I pifferi dell’Impero

Lo confesso, sto rivalutando alcune parti della saga di Guerre Stellari che avevo sempre considerato imbarazzanti.
Ad esempio quella della clip qui sotto.

No, non sto parlando dell’assalto al Parlamento degli Stati Uniti. Se veramente pensate che lo stato più potente del mondo possa essere rovesciato da sciamani cornuti (a proposito, si è scoperto che è un attore) e altri pericolosi terroristi come quelli che vedete in questa foto


Ah, no, non questo, questi:


allora potete credere davvero a tutto. Andare a vedere quello che dicono giornali e televisioni, e poi verificare, se ci riuscite, quello che davvero è accaduto, è un’esperienza estraniante, tipo Mentana che commenta un film invece che i disordini.

Perché è chiaro chi qui si tratta di una narrazione, di un racconto immaginario imbastito da coloro che si stanno rivelando i veri king-maker, le eminenze grigie, i re nell’ombra di questo scorcio di secolo: i media, da quelli antichi come carta stampata e televisione fino ai social. Che si possono permettere di oscurare e bandire chi vogliono loro (non badate alla storiella dell’incitamento alla violenza, c’è infinitamente di peggio che passa indisturbato) sabotando e negando l’espressione a chi non la pensa come loro.

Che deve essere oscurato, bandito, condannato; non deve potere insegnare, giudicare, scrivere, pubblicare; si uccide la libertà in nome della libertà. Adesso la parola purga non si usa più, diciamo che questi pifferai stanno somministrando alla società la loro idea di lassativo; così, liberati di noi escrementi dell’umanità, potranno liberi e leggeri costruire il paradiso in Terra. Tra gli applausi degli idioti che non conoscono la storia.

Che non si rendono conto che stanno giustificando una dittatura peggiore di quella che credevano di scongiurare. Perché ora regna l’Impero.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 gennaio 2021 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Hanno oscurato anche Parler. C’è qualche social alternativo a cui ci si può iscrivere senza essere censurati solo per dire le proprie opinioni senza essere d’accordo con questi qui?

  2. Telegram, per ora è libero, made in Russia.
    Oppure GAB social, non ha app, solo web browser, un po’ lento, perché preso d’assalto per i vari ban degli altri social.

  3. Pierluigi Cerutti

    Perchè consideravi imbarazzante quella scena? Io l’ho sempre trovata descrittiva e profetica pur nella sua apparente banalità.

  4. La pensavo troppo didascalica. Cioè, come si fa a dare fiducia a uno che parla in quella maniera? Non vedono che sta succedendo? Poi…

  5. Mark telegram non è esattamente un social.
    Proverò con GAB fino a quando cancellano pure quello. Verrà il giorno in cui dovremo cominciare coalizzarci e contarci per essere pronti!

    ***EDIT di Berlicche: Caro giacomol “mentelibera”, troll bugiardo, si capisce perché ti rimuovo? Perché a te interessa solo mentire e provocare.
    Sei solo pattume. E il pattume va nell’immondizia.
    Non rispondete.***

  6. Il concetto alla base del film è interessante e l’aforisma di Padme è molto efficace. La scena in sè però è un po’ forzata. Se il modello degli autori è la fine della repubblica romana, bisogna ricordare che Augusto ci ha messo 30 anni a farsi accettare come detentore del potere, senza mai usare una parola “sospetta” per definire il suo ruolo. Si dice che trattasse male chiunque provasse a chiamarlo “dominus”, anche per scherzo, compresi amici e nipoti. Se non fosse andato per gradi, rischiava di fare la fine di Cesare.
    Interessanti le tappe: nel 44 a.C. triumviro (insieme agli altri due: Triumviri Rei Publicae Constituendae Consulari Potestate), una sorta di governo tecnico con compiti di riforma costituzionale. Poi negli anni 30 il senato gli concede l’imperium proconsolare, stesso potere (del tutto legale) di un ex-console incaricato di governare una provincia, che gli lasciava il diritto di comandare eserciti. Poi “tribunicia potestas”, cioè lo stesso potere dei tribuni della plebe, in qualche modo “sganciato” dalla carica di tribuno (che comunque non avrebbe potuto ricoprire in quanto di famiglia patrizia), con annesso diritto di veto e inviolabilità della persona (cioè l’equivalente dell’immunità parlamentare). Dal 27 a.C. l’imperium proconsolare diventa decennale. Si inventano i titoli onorifici di Augustus e Princeps, da non confondere con i significati che questi termini hanno assunto più tardi (pressappoco si possono tradurre con “il benaugurante” e “primo cittadino”). Dal 23 la tribunicia potestas diventa a vita. Dal 13 assume anche la carica di Pontefice Massimo, massima carica religiosa. Nello stesso periodo comincia ad estendere alcuni di questi privilegi alla persona che di volta in volta comincia a individuare come suo erede. Nell’8 a.C. fa passare una legge contro la lesa maestà (la sua) che conclude il percorso. Con essa, quando è a rischio l’autorità del Princeps, non c’è garanzia costituzionale che tenga. Si possono arrestare, torturare e uccidere anche i cittadini romani.

  7. Napoleone è andato alquanto più spedito…

  8. Effettivamente. Però non è riuscito a durare (un po’ meno di Palpatine a occhio e croce).

  9. boh… non si capisce niente.

  10. non si capisce bene quale sia la verità dei fatti.

  1. Pingback: I pifferi dell’Impero – l'ovvio e l'evidente

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