Realizzati

Vi siete chiesti perché il matrimonio come istituzione è in crisi? Perché si sono fatte saltare alcune delle sue premesse.
La famiglia è quel nucleo originale dove il maschio si procura il cibo e protegge con la sua forza, la femmina cura e protegge con l’amore, e i due allevano figli educandoli a diventare adulti.
Il matrimonio fedele e monogamico è il contratto che rende stabile questo tipo di società: la donna può contare su qualcuno che difenda lei e la sua discendenza, l’uomo ha la sicurezza che i figli siano suoi e vengano allevati con amore. Sì, l’orribile famiglia patriarcale. Che è stato per millenni il metodo migliore di tirare avanti: l’essere umano è fatto così, la realtà è fatta così.

Proviamo adesso a immaginare una società dove ci si procura il cibo attraverso il lavoro che qualcuno offre. Questo qualcuno avrà tutto l’interesse a pagare quel lavoro il meno possibile; più mano d’opera sottopagata, maggiori guadagni.
Qui l’ideona: facciamo lavorare anche le donne, pagando due al prezzo di uno. Se si danno meno soldi agli uomini, così che un solo stipendio non basti alla famiglia, si obbligano anche le donne a lasciare la casa. Ma chi si occupa poi dei figli? Facciamo allora in modo di avere meno figli. Scoraggiando dal metterli al mondo, tramite campagne di demonizzazione: chi ha prole contribuisce alla sovrappopolazione, e si diverte di meno. Poi tramite politiche che penalizzino la famiglia numerosa. E anche rendendo facile non averne, magari spingendo ad uccidere il concepito casuale. E sì, pure propagandando un tipo di rapporti intrinsecamente sterili.

La famiglia porta doveri; rendere schiavi dei piaceri fa dimenticare quei doveri e respingere chi li esige. L’eterno bambino non si sposa, non si assume responsabilità.
Senza figli cade il motivo più pressante di tenere unita una famiglia; il sesso senza riproduzione non ha bisogno di un compagno o di una compagna stabile, e confondere amore con innamoramento è la maniera migliore per bacare fin dall’inizio qualsiasi rapporto.
Se in famiglia non hanno tempo, eventuali figli li educherà lo stato: prima si sottraggono a quegli incoscienti che vogliono averli comunque, meglio è.

Capito come mai i colossi dell’economia mondiali ostentano arcobaleni e organizzano corsi di inclusione? Ci sono molte ragioni, ma basterebbe anche solo il calcolo economico. Una persona che non è in una famiglia è uno schiavo che riverserà il suo interesse nel lavoro. Nessuno che ti aspetta a casa, puoi fare lo straordinario, guadagnare, far carriera. Davvero quanti appoggiano questo modo di pensare sono dalla parte dei lavoratori?

E qual è la maniera, per un uomo, una donna, di essere davvero felice? Cosa significa “realizzarsi”? Forse che non si è reali, quando si hanno figli, quando si ama la propria moglie, il proprio marito?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 giugno 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Il tutto sommato al fatto che il matrimonio viene visto come una semplice formalità legale, la cui essenza è data solo da una decisione parlamentare, senza alcuna ulteriore realtà concreta.

    E questo porta con sé la futilità del “contratto matrimoniale” e della burocrazia connessa.

  2. daniela tiberi

    quanto è vero

  3. padella o brace, questo è il dilemma.

    (la denuncia della trappola del doppio salario è sacrosanta, ma non ho mai visto molte sentinelleinpiedi a presidio dei livelli salariali, in vita mia. ero distratto io?)

  4. Ruggero Romani

    Sì? E dove?

  5. Anche alcuni secolaristi si stanno accorgendo che le cose a livello umano stanno andando a schifìo:

    https://americanmind.org/salvo/big-pimping/

  6. Grazie, Ago, molto interessante, da leggere

  7. Ottima analisi. Aggiungo un paio di fatti che ho notato durante una ricerca:

    Primo, la soluzione moderna al problema, ossia importare immigranti, non serve. L’immigrato medio arriva a trent’anni e a quella età non sifiglia più di tanto.

    Secondo, gli immigrati di seconda generazione figliano quanto i nativi. Esempio, i meridionali che andavano a lavorare al nord negli anni sessanta: loro facevano otto figli a famiglia. I loro figli negli anni ottanta ne facevano due. I loro nipoti non ne fanno.

  8. Ciò che scrivi (da anni) è così coerentemente logico (dunque vero) che… risulterà perdente in una società che adora il “pathos” e idolatra l”ethos”.

    Nel dibattito presidiato da istituzioni, reti e piattaforme allineate sulle posizioni progressiste della sinistra occidentale, l’élite (ethos), non si mette certo a discutere sulla “sostanza” dei problemi; per vincere facile preferisce applicare il potere che gli deriva dalla posizione e dal prestigio, e che consente di stabilire a priori chi sta dalla parte dei buoni e chi da quella dei malvagi.

    Occupando tutti gli spazi al centro del sistema, chi sostiene questa élite può annientare il dissenso, produrre cultura non marginale, e riplasmare una civiltà a suo piacimento.

  9. Ratòn, la “soluzione” moderna di importare immigrati è errata perché popoli e culture sono diversi e inconciliabili. In America ogni gruppo etnico e cultura si crea dei quartieri per conto proprio dove vivere secondo i propri dettami culturali/religiosi; solo gli intellettuali di sinistra credono possa esistere il “multiculturalismo”, perché per loro ogni identità è indifferente, inutile e intercambiabile.

    Per le élite un popolo vale l’altro, se ne fregano se l’Europa diventa il medio oriente, per loro non è importante il folklore della “plebaglia europea” (così l’ha definita Attali).

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