Le sciabole della libertà

Può essere istruttivo un breve accenno ai fatti che accaddero circa duecentotrenta anni fa in una regione dell’Europa non così distante da noi. Può darsi che ne abbiate sentito parlare, anche forse solo di sfuggita. Quella regione è nota come Vandea.

A quei pochi che potrebbero averla sentita nominare nelle classi di storia è stata probabilmente descritta come una sorta di guerra civile. La gloriosa Rivoluzione Francese dispiega le sue ali di Libertà, Eguaglianza, Fraternità e un manipolo di provinciali eterodiretti cerca di ostacolarla. Una rivolta repressa con successo.

La verità è che fu un genocidio. O, meglio, un “popolicidio”. Pensato a freddo e realizzato con deliberata accuratezza. Esagerazione? Ditemi allora come si può descrivere l’uccisione di 117.000 persone su 815.000 che abitavano quel territorio. Non furono ammazzati solo i combattenti, ma donne, vecchi, bambini. Un massacro nascosto dalla storiografia ufficiale, dai cantori interessati della gloriosa rivoluzione

Naturalmente, se lo meritavano. Erano dei fanatici, dei tradizionalisti, amavano il passato, erano ingrati per la luce che la Rivoluzione aveva portato. Erano persino cattolici.
Così cattolici che si risentirono quando, nel 1790, il nuovo governo proclamò la Costituzione Civile del clero. Lo Stato si impossessava dei beni ecclesiastici, e tutti i sacerdoti dovevano giurargli fedeltà. Ben pochi lo fecero.
Era ancora la fase in cui si poteva ritenere utile protestare, ad esempio attraverso una lettera come quella che scrissero 130 sacerdoti della diocesi di Nantes per contestare quella svolta autoritaria. L’illusione durò poco.

Vescovi e preti disubbidienti furono sostituiti con coloro che avevano giurato. Le chiese furono sbarrate, le funzioni proibite. Ma il popolo rifiutava quelli che considerava traditori.
Quello che fece traboccare il vaso fu la coscrizione obbligatoria. Nel 1793 il governo cercò di reclutare trecentomila uomini. La notizia non fu presa bene. Nel marzo di quell’anno. i funzionari governativi furono cacciati a forza.

La reazione non si fece attendere. Un esercito di quasi cinquantamila uomini addestrati ed armati marciò sulla Vandea. I vandeani erano tra i 25.000 e i 40.000, quasi tutti paesani armati con attrezzi agricoli. Riuscirono però a tenere a bada e sconfiggere più volte il loro avversario; combattevano per la loro vita.
Ormai erano considerati briganti e quindi, come il prete “costituzionale” Abbé Roux, vicario di Champagne-Mouton, rassicurò i suoi padroni rivoluzionari il 7 maggio 1793,

I figli della regione del Charente aspettano i vostri ordini per sterminare quei briganti che stanno facendo a pezzi la nostra amata nazione. Voi, Cittadini, state fermi ai vostri posti: non perdete di vista i traditori e cospiratori: non dimenticate mai che se mostrate pietà, nutrirete i vampiri e gli avvoltoi dentro le mura di questa città, e un giorno loro berranno avidamente del sangue di coloro che li hanno salvati dalla vendetta che i loro crimini meritano. 

Così, le forze regolari cominciarono a radunare i “briganti” a quaranta, cinquanta per volta e giustiziarli senza processo, bruciare le case e cannoneggiare le chiese. Nonostante lo sforzo, le sconfitte subite costrinsero il governo a mandare altri 20.000 veterani in appoggio.

Come disse il generale Salomon alle sue truppe, era una guerra di briganti, quindi occorreva che loro stessi diventassero briganti e dimenticassero i regolamenti militari.
Diventò una guerra di sterminio. Per risparmiare munizioni si cominciò la pratica di annegare i “briganti”; dapprima la tecnica fu usata sui preti refrattari, a centinaia, poi sulla popolazione. Era d’uso farli denudare prima di annegarli, vuoi per poter disporre dei vestiti, vuoi per potere meglio violentare le ragazze presenti. A dicembre, il generale Marceau poteva informare trionfante il ministro di avere fatto annegare oltre tremila donne non combattenti a Pont-au-Baux. Quelli che non erano annegati erano uccisi a colpi di baionetta. Il Generale Westermann, arrivando a Laval  il 14 dicembre, notò con  soddisfazione pile di migliaia di cadaveri ammucchiate ai bordi della strada. Così scrisse in una sua relazione:

Cittadini della Repubblica, non c’è più una Vandea. Essa è morta sotto le nostre sciabole della libertà, con le sue donne e bambini. L’ho seppellita nei boschi e nelle paludi di Savenay. Seguendo i vostri ordini, io ho schiacciato i suoi bambini sotto gli zoccoli dei miei cavalli, e massacrato le sue donne… che non faranno ora nascere altri briganti. Non c’è un singolo prigioniero che può criticare le mie azioni – li ho sterminati tutti…

Il governo della Vandea indisse un’amnistia per chi avesse deposto le armi. “E’ tempo per i francesi di riunirsi come una sola famiglia…”. Era una trappola. Nel gennaio il Generale Turreau con due armate di sei divisioni ciascuna si mosse nella “Crociata della Libertà” per finire il lavoro. Gli ordini per le “Colonne infernali” erano di non risparmiare nessuno. I bambini piccoli erano uccisi davanti alle loro madri, quindi erano uccise le madri. Le ragazze violentate, e quindi uccise a loro volta. Qualcuno introdusse l’uso di bruciare intere famiglie nei forni. Si spellarono le vittime per ricavarne cuoio; il 5 Aprile. a Clisson, i soldati del generale Crouzat bruciarono vive 150 donne per ricavarne il grasso.
Sembrerebbe un racconto dell’orrore, una fantasia; è storia documentata.

Il massacro si trascinò fino al 1795, per poi scomparire dalla storia. I suoi esecutori fecero carriera, e non furono mai perseguiti per i loro crimini. Di tanto in tanto il racconto di quelle atrocità ricompare, per ricordarci che, nel paese della Libertà, pensare che ci sia una Verità più grande diventa un crimine.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 febbraio 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. “…bruciarono vive 150 donne per ricavarne il grasso.”

    in quello stesso grasso centocinquant’anni dopo i bolscevichi russi avrebbero rosolato i più macilenti fra i bambini di cui amavano nutrirsi.
    sapevatelo, su rocky berlicche horror channel!

  2. buongiorno. possibile che gli abitanti della Vandea di oggi abbiano dimenticato? perdonato? potrebbe consigliarmi un testo di documentazione? grazie

  3. Le colonne infernali furono sospese nell’aprile 1794….

  4. Nel testo c’è il link all’articolo che mi è servito da fonte, che indica a sua volta altri testi. In passato avevo letto altra documentazione, se non basta quello che ho indicato cercherò di ritrovarla.

  5. La mia fonte è il libro ” I Bianchi e i Blu” di Jean Clement Martin ed. SEI 1989

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