Il veleno

Mi dicono che oggi sono cinquant’anni dalla legge sul divorzio. Eh, grande conquista. Qualcuno si era illuso che gli effetti sarebbero rimasti circoscritti alle coppie già compromesse, e che sarebbero state poche. Ma cedere alla menzogna non ha mai un effetto limitato. Cosa c’è da celebrare?

Dopo cinque decenni stiamo cominciando a capirne il vero veleno. Cioè l’avere visto che anche i patti eterni possono essere infranti, i giuramenti misconosciuti, il dubbio che la sincerità e la fedeltà in fondo non esistano. E averne tratto le conseguenze. Se non è per l’eternità, perché sposarsi? Se non è un amore senza fine, ma rottamabile a richiesta, perché impegnarsi, cercare di raddrizzare, di comprendere, di perdonare?

Non ci si riesce più a credere, al matrimonio. Ciò che rendeva solide le unioni, che metteva al sicuro il futuro, aiutava nei tempi grami, quel patto è venuto a mancare. Doveva servire alle famiglie che stavano per rompersi, ha rotto le famiglie prima ancora che fossero tali.

La mancanza di una sicurezza per il futuro si è riflessa nella riluttanza a fare figli; nel sentirsi autorizzati a liberarsi di quelli che potevano dare fastidio in questa società diventata liquida. Un liquido su cui è quasi impossibile costruire. Poveri anche i figli presi in quest’ingranaggio, feriti e confusi, la gioia di vivere spenta. Quanti ne ho visti. Come possono fare, senza più qualcuno che sia esempio di fortezza, di solidità? Diventano a loro volta tristi cercatori di unioni temporanee e disperate, come mine vaganti che portano loro malgrado infelicità.

Cinquant’anni, solo cinquant’anni. Possiamo vedere dove stiamo andando, altrove hanno cominciato prima. Non è un bello spettacolo, salvo per chi preferisce che l’uomo sia solo per meglio manipolarlo.

Potete anche dire che no, è la società che si è trasformata, il divorzio è solo un effetto.
Permettetemi di contraddirvi. Non è il male la causa della nostra rovina. E’ cedere ad esso.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 dicembre 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. il divorzio dal matrimonio civile non è un vero divorzio, non essendo il matrimonio civile un vero matrimonio. secondo me dovresti scagliare le tue energie contro il matrimonio civile, piuttosto.

    (poi, oh: persino mosè concesse il divorzio ai suoi, sebbene forse solo per la durezza del loro cuore; magari è il male minore, pensaci su)

  2. Ruggero Romani

    Si faccia coraggio ,Berlicche, e pensi che nemmeno l’ ergastolo è più ergastolo …

  3. Come Berlicche può confermarci, invece, laggiù sono ben saldi alle loro tradizioni e quindi l’inferno “eterno dura”: a meno che la nuova traduzione dei sacri testi (e, di riflesso, della Divina Commedia) non dica altrimenti. Si sa, a quei tempi non c’era il registratore, e non c’erano nemmeno i vocabolari…

  4. Se il vincolo di sangue non è più eterno, allora è solo una finzione legale senza fondamento oggettivo, poiché non è più una realtà intersoggettiva e immodificabile.

    Perso il vincolo di sangue, non ha più senso il matrimonio ridotto ad un contratto, né la famiglia, ridotta ad un’associazione volontaria.

    Solo una persona veramente meschina può chiamare “successi di civiltà” queste robe.

  5. Alla fin fine, caro diavolaccio, la liquidità della nostra società e del nostro pensiero mi pare derivi da un’inversione di processo, perfettamente sintetizzata da un grande scrittore francese troppo presto dimenticato.
    Paul Bourget nel suo “Il demone meridiano” del 1914 (!!) affermava: “bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce col pensare come s’è vissuto”.
    Se vengono a mancare le idee, la filosofia, un progetto o un ideale a priori, alla fine li deduci dalle tue pulsioni: in ultima analisi prendi la tua pancia e le chiedi dove andare.
    E ovviamente la pancia non pensa a lungo termine, nè alle conseguenze.

  6. R&S: alcuni matrimoni civili non sono veri matrimoni: quelli che sono intrinsecamente nulli perchè ne mancano i presupposti minimi del diritto naturale (un solo sposo e una sola sposa, nessuno dei quali già validamente sposato, con l’intenzione di restare sposati per tutta la vita e la disponibilità ad avere figli). Certo, il testo della legge civile dice altrimenti, ma una legge civile può anche dire che pigreco è uguale a tre.

    Sono nulli anche i matrimoni civili tra due battezzati, perchè per un battezzato “non volersi sposare in una forma prevista dalla Chiesa” equivale a “non volersi davvero sposare”.

    Ma un matrimonio civile tra due non battezzati è un vero matrimonio, meritevole di essere difeso.

  7. Non discuto che avere figli oggi come oggi sia molto faticoso, e non esistono politiche di welfare adeguate a genitori entrambi lavoratori, ma ormai è un problema culturale.

    Io che sono sulla trentina vedo molti dei miei amici che posticipano sempre di più i figli perchè crescerli costa, è faticoso, non ci sono le risorse etc. ma credo che siano scuse a fronte di prolungare sempre di più la “giovinezza” e l’assenza di responsabilità. Guarda caso una volta sfornato il primo pargolo convengono che, per dirla in modo pragmatico, i benefici affettivi superano di molto gli sforzi fisici.

    A margine, Amintore Fanfani, all’alba del voto: «Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l’aborto. E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva!».
    Brutta bestia il piano inclinato.

  8. “E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva!».
    beh oddio, mica male… se poi si porta dietro pure suocera e cognati ancora meglio :-)
    A parte le facezie, concordo con compianto Amintore.

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