Un numero sconosciuto

Io lavoro spesso in contatto con un centro di assistenza. Quando incontrano qualcosa che non sono in grado di affrontare chiamano me, ed io risolvo il problema. Talvolta le chiamate sono del tipo “C’è questa cosa che ha sempre funzionato, e ora dà un errore. Cosa potrebbe essere?” Ed io devo spiegare che non posso saperlo fino a quando non mi forniscono qualche dato: il tipo di errore, quando si è verificato, informazioni sul contesto, cosa dicono i log dell’applicazione e così via. Riuscire a spiegare un fenomeno apparentemente misterioso implica di solito parecchio approfondimento.

Oggi mi hanno chiamato per un problema riguardante un certo programma. Quando ho chiesto perché stiano utilizzando quella versione e e non un’altra più nuova ed adatta, mi hanno replicato che l’altra dà spesso errore. Non ne ero al corrente: saperlo, e cercarne le cause, poteva essere auspicabile. Invece l’evento è stato ignorato, perché c’è una via d’uscita relativamente semplice.
Si può passare sopra ai messaggi che il reale ci manda, se essi non ci costringono a guardarli negli occhi. Occorre desiderio di conoscere ed apertura di mente per cogliere un richiamo.

Quando la realtà ti investe, è difficile negare che qualcosa stia accadendo. Oggi siamo abituati a considerarla come fatta di cifre. La scienza ci dice che il mondo ha delle leggi, e queste leggi sono fatte di numeri, di quantità.
Quello che la scienza non ci dice, e non ci può dire, è cosa siano questi numeri; perché ci siano; cosa vogliano realmente significare.
E, soprattutto, se ci siano davvero soltanto loro nella realtà.
Tutti conosciamo il valore di pi greco, almeno approssimativamente, ma nessuno di noi sa dire perché il valore sia proprio quello, né perché la formula del cerchio sia proprio quella e non un’altra.

Un cerchio è un affare semplice: anche se geometricamente conosciamo tutto di lui, tuttavia la ragione stessa del suo esistere è in una terra per noi misteriosa. La vita è decisamente più complessa. Come facciamo a sapere se può essere ridotta solo a numeri? Come facciamo a ignorare quelle che potrebbero essere chiamate esperienze spirituali, se spesso scegliamo di non vedere persino quanto i numeri ci suggeriscono?

La tentazione è spiegare un evento riducendolo a ciò che non è; negare che possa essere accaduto. Utilizzare la strada più comoda, dimenticare l’anomalia. Quante volte dopo che si è manifestato un baco del software particolarmente rognoso, coloro che avrebbero dovuto fare i test mi hanno detto: “Sì, l’avevamo visto, ma era successo una volta sola e avevamo pensato non fosse importante”.

Di fronte a quelle che potremmo chiamare esperienze mistiche, fatti inspiegabili, miracoli, la tentazione è quella di liquidarli come non esistenti, allucinazioni, anche quando ci sono molteplici testimonianze del contrario; anche quando capitano a noi stessi.

Così pensiamo di stare tranquilli, ridurre tutto a numeri abituali. Finché non compare un’altra segnalazione d’errore, un numero sconosciuto.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 novembre 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Evabbè, allora dillo.
    Ieri – che tu mi creda o no – volevo mandare un commento al post di Nettuno, citando appunto il Pi-Greco. Ma come, un mondo perfetto, basato su una costante che manco riusciamo a scrivere per intero? Ma ci pensi?
    E niente, questa per me è sempre stata un’anomalia, e non me la spiego.
    Cioè, persino il Numero di Avogadro (altro mio tarlo) è un numero esatto!
    Il Pi-Greco niente da fare, ci sfugge.
    Per me è come una goccia di Dio nell’universo, ma lo sai che sono romantico.
    E poi oggi ecco che me lo citi tu.
    Mah, coincidenze? ;-)
    O è che ingegneri una volta – ingegneri per sempre? ;-)

  2. A mio parere tutto è bene evidenziato dalla formula di Eulero (e elevato ad i per pigreco, più uno, uguale 0), che è uno sguardo che diamo nell’incomprensibile infinito. Chi la guarda e non ne coglie la bellezza misteriosa è davvero ottuso. Benjamin Peirce, dopo aver dimostrato l’identità in una lezione, disse: “Signori, posso dirlo con certezza, è assolutamente paradossale; non possiamo capirla, e non sappiamo che cosa significa. Ma l’abbiamo dimostrata, e quindi sappiamo che deve essere la verità.”

  3. Ecco, e io che mi fermavo al massimo – come altro esempio di imponderabilità – al “fi” del rapporto aureo! (altro capitolo interessantissimo sempre in tema…)
    L’identità di Eulero è un tema assurdo, mi fa star male solo a pensarci, è come aprire una porta sull’infinito.
    La frase di Pierce non la conoscevo, mi sembra un po’ – a caldo – come vedere Dio dall’altra parte dello specchio: so che è la verità, ma non riesco a dimostrarlo. Semmai solo a farne esperienza.

    …e sembrava un giorno qualunque… ;-)
    Grazie dei pensieri!

  4. Conoscete l’app per smartphone “Euclidea”? Credo che vi appassionerebbe.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: