L’eccitante distruzione della tomba di Confucio

E’ una storia che difficilmente sentirete raccontare; anche le ricerche su internet danno stranamente pochi risultati. Sembra che quanto accaduto in Cina durante la Rivoluzione Culturale sia stato dimenticato dal mondo – se pure il mondo l’ha mai saputo.

Magari voi non sapete neanche cosa sia stata, la Rivoluzione Culturale. Fu il riuscito tentativo, da parte di Mao Zedong, di riprendersi il potere divenuto incerto dopo il fallimento delle sue riforme, “il grande balzo in avanti”. Quel fallimento era costato decine di milioni di morti in carestie e un totale disatro economico. Per farlo dimenticare Mao pensò di addossare tutte le colpe ai capi di Partito infedeli. E, naturalmente, a tutto quanto poteva ostacolare il comunismo: cultura, famiglia, religione. Era il 1966.

Sventolando il “Libretto Rosso” delle sue massime, gli studenti cinesi si pigliarono la loro rivincita contro i professori. Di fatto la scuola cessò di esistere, e i giovani scesero nele piazze devastando e distruggendo quanto poteva essere ritenuto tradizionale. La critica e il dissenso erano banditi; ogni sospetto di dissidenza o pensiero indipendente causava un processo immediato, terminante con l’umiliazione pubblica, l’internamento in un campo di lavoro, la morte.

Nessuna delle religioni scampò alla furia distruttiva, sia direttamente che indirettamente. Buddismo, taoismo, confucianesimo, cristianesimo… Esse propagandavano la lealtà, la giustizia, la famiglia; tutto ciò che era inviso al Partito Comunista. Lenin aveva detto: «Il modo più facile per conquistare una fortezza è dal suo interno». Furono infiltrati o imposti membri del Partito tra le rispettive dirigenze, che stabilirono di rinunciare agli insegnamenti tradizionali sostituendoli con la fedeltà assoluta al Partito. Chi non si adeguava era etichettato come nemico del popolo e trattato di conseguenza.

Neanche i monumenti, i luoghi sacri e storici, scamparono alla distruzione. Almeno i quattro quinti di tutti i siti cinesi vennero completamente devastati, e un numero incalcolabile di libri e opere d’arte insostituibili distrutti irreparabilmente. Come esempio narrerò ciò che accadde alla tomba di Confucio.

Confucio, Kong Fuzi, più filosofo che figura religiosa, proponeva come strada per l’uomo la rettitudine e la giustizia, e l’armonia nelle relazioni sociali. Vissuto nel V secolo a.C., i suoi insegnamenti hanno segnato profondamente tutto l’Oriente. Insegnamenti però in diretto contrasto con la lotta di classe comunista. Anche per questo il 10 novembre 1966 un manipolo di circa 200 studenti pechinesi (“Guardie rosse”) si diresse verso il cimitero della famiglia Kong, dove riposavano il celebre fondatore e i suoi discendenti. Avevano giurato di annichilire gli affari della famiglia Kong.

Il 15 iniziò la distruzione. Fu infranta la stele posta davanti alle tombe, e si cominciò a scavare il sepolcro di Confucio. Furono anche radunati coloro che avevano partecipato all’ultima cerimonia pubblica in onore del filosofo e costretti a fare ammenda. La sua statua fu abbattuta e portata in giro per essere oltraggiata. Nel cimitero erano presenti circa 70 tombe di Confucio e dei suoi discendenti diretti, e altre duemila di membri della famiglia Kong. Furono abbattuti archi e monumenti, ma presto ci si rese conto che il lavoro era immenso; si stabilì quindi di limitarsi a scavare e distruggere i sepolcri più antichi e quelli più recenti. Fu mandata questa lettera a Mao:

O carissimo segretario Mao,
Centomila  membri delle masse rivoluzionarie vorrebbero annunciarti un eccitante sviluppo: ci siamo ribellati! Ci siamo ribellati! Abbiamo trascinato fuori la statua d’argilla di Kong il Secondo Figlio; abbiamo divelto la placca inneggiante all’insegnante di diecimila generazioni; abbiamo spianato la tomba di Confucio; abbiamo infranto la stele osannante le virtù di imperatori feudali e re, e abbiamo obliterato le statue nel Tempio di Confucio!

I numeri sono esagerati, e in realtà la tomba fu del tutto distrutta solo due giorni dopo quando, avendo perso la pazienza per il troppo tempo che ci si stava mettendo scavando a mano, le guardie rosse usarono la dinamite.

Le tombe furono aperte e, di fronte ai funzionari, i sarcofagi fatti a pezzi e ogni ricchezza in esso trafugata. Ciò causò una frenesia di saccheggio: nei tre mesi seguenti ogni sepolcro fu razziato. I morti più recenti, uomini e donne, furono denudati e appesi ad un albero per sei giorni, prima di essere gettati in un fosso e cremati. Il tanfo di putrefazione era tremendo.
Nel mese in cui l’armata rivoluzionaria soggiornò al sito furono bruciati o stracciati 100000 volumi e manoscritti, di cui 1700 di estrema rarità. Più di seimila oggetti vennero distrutti o danneggiati, di cui una settantina unici. Mille stele vennero frantumate. L’interno del tempio fu distrutto, come pure il palazzo e il cimitero; 5000 antichi pini abbattuti e duemila tombe violate.

La Rivoluzione Culturale causò, alcuni dicono, sette milioni di morti. E sembra essere il dimenticato modello di ciò a cui ora iniziamo ad assistere.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 ottobre 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Forse ha influito il fatto che in quegli anni i comunisti occidentali cercavano un modello di comunismo “buono” o “riuscito”, dato che l’Unione Sovietica si stava rivelando sempre più una prigione (il muro di Berlino fu completato allora, e non certo per impedire ai simpatizzanti del comunismo di trasferirsi nella Germania Est).
    Così pensarono di trovarlo nella Cina di Mao. Non sarà un caso che un paio di anni dopo una sorta di “rivoluzione culturale soft” esplose in tutti i paesi occidentali.

  2. Che cosa terribilmente triste… Distruggere per ricostruire è un conto ma questo è vile vandalismo, reale e figurativo… Abbiamo ancora molta strada da fare se preferiamo rimuovere invece di interrogarci…

  3. Le ideologie totalitarie moderne sono virus che si elaborano nelle accademie, si replicano in una ristretta cerchia di intellettuali e approfittatori, si propagano per immunodeficienza nelle masse studentesche, scatenando vandalismi e disordine permanente per potersi liberare dei vincoli imposti dalla democrazia o dalle tradizioni, afferrare il potere e dominare senza limiti la società.
    Credo esista un solo vaccino realmente efficace: una solida, autentica, semplice fede in Cristo. Ne basta un granello.

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