Sapere quel che si sfa

Ripensavo a quella scritta che ho commentato l’altro giorno, “Morte al Nazareno”. L’esatta posizione di tanti sul Calvario, quel giorno di quasi duemila anni fa. Gesù disse di loro, “Non sanno quello che fanno”. Qualcuno, almeno.

Ne sono certo, parecchi di coloro che hanno bruciato quelle chiese non sanno davvero cosa stanno facendo. Non sanno cosa sia la Chiesa, e chi fosse quel Nazareno. Non conoscono quella storia di bene lunga venti secoli, la ragione ultima per cui ci possono non essere le guerre, ci può non essere la schiavitù, ci può non essere il dominio della forza e dell’uomo sull’uomo; la ragione per cui ci sono ospedali e orfanotrofi e università e tutte quelle miriadi di piccole imprese di carità e misericordia che, senza che ce ne accorgiamo, riempiono e hanno riempito il nostro mondo di oggi.

Quei piromani la loro idea della Chiesa l’hanno presa dai giornali, dalle televisioni, dai film, dai libri; è un racconto, una narrazione di qualcosa di strano ed esotico, fatto di palazzi e cardinali, di dogmi misteriosi e leggende nere, e che in ultima analisi ha a che fare con la Chiesa reale più o meno quanto un film hollywoodiano rispetto alla verità storica. E’ stato insegnato loro che quell’entità che chiamano Chiesa è un moloch inutile, dannoso, retrogrado e autoritario, e questo basta a renderli ciechi di fronte alla realtà.

Quelli che scrivono “morte al Nazareno” non lo conoscono. Ma neanche i miei colleghi, i miei amici, neanche i miei familiari lo conoscono. Parlo con loro ogni giorno, e anche in loro c’è la stessa ignoranza; c’è la stessa indifferenza. E neanch’io lo conosco, quando rimango prigioniero di quella stessa narrazione, quando vedo o ascolto ciò che non è Chiesa raccontarmi cos’è Chiesa; persino quando la Chiesa stessa, una sua parte almeno, si racconta.

Solo quando vedo i miei amici, e momenti di miei amici, di miei conoscenti, di miei parenti; quando vedo il volto dei tanti santi che mi capita di incrociare, quando li ascolto, quando ragiono sull’immenso bene che percorre sotterraneo il mondo per quel Nazareno ucciso e risorto duemila anni fa, solo allora capisco, solo allora comprendo. Solo guardando loro.

Cosa comprendo? che devo essere anch’io qualcuno da guardare, perché solo vedendo me chi mi sta vicino vedrà cosa quel Nazareno morto, ma mica tanto, può fare, ha fatto, continua e continuerà a realizzare fino che su questo mondo si troverà un poco di fede. Finché sapremo quello che facciamo, almeno noi.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 ottobre 2020 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Maria Cristina

    Non ci vuole molto per essere dei testimoni della fede in Cristo, dei martiri, dei santi. A volte , perche’le vie del Signore sono infinite. . Basta andare a pregare in una Chiesa, un giovedì mattina , aNizza . Una donna di sessanta anni, con una stampella, una semplice madre di famiglia.Comunque c’erano loro dentro la chiesa a pregare . Nella chiesa di Notte Dame a Nizza a pregare un mattino qualsiasi di ottobre. Basta questo . Avremmo potuto essere noi. Potremmo essere noi. Non c’e’bisogno di molto:comunque decidere di andare a pregare , andare alla Messa, anche se c’e’il Covid, anche se c’e’il terrorismo islamico, anche se gli atei ci prendono in giro.
    Ma non non facciamo neppure piu’questo, per paura . Non siamo testimoni di nulla . Se non della nostra paura di morire per un infezione virale o della nostra paura di offendere una falsa religione.

  2. Carmela Mastrangelo

    E’ verissimo, ma abbiamo la promessa di Cristo che un giorno tuti lo vedranno e potranno decidere se essere con Lui o contro di Lui. Preghiamo per coloro che non lo conoscono, perché posano incontrarlo.

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