Caco secco

Va bene, lo ammetto. Il titolo è fatto per incuriosire. Riflette esattamente il contenuto del post, che però non è quello che forse vi aspettate.
Il caco di cui si parla è il frutto di un vago colore arancione che si raccoglie quando i primi freddi cominciano a far cadere le foglie. Non a tutti piacciono i cachi, anzi, sembra che la gran parte delle persone non li gradisca affatto. Non è un frutto di successo. E’ complicato da conservare e trasportare: quando non è del tutto maturo impasta il palato, quando matura si spacca facilmente, facendo fuoriuscire il suo liquido interno.

Io ho un albero di cachi in giardino.

Verso settembre i cachi cominciano a maturare in ordine sparso. Se non prontamente raccolti vengono beccati dagli uccelli, che li lasciano divorati a mezzo a marcire, oppure cadono al suolo spiaccicandosi. Considerando che l’albero ha un fogliame denso e spesso che nega la luce e quindi sotto di esso cresce ben poco, capirete che può essere un disastro. Se non ti piombano in testa riducono il terreno a una distesa appiccicosa. Occorre quindi salire sulle scale e coglierli; è un albero abbastanza alto, con molti rami su cui sarebbe anche semplice arrampicarsi se non si staccassero facilmente. La natura dei frutti, più grossi di un pompelmo e fragili da maneggiare, implica un salire e scendere piuttosto frequente per portarli al sicuro. Una volta raccolti vanno messi in cassette, non sovrapposti, con il picciuolo verso il basso. Se sono danneggiati vanno buttati o consumati subito, dato che marciscono in men che non si dica. La sola cosa buona è che sono abbastanza resistenti ai parassiti. Forse disgustano anche loro.

Ci sono annate buone ed annate cattive. L’anno scorso ne avevo fatto tre cassette striminzite. Quest’anno ho avuto il miglior raccolto a mia memoria, venti e più casse di frutti splendidi.
E nessuno a consumarli.

Sì, perché in famiglia ci siano praticamente solo io e mio suocero a mangiarli. Aggiungici l’annata straordinaria anche per le mele, il lockdown che impedisce di affliggere parenti, colleghi ed amici con casse omaggio, e capirete perché mi restino ancora cinque casse di cachi non consumati in cantina, pur buttandone via ogni settimana a chili di quelli marciti nel frattempo.
E’ proprio questo il fatto che ha condotto alla mia scoperta. Normalmente entro capodanno era tutto consumato, mangiati o decomposti. Invece, in modo inaspettato, una consistente percentuale di cachi ha avuto un’evoluzione ulteriore. Si è come asciugata, invece di andare a male. Il risultato è qualcosa di orripilante dal punto di vista visivo; la buccia macchiata di muffa, avvizzita, trascolorata, grinzosa. Ma l’interno…

L’interno è diventato scuro, passando dall’arancione al marrone. La polpa è divenuta dolcissima, e spesso è un poco fermentata, risultando persino alcolica. Ha un sapore che sembra amaretto di Saronno zuccherato, o fichi secchi con le mandorle. Squisito.
Certo, occorre superare l’impatto visivo, ed evitare i frutti che sono invece decomposti sul serio. Ma che bontà, nei restanti. Chi l’avrebbe detto che in mezzo a ciò che poteva sembrare un processo inarrestabile di marcescenza, di distruzione, si annidasse la possibilità di qualcosa di buono.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 gennaio 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Ruggero Romani

    il nome del frutto è cachi, oppure caki, anche al singolare.

  2. Bello. Metafora fin troppo trasparente. Chissà…

  3. Alcuni li mettono in freezer, per consumarli in estate ancora congelati con un cucchiaino – una sorta di gelato alla frutta.

  4. Fai solo attenzione a mangiare roba ammuffita…c’è gente che è andata all’ospedale per molto meno…. :-)

    E a fumarla, ci hai provato?

  5. Qui all’estero (Toscana) li chiamano pomi, o diosperi… Anche una mia amica di Follonica ha avuto un raccolto record quest’anno (ma lei è riuscita a regalarli via). Forse hanno un rapporto positivo con la sventura, gli alberi di cachi/pomi/diosperi. Andrebbe investigato.

  6. Wow. Amaretto di Saronno zuccherato!

  7. Anche per la mia pianta, in Abruzzo, quello di quest’anno è stato il miglior raccolto di sempre.
    Quelli che diventano scuri all’interno sono sempre stati pochissimi, quest’anno invece molto più della metà.
    Ieri sera, dopo aver mangiato l’ultimo rimasto, riflettevo proprio sull’eccezionalità di questa annata, e poche ore trovo questo articolo… Coincidenza o mi hai letto nel pensiero?

  8. Lettura del pensiero, ovviamente.

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