Che bel pomeriggio

Lo so, forse a tanti di voi delle elezioni americane e del loro controverso risultato non importa una cippa. Male; pensate davvero che quello che sta capitando laggiù non abbia un riflesso anche qui? Pensate che la manipolazioni dei dati e delle coscienze a cui stiamo assistendo si limiti a quel paese lontano? Illusione. Noi ci siamo dentro fino al collo. Non comprendere la forza e l’estensione del potere che cerca di dirigere le nostre vite vuol dire consegnare, incoscientemente o scientemente, i nostri pensieri e la nostra esistenza a chi la può manipolare senza nessuno scrupolo.

Qualche esempio. Ieri, il team legale di Trump è riuscito ad andare in udienza in Pennsylvania per le frodi elettorali. Lo stresso Trump si è collegato per una dichiarazione; la diretta è stata seguita da centinaia di migliaia di persone.
L’esposizione è stata oggettivamente impressionante. Alla pretesa che non ci fossero abbastanza schede contestate da ribaltare il risultato è stato mostrato come queste fossero di molto superiori al minimo necessario. Sul fatto che non ci fossero prove, sono state fornite centinaia di testimonianze ed evidenze di anomalie statistiche nei voti che sconfinano nell’impossibilità fisica. E’ stato mostrato come i comportamenti adottati fossero stati in molti casi contrari alla legge. Come siano stati contati i voti senza supervisione. Come la catena di sicurezza per i dati informatici fosse compromessa.
Ad esempio, le schede elettorali richieste per posta sono state 1.800.000; ne sono (apparentemente) tornate 2.500.000.
Ad un certo punto hanno chiesto a colui che esponeva la causa per Trump della ripartizione per candidato di un particolare picco di voti immessi in piena notte. 570.000 voti per Biden, 3.200 per Trump. Si sono sentite chiaramente le esclamazioni di stupore in aula…

Questo, normalmente, dovrebbe essere da prima pagina. Sapete che copertura hanno dato i media, da CNN a New York Times, al Washington Post? Zero. Niente. Nicht. Nada. Twitter ha sospeso l’account del senatore che guidava l’audizione.

Sempre ieri, Sidney Powell, uno degli avvocati più famosi d’America, ha “rilasciato il kraken” (un celebre mostro marino, una metafora per qualcosa di assolutamente terrificante e distruttivo): due voluminose denunce in Georgia e Michigan con accuse tanto forti e circostanziate da lasciare a bocca aperta. Ne avete sentito parlare? No? E’ perché guardate i media del potere, che hanno del tutto nascosto la notizia. Twitter impedisce di allegare il testo delle denunce. Se cercate su Google, vi rimanda ad articoli di qualche giorno prima o del tutto scorrelati.

Questo probabilmente ha qualcosa a che fare con l’algoritmo usato per nascondere i fatti su Facebook. Si usano “punteggi segreti (…) che distinguono l’informazione seria dai siti spazzatura.” Sostituite la seconda parte della frase con “distinguono quello che noi vogliamo far vedere dalla roba che vogliamo nascondere” e avrete forse una visione più realistica di quanto accade. Zuckerberg, il boss di Facebook, ha riempito di milioni di dollari (350, pare) proprio i siti dove si sono verificati i peggiori brogli.

Ma cosa sperano di ottenere, voi direte? Bene, c’è un sondaggio fatto tra coloro che hanno votato Biden su otto notizie che i media non hanno diffuso o nascosto. Queste otto erano la accuse di Tara Reade di molestie contro Biden, lo scandalo finanzario del figlio di Biden, Hunter, il fatto che Kamala Harris sia di estrema sinistra, il tasso di disoccupazione che scende dopo la recessione da coronavirus, il salto in crescita economica, la pace favorita da Trump tra Israele e i suoi vicini arabi, l’indipendenza energetica dell’America che dal 2019 esporta petrolio, l’apparente successo nello sviluppo dei vaccini per il COVID (operazione Warp Speed). Di oltre 1700 elettori di Biden l’82% non aveva mai sentito parlare di almeno uno di questi punti, e un 6% combinato di loro non l’avrebbero votato se l’avessero saputo. Più che sufficiente per far vincere Trump. Potete anche non crederci, ma fate un po’ voi…

Signori, tutto quello che ho qui scritto è facilmente verificabile. Se non c’è niente da nascondere, perché viene nascosto? Potete anche essere convinti che Trump sia un cazzone, che Biden sia la scelta giusta, ma il fatto che, negli USA come qui, vi si impedisca di sapere ciò che accade, non può lasciarvi indifferenti.

Sempre, naturalmente, che il vostro cervello o il vostro cuore non siano ormai del tutto rinsecchiti.


Calvin: “Sai cosa ho notato, Hobbes? Le cose non ti disturbano se non ci pensi.”
“Così, d’ora in poi, io semplicemente non penserò a niente che non mi piaccia e sarò felice tutto il tempo”
Hobbes: “Non pensi sia una maniera di vivere sciocca ed irresponsabile?”
Calvin: “Che bel pomeriggio.”

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 novembre 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 43 commenti.

  1. «Ad esempio, le schede elettorali richieste per posta sono state 1.800.000; ne sono (apparentemente) tornate 2.500.000».

    Mi puoi citare per favore una fonte affidabile o almeno indipendente che confermi ciò che Giuliani ha detto in aula? Il 13 ottobre l’Associated Press diceva che “With three weeks to go before the Nov. 3 election, more than 2.6 million registered voters have applied for a mail-in ballot in Pennsylvania […] All but about 70,000 have been mailed to voters, according to state data”. Trovo fonti multiple secondo cui le schede inviate per posta ai richiedenti sarebbero state alla fine circa 3.090.000, quelle restituite poco più di 2.600.000 (non metto altri link sennò il commento finisce in moderazione).

  2. Giuseppe, secondo Giuliani questi erano i dati ufficiali dello stato, che da mi dicono da due giorni essere stati resi indisponibili. Questo è quanto so. Controlla tu stesso nel filmato dell’udienza se ci sono maggiori informazioni; potrei anche avere frainteso.

  3. Comunque il post non è sull’attendibilità delle pretese di Trump; questo lo vedranno i giudici. E’ sul fatto che a noi non lo lasciano vedere. Parlare d’altro vuol dire cercare, ancora una volta, di nasconderlo.

  4. Ok, svelato l’arcano. Questa è una trascrizione di cosa Giuliani ha detto all’udienza:

    You sent out, in the State of — Commonwealth of Pennsylvania, 1,823,148 absentee or mail-in ballots. You received back 1.4 million, approximately. However, in the count for president, you counted 2.5 million. I don’t know what accounts for that 700,000 difference between the number of ballots you sent out, and the number of ballots that ended up in the count”.

    Il problema è che la cifra di 1.823.148 mail ballot richieste si riferisce in realtà alle elezioni primarie del 2020, non alle presidenziali (il dato è troppo specifico per essere una coincidenza). Giuliani ha confuso le due elezioni.

    Comunque il post non è sull’attendibilità delle pretese di Trump; questo lo vedranno i giudici. E’ sul fatto che a noi non lo lasciano vedere. Parlare d’altro vuol dire cercare, ancora una volta, di nasconderlo”.

    Parlare d’altro? Direi che stabilire se abbiamo assistito a un’“esposizione oggettivamente impressionante” oppure ai vaneggiamenti di uno che manco riesce a distinguere due elezioni diverse non sia proprio indifferente per giudicare il comportamento dei media…

  5. Comunque almeno la CNN si è occupata dell’evento – è da lì che apprendo che l’udienza era in realtà un meeting dei senatori repubblicani della Pennsylvania, e che si è svolta in un albergo, non in un tribunale (come del resto si capisce dopo un po’ anche guardando il video linkato da Berlicche).

  6. Giuseppe,
    suppongo che tu possa anche giustificare l’asserzione successiva, sui ballots ritornati il giorno dopo essere stati inviati, il giorno stesso, o anche prima. E anche tutte le altre asserzioni – l’interruzione del conteggio, quel picco per Biden, gli osservatori espulsi, le chiavi USB smarrite, le impossibilità o banalmente le anomalie statistiche le falle di sicurezza eccetera eccetera. E’ così che bisognerebbe fare, se si vuole arrivare alla verità.
    Quello che NON puoi giustificare è la completa cappa di silenzio su quello che sta avvenendo, la censura, il rifiuto anche solo di accennarne. A meno che tu non consideri legittimo silenziare l’avversario che disprezzi, come sembrano suggerire le tue parole.
    Strano, mi pareva di ricordare che tu fossi un poco più garantista; forse era una persona diversa, forse erano tempi diversi. O forse per te il fine giustifica i mezzi.

  7. Ah, bell’articolo quello della CNN. Oggettivo. Liquida tutto in una riga, parlando poi di tutt’altro. E’ evidente che chi l’ha scritto (maluccio, devo dire) manco c’è stato. Credo che ci sia una velina, da qualche parte, che obbliga i giornalisti ad aggiungere “baseless” ogni volta che nominano le “allegations of voter fraud”. Anche loro devono portare a casa la pagnotta, immagino. Probabilmente lo dimenticassero sarebbero immediatamente licenziati.

  8. «suppongo che tu possa anche giustificare l’asserzione successiva, sui ballots ritornati il giorno dopo essere stati inviati, il giorno stesso, o anche prima. E anche tutte le altre asserzioni […]. E’ così che bisognerebbe fare, se si vuole arrivare alla verità».

    Caro Berlicche, io il tempo di fare un controllo completo di quelle asserzioni non ce l’ho. Mi sono limitato a fare un controllo a campione: ho preso la prima delle affermazioni che riportavi e sono andato a vedere se fosse vera. Ammetterai che la magnitudine di quel singolo errore non lascia ben sperare sulla veracità del resto, tenendo anche conto che su qualsiasi sito di debunking troverai molte altre asserzioni simili e provenienti dalla stessa parte esaurientemente confutate. In ogni caso, l’accumulo di anomalie non prova granché – c’è gente che con questo sistema pretende di aver dimostrato che l’uomo non è mai stato sulla Luna, per esempio. Poi, sì, se si vuole essere certi di arrivare alla verità uno dovrebbe controllare tutto da sé, come dici tu; io però un piccolo passo l’ho fatto in quella direzione, tu – perdonami – a quanto pare non hai fatto neanche quello, altrimenti ti saresti accorto da solo che quella prima asserzione era completamente fasulla.

    «Quello che NON puoi giustificare è la completa cappa di silenzio su quello che sta avvenendo, la censura, il rifiuto anche solo di accennarne. A meno che tu non consideri legittimo silenziare l’avversario che disprezzi, come sembrano suggerire le tue parole».

    Silenziare l’avversario che si disprezza a volte può essere un gesto misericordioso; se i giornali avessero titolato, per esempio, «Dopo Borat, The Four Seasons Total Landscaping e la tinta per i capelli Rudy si rende ancora ridicolo», tu l’avresti forse considerato un accanimento…

    Comunque, a parte le battute, c’è un problema importante, soprattutto per i social media. Da un lato hai teorie del complotto e fake news, impervie a qualsiasi sbufalamento, che si diffondono a macchia d’olio in una popolazione disposta a credere anche alle demonizzazioni più estreme (e pesantemente armata); dall’altra hai la necessità di lasciare aperta la porta a notizie che potrebbero anche rivelarsi vere – brogli delle dimensioni prospettate sono probabilmente irrealizzabili, ma irregolarità più limitate sono possibili, e se ci sono state andranno ovviamente denunciate, da qualsiasi parte provengano. Come se ne esce? Non ne ho idea.

  9. Giuseppe,
    probabilmente ho sbagliato a segnalare quella prima affermazione senza approfondirla davvero – ho fatto un controllo veloce, ho visto tabelle che sembravano confermarla. D’altra parte è difficile trovare una smentita quando una delle due parti decide di ignorare del tutto la notizia, e le ricerche online vengono dirottate. Magari provaci con la seconda, con il picco. Sono curioso.

    Io, per professione, analizzo dati. La verità spesso è data non da un’eclatante apparizione ma dall’accumulo di piccole prove. Forse ti sfugge che nel nostro caso potrebbero anche essere false il 99% delle affermazioni, ma ne basta una vera perché tutto il castello venga giù. Non dubito che molte delle accuse siano altrimenti spiegabili; ma la puzza che proviene da queste elezioni è troppo forte perché non sia accaduto davvero qualcosa.

    La matematica e la statistica ci dicono che siamo di fronte a delle impossibilità. Ragionevolmente, come fa Biden ad avere preso molti più voti di Clinton conquistando 400 contee in meno, perdendo tutte e 29 le corse critiche senatoriali, e facendo meglio in sole 4 grandi città, casualmente proprio quelle negli stati chiave? Puoi ridicolizzare e demonizzare l’avversario quanto vuoi, ma è evidente che tra la narrazione democratica e la realtà c’è un abisso. Sai per me quali sono le prove certe che qualcosa di grosso è davvero accaduto? L’interruzione contemporanea delle operazioni di spoglio, spiegabile solo con un ordine dall’alto; e quel silenzio accanito dei media infarcito di denigrazione. Prima di ogni verifica.
    Ti fidi davvero di loro o il tuo è solo uno schieramento a priori? Perché se davvero tieni alla libertà e alla verità dovresti anche fare il debunking delle affermazioni dall’altra parte. O quantomeno, sentirti un po’ a disagio per esse.

  10. Per quelli che “lo dici tu e non la matematica”, invito a leggere questo post.
    https://spectator.us/reasons-why-the-2020-presidential-election-is-deeply-puzzling/

  11. Se l’interlocutore di qui sopra intende dire i lettori abituali, penso si sbagli di grosso: i link proposti da Berlicche in questo post e nei commenti sono davvero interessanti.

  12. Alla fin della fiera quello che conta sono le decisioni prese nei tribunali dai giudici, non il luogo in se ovviamente, ma il posto dove devi fprnire le prove se parli di massive fraud: per ora siamo a 38/39 cases dismissed.
    Quando devono fornire le prove succede piu’ o meno questo:”Giuliani himself has backed down from voter fraud claims: Despite alleging widespread voter fraud in his opening arguments during a hearing in Pennsylvania, when the judge asked if he was actually alleging fraud and the judge should apply a higher degree of scrutiny, Giuliani responded, “This is not a fraud case.” (from Forbes). Poi ovviamente si puo’ parlare di giudici corrotti e alla via cosi’ senza mai fornire provee spostando sempre piu ‘in la il goal post che e’ una tattica ben nota….

    Ma tornando alla questione censura, secondo te Berlicche CNN, NBC,Foxnews etc etc non possono avere una linea editoriale e decidere cosa pubblicare/mandare in onda e decidere che Giualiani e socia non devono essere messi front page o ignoratI?
    Io non decido cosa pubblicare sul tuo blog e penso che sia anche tuo diritto bloccare i post che non vuoi pubblicare, ditto per Twitter e FB se non vogliono pubblicare cose affari loro.

  13. Commenti in ordine sparso:

    – Linea editoriale: valgono le considerazioni generali sull’abuso di posizione dominante. Una cosa è Berlicche, gestore di un blog letto regolarmente (presumo) da molto meno di un milione di utenti; altra cosa sono i principali network statunitensi, ai quali è lecito chiedere come minimo il diritto di replica.

    – Giuliani: un avvocato in tribunale è tenuto, pena sanzioni disciplinari, a non fare accuse non suffragate da prove concrete – anche se è personalmente convinto della veridicità delle accuse. Quindi, se frode c’è stata, i responsabili sono stati “bravi” a non lasciare prove utilizzabili in tribunale. Oppure la frode non c’è stata proprio, e le anomalie statistiche hanno una spiegazione “onesta”.

    – Spectator: l’articolo non tiene conto che Trump, nel bene e nel male, è estremamente polarizzante, il che – unito al voto postale e al fatto che le elezioni si decidono in base agli Stati chiave – spiega la partecipazione record alle elezioni e può spiegare alcune delle anomalie.

    – “down-ballot coattails” – Trump ha perso in circoscrizioni dove i Repubblicani hanno vinto le altre gare elettorali: deputati, senatori, governatori, sindaci, parlamenti statali e così via. Questa semmai è una prova che il voto non è stato truccato: perchè mai i Democratici, avendo deciso di falsificare il voto presidenziale, non ne avrebbero approfittato per falsificare anche gli altri voti presenti sulla stessa scheda? A mio parere questo fenomeno è dovuto ai “Never Trumper Republicans” – che hanno disgiunto il voto presidenziale da quello per le altre cariche.

    – Gli articoli hanno pienamente ragione su una cosa: il meccanismo elettorale americano è indegno di un Paese civilizzato. Purtroppo la situazione “fa comodo” a entrambi i principali partiti, che ne possono trarre vantaggi elettorali (rendendo difficile il voto alla parte avversa e/o avendo facile gioco ad accusare gli avversari di brogli) e quindi dubito verrà migliorata nei prossimi anni.

  14. -Eppe: il commento a cui ti riferisci, ora rimosso, è del solito troll “legione”, mentelibera, la cui sola preoccupazione è cercare di causare irritazione, non certo la verità. Ignoralo.

    -Affer: concordo che occorra fornire prove, però è anche da dire che molto spesso questi giudici manco le hanno volute vedere. Ho trovato per esempio molto interessante apprendere che Soros si è praticamente comprato la corte suprema PA. Vedremo che accadrà. PS: la ricostruzione di Giuliani è parziale. Stava cercando di portare avanti un altro punto, non la frode.

    -Felis: io non faccio un servizio pubblico. Il mio è un blog privato, e ne rispondo personalmente. Lascio parlare tutti, basta che abbiano a cuore la verità, cioè siano onesti nel tentativo di riconoscerla, e non siano abrasivi. Attualmente ci sono solo due utenti banditi, “mentelibera” di cui sopra e Panciroli, che mi ha scritto poco fa (e a cui dico che è comodo ignorare quello che uno dice partendo da chi lo dice, senza confrontarsi)
    Anomalie: il fatto delle anomalie è che sono proprio anomalie. Trump è stato così polarizzante solo ed esclusivamente in quattro posti, combinazione quelli decisivi, e solo da una certa ora in poi…
    Sul fatto che Trump ha perso dove gli altri hanno vinto, questo è accaduto dinuovo solo in certi posti, ed è spiegabile se pensi ad una correzione d’emergenza, non personalizzata, nation-wide…non puoi perdere tempo a specificare anche le singole corse locali, se vuoi fare in fretta prima che ti becchino, la notte…
    Edit: poi il fatto che abbiano cercato di “aggiornare” il software delle macchine di raccolta voti, ieri, non dirmi che non è a dir poco sospetto..

  15. -Felis/Linea editoriale: abuso di posizione dominante? se mi ritengo offeso/danneggiato denuncio e andiamo in tribunale. Ma non puoi venirmi a dire di occuparmi del medio oriente se non voglio, decido io. Uguale per le opinioni, faccio un editoriale sulla politica estera del presidente criticandola e non ho alcun dovere di ospitare una sua replica idem per altri soggetti/persone.
    Piu’ delicata la situazione Twitter/FB: ma neanche qui, ripeto, non hanno nessun dovere (secondo me ovviamente) di ospitare opinioni/posts che non vogliono ospitare, se vuoi ti crei la tua piattaforma alternativa (Parler) e li posti felice e contento.

    -Berlicche: eccolo li, stavo aspettando: lasciamo la parola ai giudici, i giudici ci hanno dato torto, i giudici sono corrotti/pagati da Soros/Bill gates….e hai appena spostato la goal line e ovviamente la discussione finisce qui.

    -Giuliani: se riesci a mandarmi un link che mi spiega perche’ Giuliani non porti prove in tribunale mi fai un piacere cosi’ capisco di cosa parli

  16. «D’altra parte è difficile trovare una smentita quando una delle due parti decide di ignorare del tutto la notizia, e le ricerche online vengono dirottate. Magari provaci con la seconda, con il picco. Sono curioso»

    Questa è un po’ più complicata. Per prima cosa vediamo cosa ha detto il collaboratore di Giuliani che ne ha parlato all’“udienza”, Phil Waldron:

    – So at the very beginning of the chart where there’s a circle it says on election day, what that indicates is there is a spike in loaded votes, 337,000 plus or minus some votes that were added in there in one big batch. […]
    – And that’s 604,000 votes in 90 minutes, is that right?
    – Correct. This is 337,000 votes.
    – In that period of time?
    – Yes.
    – And when you look at this entire curve, with all these spikes, can you calculate how much of a vote that accounted for for Biden and how much for Trump?
    – Close to 600,000. I think our figures were about 570-some odd thousand that all those spikes represented over time.
    – For Biden?
    – Correct.
    – And how much for Trump?
    – I think it was a little over 3,200.

    Da questo scambio un po’ confuso sembra di capire che ci siano stati diversi picchi di voti, praticamente tutti a favore di Biden, il maggiore dei quali sarebbe stato di circa 337.000 voti.

    Ora ci serve un grafico dello spoglio dei voti in Pennsylvania. Ho trovato questo, elaborato da un seguace di Trump. Si nota subito che, sì, ci sono dei picchi che sembrano anomali all’inizio del conteggio – per entrambi i candidati, anche se maggiori per Biden. Ma l’anomalia più evidente è che dopo un certo lasso di tempo troviamo dei picchi negativi, che a occhio compensano quasi esattamente i picchi positivi precedenti.

    Qual è l’interpretazione più naturale di queste anomalie? Che qualcuno abbia immesso dei dati errati, e che dopo un po’, quando ci si è accorti dell’errore, i dati erronei siano stati corretti. Ma cos’ha a che fare tutto questo con i picchi per Biden di cui parlava Waldron? Il grafico non mostra affatto un guadagno netto di 570.000 voti per Biden contro 3200 per Trump.

    A questo punto ho guardato meglio il picco maggiore per Biden. «No, non può essere», mi sono detto. Ho scaricato i dati grezzi da cui è stato tratto il grafico, e ho calcolato l’altezza del picco. Al timestamp 2020-11-04T02:17:32 del file .json originale, i voti per Biden sono aumentati di 337.019 – esattamente i “337,000 plus or minus some votes” di cui parlava Waldron. Ciò che Waldron non ha detto, però, è che al successivo timestamp 2020-11-04T02:21:59, i voti per Biden sono diminuiti di 416.589, più del picco precedente! (Nota come Trump abbia avuto anche lui un picco e contropicco contemporanei a quelli di Biden, conclusi però per lui con un modesto guadagno: +146.137 e -145.179. Da quale cappello a cilindro Waldron abbia tirato fuori la cifra di 3200 non ho idea.)

    Sommando i picchi dei voti per Biden si arriva dalle parti del totale di 570.000 di Waldron; ma questi voti sono stati sottratti pochi minuti dopo (con gli interessi, almeno nel caso del picco principale) e non hanno avuto nessuna influenza sull’esito finale.

  17. «La verità spesso è data non da un’eclatante apparizione ma dall’accumulo di piccole prove. Forse ti sfugge che nel nostro caso potrebbero anche essere false il 99% delle affermazioni, ma ne basta una vera perché tutto il castello venga giù. Non dubito che molte delle accuse siano altrimenti spiegabili; ma la puzza che proviene da queste elezioni è troppo forte perché non sia accaduto davvero qualcosa».

    La puzza che senti, Berlicche, temo sia quella della “montagna di merda” di cui parlava Uriel Fanelli in un post famoso. Per Fanelli il compito del debunker è impossibile: per sbufalare una falsa prova a sostegno di una teoria del complotto occorrono tempo e competenze; ma per concepire quella stessa menzogna bastano spesso pochi minuti e un po’ di improntitudine. A me per scrivere il commento precedente è servito mezzo pomeriggio; quanto sarà servito a Giuliani e ai suoi scagnozzi per ideare la bufala dei “picchi”? Dieci minuti? E a chi ne legge le affermazioni quanto basta per citarli trionfalmente (“Ecco la prova della truffa!”)? Dieci secondi?

    L’accumulo ingente di pseudo-prove, come scrivevo l’altro giorno, è alla base di molte delle moderne teorie del complotto. Ne puoi sbugiardare quante vuoi; dal seno dei complottisti ne rampolleranno subito dieci volte tante. All’inizio erano le stelle assenti nelle foto lunari e le ombre non parallele a “provare” che non siamo mai stati sulla Luna; dopo che gli hai dimostrato che le stelle non potevano comparire in quelle foto e che esiste una cosa chiamata prospettiva, quelli ti rovesciano addosso il cratere mancante sotto il LM, le bandiere che sventolano nel vuoto, le fasce di Van Allen che ammazzano chi ci passa dentro, le ombre sfumate sulla Luna e gli astronauti che non sorridono alla conferenza stampa.

    Applicando la tua logica, non potremmo mettere da parte il lunacomplottismo: le “prove”, piccole e grandi, sono troppe: com’è possibile che siano tutte false? Ne puoi confutare quante ne vuoi, ma chi mi dice che la prossima – magari ancora da trovare – non sia quella che fa venire giù la baracca della grande cospirazione lunare?

    Qual è invece l’atteggiamento razionale? 1) Se un campione di quelle “prove” si dimostra un falso grossolano o frutto dell’incapacità di interpretare i fatti più semplici; 2) se posso estendere per induzione questo giudizio alla somma delle “prove”, perché provengono da un ambiente relativamente omogeneo e fortemente caratterizzato, e perché nessuno al di fuori di quell’ambiente sembra prenderle sul serio; 3) se, infine, il complotto ipotizzato è troppo complesso, con troppi attori in gioco da coordinare, politicamente e umanamente improbabile (in genere presupponendo in chi l’avrebbe ordito un’indifferenza sovrana alla possibilità di essere scoperto); allora sono del tutto autorizzato a rigettare la teoria, e a non prestarvi più attenzione.

    «Ragionevolmente, come fa Biden ad avere preso molti più voti di Clinton […] facendo meglio in sole 4 grandi città, casualmente proprio quelle negli stati chiave?».

    Il primo risultato cercando “metro biden clinton 2020” su Google:

    E. Lee, “Fact check: Joe Biden outperformed Hillary Clinton in most major metro areas”, USA Today, 20/11/2020:

    USA TODAY aggregated official 2016 voting data and unofficial 2020 voting data from the country’s 10 largest cities […] plus Detroit, Milwaukee and Fulton County, where Atlanta is located. Biden received more votes than Clinton in 10 of those 13 locations.

    E qui mi fermo.

  18. -Affer: Twitter e Facebook esplicitamente non possono fare azione editoriale, o perdono quell’immunità e quei contributi di cui hanno goduto. Pensavo conoscessi la questione, se non la sai ne discutiamo. Sui giornali, certo che possono fare quello che vogliono, ne ho discusso in un altro post. Ma ti va bene così, che tutti quanti siano schierati, e la famosa indipendenza e neutralità siano andati a farsi friggere? E nel tuo essere schierato esattamente dove il potere vuole, e nel dire esattamente le cose che il potere vuole sentirti dire, non ti senti a disagio?

    Circa i giudici, spero non vorrai sostenere che i giudici a loro volta sono tutti perfettamente neutrali. Tantopiù in un sistema come quello americano. Lo sono in Italia, e ho toccato con mano quanto un giudice possa sbagliare persino in buona fede, figurarsi negli USA. Sono io a essere cieco, o tu alla semplice constatazione – non è un’ipotesi – che alcuni giudici debbano la loro carriera ad una particolare forza che ha fatto di tutto per far fuori Trump? Bada bene: non sto per niente dicendo che tutti lo siano, ma è comunque qualcosa di cui tenere conto; tutti sapevano che Trump non avrebbe avuto nessuna possibilità alla Corte Suprema PA proprio per questo motivo. Come tutti sanno che SCOTUS è un altro paio di maniche.
    Affer, i giudici sono indipendenti come i giornali che leggono.

  19. Visto che il mio commento precedente non era abbastanza chiaro, cerco di spiegarmi meglio.

    Berlicche non fa un servizio pubblico, risponde personalmente di quanto scrive, ed è relativamente “piccolo”; quindi ha tutto il diritto di fare come meglio ritiene, ovviamente entro i limiti del codice penale.

    Imprese come la CNN, pur se private e direttamente responsabili di quanto affermano, offrono un servizio pubblico, e godono di privilegi protetti dalla legge; date le loro dimensioni sono in grado – da sole o in accordo con poche altre – di poter “schiacciare” le opinioni contrastanti. Quindi sono libere di scegliere la propria linea editoriale, ma è più che giusto che siano anche soggette a obblighi, quali appunto il diritto di replica, e il rispetto delle norme che proteggono la libera concorrenza.

    Infine imprese come Facebook e Twitter vorrebbero avere il meglio dei due mondi: da un lato non essere responsabili di quanto pubblicano, in quanto si limiterebbero a ospitare contenuti altrui; dall’altro vorrebbero avere il diritto di sopprimere le idee che non gli piacciono. E questo non va per niente bene.

  20. Giuseppe:
    Guardando quel grafico dei dati, c’è da chiedersi cosa cavolo abbiano combinato durante quel conteggio: prima delle 23:32 non c’è un solo dato poi rimangiato, ma almeno 3; per Biden abbiamo 2 correzioni in meno, per Trump 3. Qualunque sia l’altalena, alla fine di essa Biden si ritrova con quasi il doppio dei voti di Trump. Quindi non proprio “non hanno avuto nessuna influenza sull’esito finale”. Può anche essere “corretto”, nel senso che siano stati scrutinati voti di zone particolarmente favorevoli a Biden, certo è che la pendenza delle curve ha un cambio drastico proprio alla fine della zona incasinata. Permettimi, quei dati, correzioni o no, non è che infondano molta fiducia.

    Sulle città, è vero, almeno controllando a campione. Trovo più difficile smentire le altre affermazioni, ma capisco molto bene cosa sostieni. In effetti, uno dei principali motivi per cui non credo ai Democratici è la gran massa di balle che hanno raccontato e continuano a raccontare. Alcune delle quali così eclatanti e facili da smentire che mi domando davvero se quanto dici a proposito di “indifferenza sovrana alla possibilità di essere scoperto” non vi sia realmente, consci di avere praticamente tutti i media dalla propria parte e potere alterare la realtà percepita (come sta avvenendo, “presidente eletto” su tutti). Ciò nonostante, quando tu o qualcun altro mi presenta un debunking, non è che lo rifiuto a priori perché mi proviene da qualcuno della parte avversa; lo controllo, perché ho più a cuore la verità che la mia pretesa di già conoscere quello che quella persona ha da dirmi. Credo che tu conosca la storia del clown di cui narra Kierkegaard.
    Il tuo “atteggiamento razionale” ha un grosso difetto: è incapace di vincere il bias preconcetto, perché si aspetta solo che esista ciò che già sa. Se tu avessi visto nella tua vita solo cigni bianchi, e qualcuno, magari l’ubriacone del paese, ti raccontasse che ne ha visto uno nero, lo liquideresti con disprezzo. Stai facendo un errore di logica formale: per affermare una certezza devi avere prove positive, non puoi affidarti esclusivamente a prove negative.
    Io non ho la certezza che Trump abbia in realtà vinto, ma non credo che neanche tu ce l’abbia del contrario. Le due parti raccontano troppe balle per raggiungere una certezza morale. Abbiamo degli indizi che valutiamo diversamente, in attesa di quella indiscutibile prova positiva, arrivi o non arrivi. Anche se, quando arrivasse, probabilmente sarebbe a sua volta discussa…
    Grazie del tuo tempo.

  21. Berlicche,
    apprezzo molto il flusso di discussioni di questo post, mi aiuta a soppesare entrambe le “parti” (se così si può dire) in cerca di una verità quanto più possibile chiara.
    Vorrei però un chiarimento, più per deformazione professionale che per polemica.

    “…il fatto che abbiano cercato di “aggiornare” il software delle macchine di raccolta voti, ieri, non dirmi che non è a dir poco sospetto..”.

    Da quale fonte hai saputo che il software Dominion è stato aggiornato?

    Lavorando nell’informatica come te non vedo niente di strano in un update, ma gradirei un documento che mi descriva cosa è stato cambiato (forse le release notes è un po’ troppo, mi basterebbe la fonte da cui hai preso questa informazione).

  22. Filo,

    Edit: lo posso capire un update, ma…adesso?

  23. ben felice di discutere del caso FB e Twitter era un po’ off topic per cui quando ci sara’ occasione mi ci butto dentro. E si la “questione” la conosco.

    sul resto: non per buttarla in caciara ma si, siamo tutti schierati, onestamente non riesco a pensare a una fonte completamente indipendente e obbiettiva non puo’ esistere e’ un’utopia sta a te filtrare e cercare di capire quel che si puo’.

  24. Giuseppe, ecco un’analisi che mi sembra per ora molto seria di quei minuti in PA e altro – tra l’altro “debunka” anche un paio di teorie sui voti che ho letto in giro.
    https://maccutchins.substack.com/p/when-math-in-public-is-for-the-republic

  25. per Biden abbiamo 2 correzioni in meno, per Trump 3”.

    Credo che abbiano accorpato due correzioni per Biden in quella delle 2:22 (mi riferisco alla tabella della Pennsylvania nell’articolo di Mac Cutchins), che dovrebbe correggere l’input delle 2:18 più forse quello dell’1:26.

    Qualunque sia l’altalena, alla fine di essa Biden si ritrova con quasi il doppio dei voti di Trump. Quindi non proprio “non hanno avuto nessuna influenza sull’esito finale”. Può anche essere “corretto”, nel senso che siano stati scrutinati voti di zone particolarmente favorevoli a Biden, certo è che la pendenza delle curve ha un cambio drastico proprio alla fine della zona incasinata. Permettimi, quei dati, correzioni o no, non è che infondano molta fiducia”.

    Stai unendo due questioni diverse. I due grossi picchi per Biden da cui siamo partiti non possono aver influenzato l’esito finale, perché sono stati poi corretti: è un’impossibilità aritmetica. Poi c’è la questione della rapida partenza di Biden, che non presenta picchi particolarmente evidenti e che lo porta ad accumulare un vantaggio iniziale rispetto a Trump. Si spiega benissimo come dici tu con uno scrutinio in una zona favorevole. Se osservi il grafico che avevo linkato con attenzione, ti accorgerai che questa fase dura fino a circa 1:38, subito prima dei due maggiori picchi anomali per Biden. La pendenza della curva dei voti per Biden tra il picco di +195.741 e la successiva correzione è già in linea con l’andamento successivo. Concordo però sul fatto che i dati non infondano molta fiducia.

    Il tuo “atteggiamento razionale” ha un grosso difetto: è incapace di vincere il bias preconcetto, perché si aspetta solo che esista ciò che già sa. Se tu avessi visto nella tua vita solo cigni bianchi, e qualcuno, magari l’ubriacone del paese, ti raccontasse che ne ha visto uno nero, lo liquideresti con disprezzo. Stai facendo un errore di logica formale: per affermare una certezza devi avere prove positive, non puoi affidarti esclusivamente a prove negative. Io non ho la certezza che Trump abbia in realtà vinto, ma non credo che neanche tu ce l’abbia del contrario”.

    Questo rischia però di portare a un’inversione dell’onere della prova: non sono io a dover dimostrare che i Democratici non hanno barato – come faccio a dimostrare un negativo? Quanto alla certezza iniziale, dipende dalla qualità delle informazioni che ho riguardo al mondo. Ne so abbastanza della politica e della tecnologia degli anni ’60 per affermare praticamente con certezza che gli Americani sono effettivamente sbarcati sulla Luna nel 1969; non avrei neanche bisogno di confutare le varie “prove” avanzate dai complottisti (anche se poi le ho esaminate, sia pure più che altro per divertimento). Ammetto volentieri di non avere la stessa certezza sulla possibilità di brogli su vastissima scala nelle elezioni del 2020: non ne so abbastanza del sistema elettorale americano. La mia opinione è che siano altamente improbabili, non praticamente impossibili. Il punto che sto sostenendo qui è che non vedo fatti che possano farmi cambiare idea. Se l’ubriacone del paese comincia a dire di aver visto un cigno nero io non divento improvvisamente dubbioso sul fatto che molto probabilmente (ma non certamente!) esistono solo cigni bianchi. Do un’occhiata ad alcune delle sue prove: la foto sfocata di quello che a un esame più attento si rivela essere un tacchino, la piuma di un cigno che goccia ancora vernice nera – e la chiudo là.

    Grazie del tuo tempo”.

    Grazie a te per l’ospitalità.

    Giuseppe, ecco un’analisi che mi sembra per ora molto seria di quei minuti in PA e altro”.

    È senz’altro un’analisi accurata dei fatti; però le interpretazioni – almeno per quello che riguarda la Pennsylvania – mi sembrano particolarmente tenui (“It’s just speculation”, ammette anche l’autore), e pure parecchio lambiccate.

  26. xGiuseppe:
    Qualunque sia il numero delle correzioni, il fatto stesso che esistano indica due cose: primo, che qualcuno poteva inserire voti che non corrispondevano a quelli reali; secondo, che l’ha fatto. Di fronte ad una così palese intromissione nei dati assumere che tutto vada bene è quantomeno azzardato, anche nel caso più innocente. Scott Adams ha scritto “By now, even Democrats are realizing their side had LOTS of opportunities to cheat without being witnessed and also sky-high motivation to do so. And it DIDN’T happen? That would be the most anomalous data of all time“. Ed io, considerando che l’uomo è cattivo e fa il proprio interesse, non posso non essere d’accordo. Ci sono state troppe bugie dalle due parti per potere ancora avere buona fede.

    Personalmente, è proprio per questo che preferisco l’interpretazione dei dati di quella analisi rispetto alla tua, che presuppone una completa buona fede e che i dati tolti corrispondano a quelli messi per errore: ipotesi la tua senza prove, e messa in dubbio dall’altro paper. Anche perché gli altri picchi, di cui il secondo link fornisce analisi esaustiva, indicano che davvero qualcosa di molto strano c’è. Il numero di assunzioni improbabili che occorre fare per potere dire che è tutto in ordine diventa ridicolo.

    Per sapere se si è stati davvero sulla luna basta puntare un telescopio sul luogo dell’allunaggio: ipotesi positiva. Per provare che non ci sono stati brogli è molto più complicato, perché occorrerebbe provare che i voti immessi sono tutti validi e registrati correttamente. Ed è proprio qui che è il punto dolente, perché i democratici sembrano impegnati a impedire queste prove con tutti i mezzi, anzi, a negare che siano necessarie.
    Ad accusare di ubriachezza molesta è il proprietario dell’allevamento di cigni bianchi, che dice che non c’è bisogno di andare a controllare il luogo dell’avvistamento.
    Così i cigni neri esistono, ma tu non lo saprai mai.

  27. Personalmente, è proprio per questo che preferisco l’interpretazione dei dati di quella analisi rispetto alla tua, che presuppone una completa buona fede e che i dati tolti corrispondano a quelli messi per errore: ipotesi la tua senza prove, e messa in dubbio dall’altro paper”.

    Che i dati tolti corrispondano a quelli dei picchi mi sembra un fatto aritmetico, indisputabile nella sua semplicità. Poi, certo, puoi interpretarlo nel senso che i picchi erano genuini (anche se all’inizio per te il problema erano proprio quelli), e che la sottrazione serviva proprio a cancellare voti legittimi; ma in questo caso si arriva alla scomoda conclusione che il danneggiato sarebbe stato Joe Biden, i cui picchi cancellati erano quelli più elevati. Oppure i picchi di Biden erano fasulli e quelli di Trump no, così la correzione avrebbe colpito solo il secondo; e qui siamo in piena ipotesi ad hoc in favore di una tesi precostituita. Oppure puoi ipotizzare con Mac Cutchins che qualcuno abbia immesso per errore la cifra di 43.099 voti per Trump invece di 143.099 ma non se l’è sentita di correggere e la prova sarebbe che poi ha immesso (perché?) la cifra di 146.137 che è vicina a 143.099 e poi… e poi…; e qui siamo in pieno trip allucinatorio, direi.

    Per sapere se si è stati davvero sulla luna basta puntare un telescopio sul luogo dell’allunaggio: ipotesi positiva”.

    Eh, magari fosse così facile. Con un telescopio non si riescono a vedere i siti degli allunaggi, neppure con Hubble: il potere risolutivo è troppo basso. Li ha fotografati la sonda LRO, che però è della Nasa, quindi ti puoi immaginare i commenti dei complottisti.

    Per provare che non ci sono stati brogli è molto più complicato, perché occorrerebbe provare che i voti immessi sono tutti validi e registrati correttamente. Ed è proprio qui che è il punto dolente, perché i democratici sembrano impegnati a impedire queste prove con tutti i mezzi, anzi, a negare che siano necessarie”.

    D’accordo, ma per controllare i voti servono valide ragioni, e queste ragioni sembrano non esserci – non basta certo il fatto che Giuliani abbia scambiato i voti delle primarie per i voti delle presidenziali. Credo anche che i Democratici abbiano paura che se non si chiude presto i termini prefissati per nominare i grandi elettori vengano oltrepassati negli Stati disputati, con la conseguente possibilità che il 14 dicembre i grandi elettori ribaltino il risultato elettorale, o che a decidere siano le delegazioni degli Stati alla Camera, il che per la complicata matematica del sistema americano porterebbe quasi certamente alla rielezione di Trump. Per poi magari scoprire che i brogli non c’erano stati…

    Del resto, il riconteggio in Georgia ha confermato in sostanza i risultati iniziali; quello in Wisconsin ha assegnato più voti a Biden della conta iniziale; Georgia e Arizona, in cui i Repubblicani controllano tutto il governo, hanno certificato Biden come vincitore; di 38 cause intentate Giuliani ne ha vinte solo un paio e su questioni minori (in Pennsylvania, per esempio, un giudice di provata fede repubblicana, Matthew Brann, ha detto dell’azione legale promossa da Giuliani: “This claim, like Frankenstein’s Monster, has been haphazardly stitched together”, e la sua decisione è stata confermata in appello da Stephanos Bibas, giudice nominato da Trump). Ed è di ieri sera la notizia che il procuratore generale William Barr ha dichiarato che il Dipartimento di Giustizia non ha trovato finora prove di frode elettorale. Non mi pare che sia tutta colpa dei Democratici…

  28. Giuseppe,
    mi pare lo facessi notare tu stesso che le somme non tornavano; e trascuri le osservazioni in proposito di Mac Cutchins. Le sue illazioni valgono quanto le tue, semmai le tue sono più sommarie. Ognuno allucina come meglio può, o come meglio riesce a farsi tornare i conti. Se la sua è un’allucinazione, qual è la tua per spiegare il metti\togli?

    Luna: hai ragione, mi ricordavo di avere visto foto ma erano quelle dell’LRO.

    “queste ragioni sembrano non esserci”: …a parte centinaia di testimonianze giurate, controlli matematici falliti, e via andare. Se i democratici sono così sicuri, perché ostacolano così i controlli? Invece abbiamo Twitter che cancella gli account di coloro che testimoniano in tempo reale…
    Quanto poi ai repubblicani, sai come me quanto Trump sia odiato dalla “vecchia guardia” a cui ha rotto le uova nel paniere. Qualcuno suggeriva anche che concentrarsi sulla corsa presidenziale e lasciare stare le altre corse sarebbe una mossa strategica, chi avrebbe intenzione di impegnarsi ad invalidare un’elezione da cui è risultato eletto?
    Suppongo poi che tu abbia letto la risposta di Trump a Barr: come fa il DOJ a dire che non ci sono prove, se non risulta che abbia indagato? In effetti, trovo paradossale che non pare che sia stato nemmeno aperto un procedimento (a quanto ne so), neanche di fronte alle deposizioni, quantomeno per confutarle o per accusare chi le fornisce di falsa testimonianza…
    Per il dossier del Russiagate c’era molto, molto meno. Eppure, manco ancora hanno finito.

  29. mi pare lo facessi notare tu stesso che le somme non tornavano”.

    Vero. Ma la cosa è spiegabile in gran parte con il formato dei dati grezzi, che riporta soltanto il totale dei voti espressi e la percentuale dei due candidati; i voti rispettivi di Trump e Biden si ricavano calcolandoli da questi dati, ma in questo modo si ottengono delle cifre approssimate, visto che le percentuali arrivano solo alla terza cifra decimale. Questo può spiegare la maggior parte delle discordanze; per quella maggiore (da +337.019 a -416.589 per Biden) ho già dato la mia spiegazione.

    Le sue illazioni valgono quanto le tue, semmai le tue sono più sommarie”.

    Solo che le sue sono incomprensibili, almeno per me. Se riesci a spiegarmi con parole tue e in modo semplice cosa dice (da “I have a theory about this particular set of transactions” a “all while reducing the reported vote total”) te ne sarei grato.

    qual è la tua per spiegare il metti\togli?”.

    L’ho già data tre giorni fa:

    Qual è l’interpretazione più naturale di queste anomalie? Che qualcuno abbia immesso dei dati errati, e che dopo un po’, quando ci si è accorti dell’errore, i dati erronei siano stati corretti

    (Nota che Mac Cutchins dice una cosa molto simile, prima di avventurarsi nella sua psichedelica interpretazione: “It seems pretty apparent that the first audit commit was to reverse a tabulation report submitted at 1:51 AM”.)

    «“queste ragioni sembrano non esserci”: …a parte centinaia di testimonianze giurate, controlli matematici falliti, e via andare».

    Testimonianze giurate (come questa) che finora non hanno convinto nessun giudice. Per il resto, torno a ripetere: la moltiplicazione di “anomalie” che smaschererebbero il complotto è tipica del modus operandi dei complottisti. Il più noto lunacomplottista italiano ne ha elencate ben 42 per le missioni Apollo. Nessuna persona sana di mente aprirebbe per questo un’inchiesta per determinare se davvero gli Americani siano andati sulla Luna.

    Se i democratici sono così sicuri, perché ostacolano così i controlli?”.

    Ho già dato la mia spiegazione nel mio ultimo commento (“Credo anche che i Democratici abbiano paura che se non si chiude presto …”).

    Invece abbiamo Twitter che cancella gli account di coloro che testimoniano in tempo reale…”.

    Un grande giurista americano ha detto una volta che “The most stringent protection of free speech would not protect a man falsely shouting fire in a theatre and causing a panic”. La moltiplicazione delle teorie del complotto e delle fake news ha conseguenze; hai ascoltato la dichiarazione di Gabriel Sterling (repubblicano – sarà anche lui della vecchia guardia?). È molto drammatica. Però è vero che simili decisioni non spetterebbero a Twitter – che fa quel che può e lo fa a volte male, in assenza di interventi di altri (che non sarebbero comunque semplici, per molte ragioni).

  30. Giuseppe:
    Se riesci a spiegarmi con parole tue – vedo se riesco stasera

    Testimonianze giurate (come questa – le testimonianze sono centinaia, ora ci sono anche filmati. Ti faccio notare che nella stragrande maggioranza i testimoni i giudici manco li hanno visti, si sono limitati a dire “non ammissibile”. Magari recupera anche il filmato in cui quella stessa persona risponde alla domanda “perché non ci sono più testimoni”, è istruttivo e spiega molto.

    la moltiplicazione di “anomalie” che smaschererebbero il complotto è tipica del modus operandi dei complottisti – Interessante, come riesci a distinguere quel tuo modus operandi dal caso in cui ci siano effettivamente enormi e numerosissime anomalie? Nel caso le elezioni siano state davvero compromesse da frodi molteplici e distinte, come dovrebbero essere le anomalie? Per favore.

    Al grande giurista americano si potrebbe rispondere con l’esempio del clown di Kierkegaard. Il nucleo sta in quel “falsely”. Suppongo che i censori di twitter e del resto siano veramente dei supergeni per capire se una testimonianza è falsa nell’istante esatto in cui la stanno a sentire. O questo, o conoscono molto bene le frodi che si sono fatte.
    Fai per un attimo l’ipotesi che sia tutto vero, e Sterling lo sappia. Avrebbe così torto?

  31. Vedo se riesco stasera”.

    Ok.

    Interessante, come riesci a distinguere quel tuo modus operandi dal caso in cui ci siano effettivamente enormi e numerosissime anomalie? Nel caso le elezioni siano state davvero compromesse da frodi molteplici e distinte, come dovrebbero essere le anomalie?”.

    Qui la risposta è semplice: almeno qualcuna di quelle anomalie dovrebbe risultare vera e non spiegabile altrimenti se non con un broglio. E se un’anomalia di questo genere ci fosse, è molto probabile che a questo punto la notizia sarebbe circolata al di fuori degli ambienti trumpiani: l’America è piena di osservatori orgogliosamente indipendenti.

  32. Caro Giuseppe, ci sono un sacco e una sporta di anomalie che apparentemente non sono spiegabili se non con un broglio. Forse sono proprio quelle che i tuoi media preferiti non ti fanno vedere. Vedremo nelle prossime ore quanto siano vere (perché no, neanche tu lo sai: non basta un tentativo di spiegazione per fare sì che la spiegazione data sia quella corretta e non ulteriore fumo). Se tubi che (non) perdono e interruzioni per la notte che (non) mandano tutti a casa non riescono a farti annusare qualcosa di sporco, cosa può riuscirci?
    Per l’altra faccenda, cerco di mettermi ora se riesco.

  33. Un video molto interessante ed equilibrato, in italiano, su quello che sarebbe o non sarebbe successo a Francoforte. Da ascoltare soprattutto dal minuto 12:15.

  34. xGiuseppe: riguardo a quella pagina, finalmente…
    Maccutchins pone prima alcuni dati di fatto, cioè che le manipolazioni sono relativi a dati che sembrano “sparire”, che sono fatti da una persona con accesso totale al sistema, molto presto nelle votazioni, e sono eseguite nel giro di otto minuti.
    E qui si chiede: che razza di errore può essere stato? E fa l’ipotesi che l’immissione delle 1:51, dove ci sono 43000 voti per Trump, fosse in realtà 143.000. Perché questo? Perché più tardi avviene una correzione in senso inverso di quasi esattamente quella cifra, della serie, ripuliamo. Facendo però il conto totale di quello messo e tolto, dopo tutte le correzioni, abbiamo un saldo favorevole a Biden di circa 60000, non considerando i 100000 fantasma.

    Facciamo un conto in Kvoti dei valori riquadrati: 146-145-128= -128 per Trump; 12+337-417 per Biden= -68 per Biden.
    Quello che confonde è che l’autore usa la colonna delle differenze per il conteggio, e non quello dei voti.

    Sono stato più chiaro?
    In realtà, per me il problema inizia venti minuti prima, all’1:26 e anche prima, fino all’1:38, dove abbiamo una serie di immissioni decisamente anomale, ben oltre i possibili conteggi effettuati nel periodo. Appare chiaro che si stanno immettendo voti non conteggiati, o conteggiati in precedenza.

  35. E fa l’ipotesi che l’immissione delle 1:51, dove ci sono 43000 voti per Trump, fosse in realtà 143.000. Perché questo? Perché più tardi avviene una correzione in senso inverso di quasi esattamente quella cifra, della serie, ripuliamo”.

    Mac Cutchins dice più esattamente che si volevano aggiungere 143.099 voti per Trump, per errore ne sono stati immessi 43.099 (all’1:51), non si è voluto aggiungerne altri 100.000 perché “the optics weren’t appealing to do that” (cioè se capisco bene perché sarebbe sembrata una manovra sospetta) e quindi “these other attempts were made”. La prova consisterebbe nel fatto che alle 2:18 sono stati aggiunti a Trump 146.137 voti, che sono vicini ai 143.099 da cui siamo partiti.

    Perché questa manovra abbia un senso, però, si devono prima sottrarre i 43.099 immessi inizialmente; e in effetti, anche se Mac Cutchins inesplicabilmente non lo dice, alle 2:14 viene sottratto a Trump un numero di voti vicino a 43.099, per la precisione 42.326. Quindi, riepilogando: aggiungo 43.099 voti, mi accorgo di aver immesso una cifra sbagliata, non aggiungo la differenza ma invece cancello l’aggiunta (-42.326) e immetto la cifra che intendevo originariamente (+146.137). Ma allora perché a questo punto ritolgo tutto (-145.179 alle 2:22)? Mac Cutchins non lo spiega. Né spiega perché alle 2:17 qualcuno abbia levato a Trump 127.916 voti; considera l’ipotesi che siano da mettere in relazione con i +130.255 dell’1:31, ma poi la rifiuta, perché “it’s well out of balance with this transaction” – dopo aver fondato tutta la sua interpretazione sull’equivalenza tra 143.099 e 146.137! E naturalmente non spiega in nessun modo i movimenti anomali nella colonna di Biden.

    La mia spiegazione invece parte dal fatto oggettivo che le tre sottrazioni di voti a Trump corrispondono quasi esattamente alle sue tre più grandi aggiunte di voti: +130.255 e -127.916, +43.099 e -42.326, +146.137 e -145.179. La cosa vale in parte anche per Biden: +195.741 e -196.432, ma +337.019 e -416.589. Se non vogliamo spiegare la differenza con un broglio a danno di Biden, possiamo ipotizzare che qui sia stata sommata l’aggiunta di 73.945 dell’1:26 – considerata erronea – che corrisponde alla sesta differenza in valore assoluto tra voti per Trump e voti di Biden immessi contemporaneamente (i primi cinque casi con le differenze maggiori sono sempre quelli in cui viene immesso un valore poi corretto e/o in cui si esegue una correzione).

    L’interpretazione più economica, e che spiega tutti i fatti, è che ci sia stata nei primi minuti una fonte costante di errore (un operatore inesperto che immetteva dei valori nella colonna sbagliata?) e che l’errore sia stato ogni volta corretto con dei voti negativi. L’effetto netto sulla conta dei voti sarebbe stato in questo caso pari a zero.

  36. …comunque, tutte ipotesi, e vale quello che dicevamo: come ci si fa a fidare? Soprattutto vista la trasparenza nulla.

  37. A proposito, se qualcuno avesse visto la notizia che la Corte Suprema ha respinto il ricorso di Trump e abbia capito che sia tutto finito, non ha compreso quello che sta accadendo. Suggerisco di guardare questo video per averlo un poco più chiaro. Il giudice Alito presso il quale è stato fatto il ricorso è lo stesso di quest’ultimo sviluppo, e siccome esso lo ingloba non stupisce che quello minore sia stato respinto, non avrebbe senso deliberare due volte sullo stesso.

  38. comunque, tutte ipotesi”.

    Certo, sì.

    A proposito, se qualcuno avesse visto la notizia che la Corte Suprema ha respinto il ricorso di Trump e abbia capito che sia tutto finito, non ha compreso quello che sta accadendo. Suggerisco di guardare questo video per averlo un poco più chiaro”.

    Hope springs eternal.

  39. Un breve update sulla corte suprema, per correggermi:
    PA: Expedited Review was the only thing SCOTUS declined yesterday. PA case is still alive on merits.

  40. Un ulteriore aggiornamento. Youtube ha comunicato che cancellerà dal suo sito a partire da ora qualsiasi video che contesti le elezioni americane. A quanto pare non c’è più spazio per opinioni, o fatti, differenti.
    La notizia del ricorso di 9 stati a SCOTUS è stata a sua volta censurata e non appare nelle home delle principali testate di sinistra, es American Press.
    Tutti contenti, voi libertari?

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