda il messaggio delle 13:23

  26. Raton, continui ad attribuirmi pensieri e parole che non ho mai detto e pensato, e ti guardi bene dal giustificare o scusarti per esse o le altre tue affermazioni errate. Dev’essere comodo vivere in questa maniera, fregarsene del reale e ragionare su una ideologia preconcetta che incasella tutto; ma, perdonami, lo trovo indecente. Io preferisco i fatti.
    Sai, dovresti uscire dal mondo in cui vivi tu e provare ad entrare in quello in cui vivono tutti.

  27. Berlicche, sei stato tu a iniziare a divagare. guarda il tuo messaggio alle 13:23. Me lo sto inventando io?

  28. ROTFL, Raton. Il commento era “Ma io sono indulgente, raton. E’ nutrito della stessa cultura che ignora che i cristiani accolgono i bambini.”
    Quella non era una divagazione, era un riferimento a te. Al tuo ignorare nel post precedente quanto avevo scritto in proposito e rimangiarti la parola che avevi dato.
    Provo a ridirtelo ancora: “Raton, continui ad attribuirmi pensieri e parole che non ho mai detto e pensato, e ti guardi bene dal giustificare o scusarti per esse o le altre tue affermazioni errate.”
    Ma temo che non serva, vista la tua cecità selettiva. E qui mi fermo.

  29. Raton ma stai parlando di bontà individuale o bontà organizzata in opere associative?

    Perché mentre la prima ci può stare (e qui dovrebbe partire un discorso complesso sulla natura e la grazia), la seconda è un fatto storicamente indagabile che sia “esplosa” solo con il cristianesimo. Gli ospedali chi li ha inventati? Le università chi le ha inventate?

    Poi che OGGI tu possa trovare anche ospedali non cristiani, università non cristiane (anzi…), enti filantropici non cristiani, senza dubbio. Ma allora bisogna ragionare su cause e conseguenze. Nonché sulla, come dire?, concorrenza.

  30. C’è da dire che la carità cristiana riposa sull’esistenza di un bene oggettivo, che non è deciso dall’uomo volontaristicamente ma è solo riconosciuto come tale – esattamente come la realtà che abbiamo intorno, che non decidiamo noi. Per cui non sono né i cristiani né i preti né la Chiesa a decidere cosa è bene e cosa no: il bene è concreto e oggettivo, conoscibile da tutti e uguale per tutti. Idem per il male, che è la negazione di un bene dovuto.

    A livello mondano non si parla mai di un bene oggettivo, ma si fanno misure di bene a seconda dei singoli uomini, “se lui lo vuole”, “se piace a Tizio”, “non offende nessuno” etc. Nella visione mainstream il bene propagandato non ha NULLA di oggettivo, ma è sempre definito di volta in volta volontaristicamente o mediaticamente, in base alle opinioni di volta in volta dominanti.

    Questo porta alla negazione della carità cristiana e all’affermazione dei due errori dell’egoismo e dell’altruismo: il primo è la visione che “il mio bene non lo condivido con nessuno”, il secondo è la visione che “il mio bene lo condivido con gli altri”. Entrambi si basano sulla negazione dell’esistenza di un bene oggettivo superiore al singolo soggetto.

    Ecco cosa fanno gli atei e in generale i non religiosi: altruismo, decidendo di volta in volta qual è il proprio bene da condividere. E questa è una visione che tende al paternalismo (“tu non sai cos’è il bene per te, te ne dono un po’ del mio”), e a mio avviso è un male molto peggiore dell’egoismo, anche perché fa sentire a posto con la coscienza senza doversi impegnare ad aderire a qualche realtà non scelta personalmente.

  31. My concern is not that atheists can’t be good people. My concern is that I’ve never met an atheist who doesn’t think they’re a good person.

    Because here’s the thing, how do they define “good?” That’s a part that always troubles me. Without God, how do you define “good?” If we’re just a bunch of accidental life forms on a meaningless rock, how could you possibly define the term “good person?”

    For many atheists, good is just what they are. Their code of conduct is whatever they deem it to be. It just means they’re good at being whoever they are. So they hit their “good person” mark 100 percent of the time. They can’t miss.

    I think, however, many atheists accept some tenets of Christianity without believing in God but don’t really like some other rules so don’t follow them. So, according to their own rules, they’re good people because they follow the rules they wish to follow.

    http://www.creativeminorityreport.com/2014/11/atheists-can-be-good-people-but.html

  32. L’intellettuale ateo Michel Houellebecq interviene ormai molto raramente, ma, il 5 aprile scorso – come avrete letto – ha fatto questa affermazione controcorrente:
    «Quando una società, una civiltà legalizza l’eutanasia perde ai miei occhi ogni diritto al rispetto. A partire da quel momento diventa non soltanto legittimo ma auspicabile distruggerla.» Ed è stato sbeffeggiato per questo…

    Quindi è vero, anche un ateo può intravvedere la verità, e combattere come può il male. Una testimonianza “strategica”, forse voluta dalla misericordia di Dio per fermare un’umanità lanciata verso il caos.

    Infatti Houellebecq, aggiunge una considerazione finale pessimistica piuttosto significativa:
    «i cattolici faranno del loro meglio per resistere ma, è triste dirlo, ci siamo più o meno abituati al fatto che i cattolici perdano sempre. In realtà musulmani, ebrei e buddisti la pensano allo stesso modo dei cattolici sul tema; ma i media sono abili a nasconderlo molto bene. Io non mi faccio molte illusioni, queste confessioni finiranno per capitolare, per sottomettersi al giogo della “legge repubblicana”».

  33. Lo Stato è il dio mortale, non può ammettere nulla al di fuori della “legge repubblicana”, ossia il suo verbo.

    L’unica possibilità è una guerra civile, e in Francia sono abbastanza prossimi a quella situazione, infatti un gruppo di militari ha firmato una lettera con la quale mettevano in guardia Macron della situazione attuale – e lui ha risposto facendo schedare i firmatari…

  34. Berlicche, se non ti avevo risposto e’ perche’ conosco bene la schizofrenia avendo un parente schizofrenico. Chi ne soffre, vive in una sua realta’ e non vedra’ mai cose che sono evidenti a tutti gli altri. Tu vuoi vedere solo i cattolici che fanno del bene, e per te la realta’ e’ quella. Tutti gli altri, a parte i pochi appartenenti alla tua frangia estremista, vedono persone e istituzioni caritatevoli anche tra i non cattolici, ma tu non le vedrai mai. Per te non esistono, o hanno secondi fini, o in realta’ sono manovrate dai diavoli. E’ inutile discutere con uno schizo, le “delusions” che lui ha sono reali per lui cosi’ come il sorgere del sole e’ reale per tutti gli altri. Mi dispiace per te, dato che ti e’ capitata la peggiore sventura possibile che possa capitare a uno schizofrenico: sei finito in una comunita’ che incoraggia e condivide le tue “delusions”. Spero che tu ne esca un giorno o l’altro, ma e’ difficile dato che tali comunita’ si tengono ben strette le loro prede.

  35. Ruggero Romani, grazie per avermi indicato il concetto di “massa damnationis”. Non lo conoscevo, per mia immensa fortuna.

  36. @Raton ho provato a rispondere alle tue osservazioni ma non ci hai fatto caso

  37. Ruggero Romani

    Raton , questo è un blog calvinista, non se ne era accorto?

  38. @sircliges,
    sinceramente, da uno che ti dice che agevolare 76000 aborti volontari è per lo Stato il modo più appropriato per evitare di dover gestire l’adozione di 38000 neonati, che ti aspetti? che rifletta? che si lasci interrogare dalle ragioni altrui?

  39. Raton, ma hai capito almeno una frase di quelle che è stato detto nei commenti o “vivi in una tua realtà e non vedrai mai cose che sono evidenti a tutti gli altri”?

  40. @Tonis
    In effetti… va beh, giudichi il lettore onesto quanto siano sinceri certi piagnistei “nessuno mi risponde”

  41. Be’, stiamo parlando dello stesso lettore che “leggi questa informazione sulla Bussola – No, sulla bussola non mi informo – Allora leggi questa pagina di Wikipedia, dice la stessa cosa – Ah, non mi consigli più la Bussola, eh?” (come magistralmente riassunto poco tempo fa da Tonis, mi pare).
    E poi partono accuse di schizofrenia, che mi fanno pensare piuttosto al cosiddetto transfert psicologico, ma vabbè…
    Anch’io mi sono sentito molto offeso e ignorato quando ho provato a rispondere a certi lettori, non gli interessano le argomentazioni ma avere attenzione e solo dal padrone di casa.

  42. Quello della Bussola è Romani, non raton

  43. Ciao Sircliges, scusa ma non avevo visto. I primi ospedali sono stati gli Asclepia nell’antica Grecia. La prima universita’ in occidente e’ stata l’Accademia di Atene fondata nel 347 AC. Prova a dire che in realta’ erano cristiani, per favore. Anzi, per rifrasare quello che hai detto, si potrebbe dire che sono stati i cristiani a voler fare concorrenza agli Asclepia, non il contrario.

  44. Non erano cristiani, ma non erano né ospedali né università.

  45. L’Asclepia era una scuola dove si insegnava medicina, come ne esistevano prima anche in altri contesti culturali – la medicina esisteva anche nell’antico Egitto – ma un ospedale non è soltanto una scuola dove studiano medici (peraltro i medici medievali si formavano nelle università) ma principalmente una istituzione caritativa dove vengono accolti i malati, e chi vi lavora lo faceva spesso come “stile di vita” e non come semplice professione personale: https://unapennaspuntata.com/2020/04/03/storia-infermiere-rinascimento/ Oltretutto le scuole mediche precristiane non venivano fondate “per fare del bene al prossimo”, ma con motivi eminentemente di studio. L’idea di costruire una struttura per carità verso qualcuno è estranea all’antichità.

    Quanto all’accademia platonica, non era una “libera associazione di docenti con statuti e regole proprie” per il semplice fatto che non c’era un corso istituzionalizzato che ti riconosceva “maestro delle arti” o di qualche altra disciplina. L’accademia platonica, il liceo aristotelico (peripato) e le varie scuole neoplatoniche della tardo antichità erano poco più che cenacoli di intellettuali volte a formare gli interessati alla materia. Avevano grande valore intellettuale e davano grande lustro personale, ma non erano in nessun modo istituzioni paragonabili alle università o alle scuole cattedrali. Somigliavano più alle scuole monastiche altomedievali, che appunto non erano università.

  46. @Raton
    No, dico che non erano attività di carità organizzata come le intendiamo noi oggi. C’erano scuole di medicina, ovviamente qualcuno doveva curare nobili e ricchi, ma le loro attività non erano rivolte alla popolazione nel suo complesso. Idem per le accademie.

    È un fatto storico che certe forme di carità organizzata siano sorte solo nel mondo cristiano e non prima né altrove. Ovviamente poi sono state imitate.

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