Il dolce profumo dei giarilli

“There are two lines of old yew hedge, twelve feet high and impenetrable”
A.Conan Doyle, “The Hound of the Baskervilles”

Quando ero alle superiori, il nostro professore di inglese ci fece leggere in lingua originale un brano da “Il mastino dei Baskerville”, una delle avventure di Sherlock Holmes.
La scena avveniva in un viale contornato da alte siepi di “old yew”. Terminato di leggere il pezzo, chiese se ci fossero domande.
Uno dei miei compagni alzò la mano. “Professore, cos’è ‘yew'”?
“E’ la pianta di tasso”, rispose lui. “Tutto chiaro?” Annuimmo.
“Benissimo”, riprese il professore. “Chi di voi mi sa dire com’è fatta una pianta di tasso?”
Ci guardammo tra di noi. No, nessuno sapeva che aspetto avesse quell’accidente di albero.
“Vedete”, proseguì il professore, “Voi non sapete cos’è un cespuglio di tasso nella stessa maniera in cui non sapete cos’è una siepe di ‘old yew'”. Che io vi abbia detto la traduzione di quel nome non vi cambia assolutamente niente. Cosa sia, l’avete capito anche senza conoscerlo davvero”. Oh, era in gamba quel docente.

E’ una lezione che mi è rimasta in mente. Quante delle cose che sappiamo le abbiamo imparate leggendo una definizione, e quante invece deducendole dal contesto, incasellandole in frasi e suoni conosciuti?

Nel mio libro, “il tempo degli dei” c’è una frase che suona “ai balconi vi erano fioriere con giarilli blu e rossi“. Un lettore mi ha chiesto cosa siano questi giarilli, e io ho risposto “Fiori colorati che di solito adornano i balconi delle case. Hanno un profumo persistente e dolce che tiene lontani gli insetti“.
Era davvero necessaria la mia spiegazione? In realtà no: che fossero dei fiori si capiva anche senza sapere del loro profumo. No, non sono gerani: i giarilli hanno fiori più piccoli e precoci, e un odore più dolce. Potrei scrivere trattati su di loro, del tutto inventati; così potete fare voi, con l’occhio della fantasia. E’ giusto, è normale chiedere quando non si sa qualcosa. Ma ci fermiamo mai a capire se sappiamo, o pensiamo solo di sapere?
Avessi detto che i giarilli erano una varietà di lobelia, quanti di voi sanno senza controllare se quest’ultimo fiore esista davvero nel nostro universo oppure no?
L’unica cosa che ci interessa sapere di quelle piante è che decorano i balconi di rosso e di blu, e il mondo in cui esistono è più bello grazie alla loro presenza.

L’urlo della kijnna selvatica, com’è? Che tipo di animale sarà? Non lo sappiamo, ma il suo suono è molto acuto e stridente. Che cosa sono i Sogni che talvolta si possono vedere, specie in estate, al largo di Perides? Com’è fatto il Guardiano chiamato “Gorilla Cieco” che infesta le Montagne della Follia?
Sono tutte domande alle quali la nostra fantasia non ha bisogno di rispondere con una noiosa e pedante definizione. Non dimorano tra le cose che conosciamo, ma le possiamo vedere anche meglio così. In fondo non c’è donna più bella della sconosciuta che non riusciamo a scorgere in volto.

Le spiegazioni non servono, sono superflue, come sapere in che modo sia fatto il tasso per i lettori di Sherlock Holmes. I nomi sono come finestre aperte su quanto non conosciamo e non potremo conoscere. Quanti di voi hanno davvero osservato, fino a coglierne ogni aspetto, una pianta di gerani?
E una di giarilli?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 aprile 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. insomma, questo blog diventa il promo permanente del libro.

    già mi dispiace.

    avevo capito che ci tieni, ma non avevo capito quanto.

    e i feti? e i froci? e i spini sanguinolenti?

    (quanto ai giarilli, invero, ma chi se l’è inculati mai – vedi anche
    http://www.scudit.net/mdtasso.htm )

  2. Promo permanente? Per tre pezzi in tre settimane, di cui quest’ultimo legato solo come esempio?
    Sai, io parlo delle cose che mi stanno intorno, prendo spunto dalla realtà. La mia realtà comprende in quest’istante anche il libro; ci sono diverse cose di cui volevo parlare e che ho messo da parte; avendoci lavorato sopra per anni, è appena normale che abbia qualcosa da dire.

    il lettore intelligente sa distinguere tra il dito e la luna, tra l’esempio e cosa chi lo usa vuole dire. Ma occorrono intelligenza e cuore.

    Libero di leggere e commentare altrove, se la mia scelta di temi ti annoia. Ci saranno almeno ancora un paio di post, nelle prossime settimane, che riguarderanno indirettamente il libro, uno sulla copertina e un altro sul lavoro di editing. Reggiti forte. Potrei parlare di copertine ed editing di altri libri, ma quelli non li conosco.

  3. Un esempio sublime sono le famose “caramelle alascane” della splendida Boogie di Paolo Conte.

  4. Davvero un bel post!
    Grazie ancora una volta all’autore del blog per queste pillole di saggezza!

  5. Io aspetto il post sull’editing con interesse vivissimo. Non ho più velleità di scrittrice perché sono realista. Però trovo che leggere come è stato scritto un libro è altrettanto interessante che leggere il libro. A volte pure di più.
    La letteratura di viaggio è sempre bella, che si vada sulla strada verso l’Ossiana o su quella verso quel che fa ticchettare le persone.

  6. Comunque io ho piantato un’aiuola di giarilli vicino a casa e profumano con un odore sì persistente, ma di pipì di gatto. Non so a quale specie tu ti sia riferito.
    Sto pensando di farla fuori appena finisce la fioritura: se ti interessa ti faccio avere dei semi.

  7. “To a story-teller a journey is a marvellous device.”
    —J.R.R. Tolkien

    Godparent, questo può succedere perché se li pianti nelle aiuole e abiti in campagna le kijnne selvatiche le usano come gabinetto personale. Non so perché, ma sembra che ne siano attirate. Ti buttano all’aria le piantine e scavano buche. Anch’io li ho dovuti togliere.

  8. Come tre, qual era il secondo?

  9. Cavaliere di San Michele

    “Avessi detto che i giarilli erano una varietà di lobelia, quanti di voi sanno senza controllare se quest’ultimo fiore esista davvero nel nostro universo oppure no?”

    Io. Perché pur non avendo idea di come sia fatto, Lobelia era il nome della parente antipatica (ma che si redime alla fine…) di Bilbo e Frodo Baggins, e gli hobbit (o Tolkien per gli hobbit) usano spesso nomi di fiori per le loro figlie, quindi, per quanto strano e a me ignoto, avrei avuto fede nelle conoscenze botaniche del Sommo (JRR, non – ancora- Berlicche…)

  10. Cavaliere di San Michele

    Sì, ma adesso la mia curiosità sulle kjinne è massima…

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