Le sporche strade del Paradiso

Ho appena finito di leggere “The Dirty Streets of Heaven” (“Le sporche strade del Paradiso”), di Tad Williams, uno dei miei autori favoriti.
Il tema, come si può intuire dal titolo, mi è affine. Narra le vicende di Bobby Dollar, un angelo incarnato in un corpo umano, che fa da avvocato difensore delle anime dei defunti. All’atto della morte lui e un demone sostengono difesa e accusa in un processo che si svolge in una bolla atemporale accanto al corpo del trapassato. Sentiti i rispettivi angeli e demoni custodi un giudice angelico decreta la destinazione finale: lassù, laggiù, o Purgatorio.
Angeli e diavoli, abitanti corpi mortali in una città che è una variante di Los Angeles, danno vita a un confronto metà detective story hard-boiled e metà gioco di spie stile Tom Clancy. Tra avvenenti diavolesse, giganteschi demoni sumeri e spiriti vagabondi la vicenda si svolge a ritmo serrato e coinvolgente. Ma…

…come dire, un po’ deludente.
Non certo per l’azione, l’intreccio o la scrittura, quanto per la superficialità con cui è trattato il tema religioso. Dio è il Grande Assente; nessuno lo ha mai visto, almeno tra le gerarchie angeliche minori. Le anime in Paradiso vivono la loro eternità felice del tutto dimentiche della loro vita terrena. Certamente l’ispirazione, più che la Bibbia, è Constantine o Supernatural, con un tocco di Codice da Vinci. E se il male è il male, il sospetto che si fa baluginare è che anche il bene non sia quel gran che. Spingendo a considerare che sarebbe opportuno cercare una “Terza via”…

Se le cose stessero davvero così, in effetti, che soffocamento moralistico. Il giudizio dei morti rappresentato nel libro è del tutto simile a quello che potrebbe essere un tribunale terrestre. Di quel farisaismo asfissiante american style che guarda solo alle azioni; il genere di moralismo che avrebbe lapidato l’adultera, per intenderci. No, non riesco a credere in un aldilà del genere, e questo mi rovina il gusto della trama.
Spero proprio che il Paradiso sia un po’ meglio di così. Giustizia sì, ma anche misericordia. Se no, che Paradiso sarebbe?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 marzo 2021 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Per molti la “misericordia” non ha nulla a che fare con l’amore, è solo uno “sconto di pena”, ancora più freddo della giustizia farisaica.

    L’amore è sconosciuto nel nostro mondo di “love is love”.

  2. La misericordia di Dio deve essere attesa o pretesa? A pretenderla, come oggi si ha la sensazione che sia, sembrerebbe che si voglia attribuire a Dio un pentimento, da parte sua, per il troppo rigore con cui ha punito l’uomo! Una sorta di risarcimento!

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