Epistemicamente svantaggiati

Oggi andiamo ancora in America. Niente elezioni, però.
Questo è un articolo comparso sul New York Times, la risposta in una colonna titolata “l’eticista” ad un lettore (?) che chiede: “Dovrei smettere di parlare ai miei amici che sostengono Trump?”
Leggetelo tutto, nella mia traduzione: vale la pena, ci rivediamo dopo.

Domanda: “Sono moralmente legata a confrontarmi con gli amici che sostengono Trump o dovrei smettere di parlare loro? Trovo inconcepibile che si possa sostenere una simile persona deficiente. E’ xenofobico e mentitore (… nell’originale seguono quattro righe di insulti). Non posso trovare tolleranza per “l’altro lato”. Ad oggi, tuttavia, mi sono limitata a stare tranquilla ed evitare il soggetto con la gente che so non poter essere convinta. E’ adeguato?” (segue firma improbabile)

Risposta: “In una democrazia, noi il popolo si pensa dovremmo guidare la nave dello stato insieme. Per fare questo, dobbiamo essere in grado di parlare l’uno all’altro, il che suggerisce che l’impegno piuttosto che lo scontro può esser un dovere civico. Può anche esser un atto di amicizia, perché una cosa che vogliamo fare è salvare i nostri amici dal commettere seri errori. Ricorda che ascoltare in queste circostanze è importante come parlare.

Purtroppo lo stato polarizzato della nostra politica significa che la gente è così presa dalla sua identità politica che è incapace o non vuole considerare le opinioni di chi è fuori dalla sua tribù politica. Conversazioni su questi argomenti tendono a innalzare la temperatura oscurando le luci. E, dati i tuoi principi, è facile presupporre che i tuoi amici che amano Trump abbiano mancanze morali – non prendono con la dovuta serietà crudeltà, xenofobia, intemperanza, narcisismo e disonestà.

Forse questo è il caso. Ma forse il golfo tra te e questi amici sorge dalla differenza nelle tue facoltà epistemiche – l’abilità di ottenere informazione affidabile. Ciò che crediamo dipendono non solo dai nostri cervelli ma anche dal mondo sociale in cui viviamo. Un modo di catturare questa verità è ciò che alcuni filosofi hanno chiamato l’ipotesi della mente estesa: le nostre menti non giacciono solo tra le nostre orecchie (dicono) ma si estendono nel mondo intorno a noi, un mondo che può o non può includere Fox News, Parler, i discorsi alla radio, un volubile collega che è sempre sembrato meravigliosamente sul pezzo, feed filtrati di Twitter e così via. Cos’è ovvio è che la gente può essere epistemicamente svantaggiata ricavando ciò che crede dalle reti sociali che sono radicalmente inaffidabili. Otteniamo le nostre false convinzioni nello stesso modo in cui otteniamo quelle vere: ascoltando le opinioni della gente di cui ci fidiamo. Puoi esser parzialmente responsabile di essere in una rete inaffidabile se ci sono segnali che qualcosa è sbagliato e non esamini la possibilità che ti si stia ingannando. Ma il giudizio errato qui può non riflettere cattivi valori morali.”

Wow. Non so se avete colto. Comincia con una sequela di insulti a Trump, che è lo standard per qualsiasi pezzo lo riguardi. Poi si lamenta della polarizzazione politica, non si ascolta l’altro!, ma certo chi tiene per quel buzzurro non può essere che moralmente una merda, quindi il disprezzo ci sta. Ma, dice, è tuo dovere cercare di salvare i tapini, perché potrebbero anche non essere del tutto delle chiaviche ma semplicemente dei fessi che ascoltano e leggono dalle fonti sbagliate, cioè non noi.

Un amico suggerisce che bisognerebbe commentare a costoro come Fantozzi: “come è umano lei!”. In effetti dalla lettera e dalla replica traspare tutto il disprezzo per il tipo umano inferiore che non legge il New York Times e non riconosce il verbo progressista, il solo moralmente ammesso a discernere ciò che è accettabile. L’essere democratici, evidentemente, per questi tizi è esattamente questo: sermoncino ipocrita e giù di bastone al popolino marcio e ignorante che osa pensarla diversamente.
Grazie, megaeticista galattico, a lei e a tutti i meravigliosi tollerantissimi progressisti. Sarò epistemicamente svantaggiato ma, se permette, libero.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 dicembre 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. l’italiano zoppicante mi ha spinto a controllare l’originale (grazie per il link). pesanti tagli, e sospette manipolazioni (to assume, per dire, non significa “rendersi conto”).

    dài, chiedi scusa. se non all’eticista, ai tuoi lettori. o quantomeno a fracchia.

    geppo ccq

  2. In effetti, R&s, Assume ha come traduzioni “assumere, presumere, presupporre, ritenere, prendere, arrogarsi”; credo prenderò presupporre – poi mi spieghi come cambia il tono dell’articolo.
    I pesanti tagli sono quelle quattro righe; per completezza le metto qui:
    “Egli ammira governanti autoritari, manca di autocontrollo e incita divisione nel nostro paese. Serve il suo stesso autointeresse al punto della completa indifferenza verso chiunque, inclusi i suoi sostenitori, come la sua rispsta al Covid 19 e alla autodisciplina chiaramente dimostrano”.
    Sei chiaramente un democratico, R&s… guardi il particolare ma non l’insieme, cerchi di discreditare e provi a far dimenticare ciò che importa.

  3. scusa, berli’, ma se quelle quattro righe righe le riassumi come “quattro righe di insulti” uno potrebbe pensare a qualcosa di più succoso di “completa indifferenza”. mi sa che anche “discreditare” lo traduciamo in maniera diversa…

    (il tono dell’articolo non cambia eh? beh, detto da uno che sostiene anche che fratelli significa cugini in effetti non fa una piega)

    (berli’ quel povero eticista ha detto, sostanzialmente, “ama il tuo nemico”. cos’è, ti rode perché era battuta tua, anche se da qualche tempo non riesci più a dirla?)

  4. R&S, gli sta dicendo tra il resto che è completamente insensibile ed egoista. So che per te spietato son carezze e complimenti, ma vedila come potrebbe vederla una persona comune. Se non ti va la mia traduzione, tu che conosci persino l’aramaico meglio degli esperti fornisci la tua. Niente di male in questo, l’ho scritta rapidamente e come ogni cosa dovrebbe essere lasciata riposare qualche ora per dare tempo di vedere la parola che è venuta male, cosa che non ho fatto. Be my guest.
    Quello che tu invece stai cercando di fare è distrarre dal punto dell’articolo spostando il discorso sui particolari, ovvero discreditarmi per poi dire, ecco, non è vero che noi democratici siamo degli ipocriti che si credono superiori agli altri, guarda questo qui che fornisce una traduzione errata per questa parola.
    Se pensi davvero che l’articolista stia dicendo “ama il tuo nemico”, direi che non hai letto a sufficienza il suo pezzo. Sta dicendo: il tuo nemico o è una merda amorale o uno che non legge le cose giuste, cioè me, invece di quei “deplorabili”, quindi si potrebbe recuperare indottrinandolo per bene.
    Da nessuna parte vedo qualcosa di remotamente simile ad “amare”. Forse soffri di dissonanza cognitiva.

  5. E’ chiaro che è un articolo polarizzato, come sono polarizzate tutte le opinioni su Trump, e che la scelta di parole forti non è molto felice, considerando che dovrebbe invitare alla “riappacificazione” tra schieramenti opposti.
    Ma è stato Trump stesso a polarizzare le opinioni, invitando al conflitto in molte occasioni e usando frasi come: “I’d like to punch him in the face, I’ll tell you,” riferito a Biden. https://www.inquirer.com/politics/election/trump-violence-tweets-reelection-campaign-strategy-20200908.html

    Qualcuno potrebbe obiettare che le opinioni sono opinioni, a prescindere dal tono: allora non ci si dovrebbe scandalizzare se qualcuno gli rimbalza contro la sua stessa strategia comunicativa.

    L’articolo sbaglia nello scendere al suo livello, punto. Ma oserei dire che gli sta facendo assaggiare la sua stessa medicina.

  6. Maurizio Affer

    Berlicche, le sta dicendo “guarda che devi uscire dalla tua bolla perche’ le tue opinioni potrebbero essere dovute semplicemente ad una mancanza di apertura verso “l’altro” mondo”, ti mancano dei pezzi. Ha preso una democratica ma l’esempio poteva essere l’opposto….beh lui l’ha scritto meglio sto semplificando.

  7. Uhm, Affer…davvero? E come mai sta parlando dei suoi amici, non di lei, come deficienti morali che usano i media sbagliati?

    Filo, è sempre colpa di quegli altri bastardi, ovviamente, quindi è giusto considerarli delle merde e fargliela pagare… magari scegliendo meglio le parole. Ho riassunto bene il tuo pensiero?

  8. Il solito vecchio troll ML65 che reclama attenzione

    Ma quanto è patetico costui?

  9. “devo criticare Berlicche ma è chiaro che ha ragione, come faccio? A che mi attacco? Ah ecco qui ha scritto é invece di è. Perfetto, è la prova che ha torto marcio su tutto.”

  10. Per favore, non mettiamo in bocca (o in tastiera) parole che non sono state pensate nè pronunciate, come “bastardi” o “merde”. E poi, chi sarebbero “quelli” a cui “bisogna fargliela pagare”? Non ho scritto io quelle parole, ma te.

    Ho detto, nel mio post, che disapprovo come l’articolo parla di Trump, perchè scende ai livelli del fomento che tenta di combattere, e che Trump ha alimentato nel corso della sua presidenza/campagna.
    Ma è così strano che uno dei quotidiani americani più schierati a sinistra tiri fuori l’artiglieria parlando del principale avversario politico? Non metterei la mano sul fuoco che la parte repubblicana è così innocente su quel punto di vista.

    L’unica emozione che sento è un sorriso sardonico, quando vedo Trump che si lamenta dell'”accanimento” nei suoi confronti, lui che ha costruito il suo personaggio sugli insulti (alle donne, alle minoranze e agli avversari politici) e i nomignoli svilenti: Sleepy Creepy Joe, Crazy Hillary, per citare i due più famosi, ma la lista è lunga.

  11. Scusami, Filo, se quelle parole non esprimono davvero il tuo pensiero; mi pareva di cogliere un certo disprezzo nei confronti dei trumpiani; allora potremmo riassumere con “hanno quello che si meritano”?
    “Ma è così strano che”… non so quanto leggi del NYT, ma devo trovare ancora un singolo articolo in cui si parla di Trump che non sia in qualche maniera insultante o insinuante. E come quello, anche il Washington Post, la CNN e via andare. Pensi davvero che sia stato Trump a sparare per primo? Permettimi, beata ingenuità. Come giudicheresti allora la distruzione del personaggio operata da quelli stessi media ad esempio dei giudici nominati da lui, o chiunque sia anche remotamente collegato? Certo loro non condividono l’eloquio di Trump.
    Non dico certo che da parte repubblicana sia degli innocentini, ma non trovo minimamente paragonabile il volume del disprezzo dalla parte di coloro che si pensano al di sopra del popolino. Vuoi per numero, vuoi per qualità.
    Io ho nella mia lista parecchie persone da una parte e dall’altra. Quelli a destra fanno battute. Mentre quelli a sinistra dimostrano spesso un odio così velenoso da far paura. Devo dire che leggere i tweet di certi personaggi famosi mi ha spaventato. E’ questo ciò che realmente sono?
    Tra il nomignolo e l’odio, preferisco il nomignolo. Tra prendere in giro e incitare al disprezzo, prendere in giro. Bisognerebbe sapere ridere di se stessi; ma è difficile, quando si è convinti di essere al di sopra di tutti.

  12. Dove ho scritto “hanno quello che si meritano”? Ho usato queste esatte parole? Ancora non vedo dove me la sono presa con un gruppo intero. Quante assunzioni da un post di poche righe… e non ci conosciamo manco di persona.

    Ho scritto però che Trump ha costruito il suo personaggio non solo sui nomignoli, ma sugli insulti; e, aggiungo, sulle incitazioni alla violenza. Credi davvero che sia un moderato e che cerchi la concordia? E’ l’esemplificazione di come la “destra” americana abbia shiftato in massa nell’estremismo, equivalentre alla “sinistra” di Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez.

    Trump è quello che è, un imprenditore e non un politico, e le conseguenze le abbiamo viste.

    Ma il punto temo sia un’altro, ed è proprio la politica ridotta a questo tifo da stadio.

    https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2020/10/left-and-right-are-radicalizing-each-other/616914/

    Questo articolo (in inglese purtroppo) riassume bene cosa stia succedendo nel panorama politico statunitense, che riflette un po’ quello che sta succedendo nel resto del mondo. Qui parla di Trump, ma sarebbe ugualmente vero se al potere ci fosse stato un radicalista dell’altro schieramento.

  13. Ultima, poi dato che sento un po’ don Chiscotte credo che mi cheterò su tutta questa storia:

    “i tweet di certi personaggi famosi”.

    Anche io vedo su Twitter veleno quotidiano ed esagerato, ma ciò che dice un politico e ciò che dice l’attricetta di turno hanno un peso mediatico ben diverso.

  14. xFilo: Personalmente non seguo attori e attrici ma solo scrittori\pensatori\scienziati. Vuoi un esempio? Prova a vedere i tweet di William Gibson, il “maestro del cyberpunk”. E adesso si è anche un poco calmato rispetto la mese scorso.
    Va bene, allora: “ha quello che si merita”… ho detto che parafrasavo. Ma se è lui solo, allora perché accanirsi anche sugli altri? E in tanti contro uno, è davvero lodevole?
    Quando mai ho detto di credere che sia un moderato e cerchi la concordia? Ho detto una cosa ben diversa, cioè che il livello di violenza e di disprezzo dei due campi non è minimamente paragonabile. Tanto per dirne una, nelle dimostrazioni pro Trump non si distruggono i negozi. Da parte dei manifestanti, almeno. Non mi risulta che nessuno meni i seguaci di Biden (anche perché non è che radunasse folle). Mentre tra quelli di Trump c’è anche chi ci ha lasciato la pelle. L’articolo dell’Atlantic è esattamente simile a quello di questo post: insulti a Trump, poi “ma noi siamo quelli buoni”. E’ colpa sua se è stata stuprata, quel nero doveva starsene a casa sua, se eleggerete Trump ci saranno altri disordini, sapete. Tu tieni davvero per questi, credi davvero a questa gente?

  15. Fabio Baldelli

    Credo che la fondamentale differenza tra i due tipi di concorrenti è che per un verso quelli come Trump possono sembrare violenti nei modi ma sono perlopiù veri, mentre dall’altra parte si fanno le belle facce, si utilizzano parole mielose e grondanti “cultura”, ma poi si è ipocriti e si utilizzano le minoranze per propri scopi sia economici che politici.
    In quella risposta a mio parere non emerge nessuna violenza diretta, ma sicuramente emerge la sicumera di chi si percepisce meglio di Gesù Cristo ed è a parole capace di “amare il nemico” meglio ancora di Gesù Cristo. E’ chiaro che coloro hanno nella loro testa ben chiara la distinzione del mondo nelle due categorie di bene e male, e loro sanno già in quale parte sono, e si propongono dalla parte del bene di saper utilizzare la misericordia per comprendere quelli cattivi e provare, compatendoli, a ravvederli. Poi, per carità, se siamo attenti vediamo che l’unica cosa che nella forma di slogan riescono a partorire dopo una loro vittoria è “Love is love”, che supera di gran lunga il messaggio romantico-lattaginoso delle migliori fiction della tv.
    Ma è tutta la povertà dei nostri tempi, e ci resta la preghiera perchè Gesù Cristo la fermenti e la trasformi!

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