L’abisso del male

Tutto questo era compito.
Ma lo reggevi tu? Così sempre distratto d’attesa,
come se tutto t’annunciasse un’amata?
Rilke, Prima elegia

Mi stupiscono sempre le maniere in cui negano le evidenze, ci si contraddice pur di non dare ragione, si legge e si sente ciò che si pensa che venga scritto e detto invece di ciò che é. Che guazzabuglio e che paradosso è l’uomo. In fondo è esattamente questo il male: scegliere la propria misura invece di ciò che è reale. Scegliere il nulla, quando tutto in noi grida di esistere.

E da questo abisso scavato dalle proprie mani l’essere umano non si riesce a levare da solo. Quante volte ci abbiamo riprovato; quante volte ricadiamo. Perché il male non è niente altro che il negare ciò che siamo, cioè quello che davvero ci costituisce. Questo impeto verso l’assoluto, verso il bene, che sempre ci attira e ci muove e che in continuazione tradiamo.

Non ci riusciamo da soli perché il male è ciò che non ci fa essere uomini, e occorre essere pienamente uomini per fuggirlo.
Eppure è proprio quel male che ci fa desiderare di essere di più. Che non ci fa stare tranquilli. Nonostante tutti i nostri sforzi per negare la speranza, per svuotare di senso la vita. Perché ci dà dolore vedere le pareti dell’abisso in cui siamo; e quindi neghiamo che esista, come se non pensarci potesse risolvere qualcosa. Non facciamo che fuggire da noi stessi, e allontandoci tutto diventa estraneo.

E’ questo l’annuncio del cristianesimo: che non abbiamo bisogno di fuggire. Di inventarci sistemi perfetti per non avere bisogno di amare, o di essere amati (perché amare è una ferita). Esiste qualcuno che ci viene a prendere così come siamo, mortali come siamo, sciocchi come siamo, paurosi come siamo, feriti come siamo. Perché ci ama.
Questo è l’annuncio, non altro. Che l’attesa è finita.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 aprile 2021 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Grazie. Penso spesso alla fortuna di essere nati DOPO CRISTO.

  2. Cavaliere di San Michele

    “E’ questo l’annuncio del cristianesimo: che non abbiamo bisogno di fuggire. Di inventarci sistemi perfetti per non avere bisogno di amare, o di essere amati (perché amare è una ferita). Esiste qualcuno che ci viene a prendere così come siamo, mortali come siamo, sciocchi come siamo, paurosi come siamo, feriti come siamo. Perché ci ama.
    Questo è l’annuncio, non altro.”

    Quanto bene mi fanno queste parole. Grazie.
    Prega per me e per chi mi sta a cuore, se puoi

    Quanto bene mi

  3. Certo, Cavaliere, anche se il primo che ne ha bisogno sarei io.

  4. Abbiamo tutti bisogno, per questo ogni tanto “faccio un salto” qua e mi rinfresco le idee.
    Grazie… e mi unisco alle preghiere!

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