I vermi e il cielo

A qualcuno il post di ieri, con degli uccellii che non sanno spiccare il volo, potrebbe aver ricordato un libretto assai famoso parecchi anni fa, “Il gabbiano Jonathan Livingston”. In effetti, siamo dalla parte opposta.

Quel racconto a me era piaciuto parecchio. Come pure il libro successivo dello stesso autore, “Illusioni”, una sorta di trasposizione dello stesso tema in versione umana. Un essere illuminato, un messia, scende ad annunciare il verbo ai poveri coglioncelli provinciali. Quando ne parlai in termini entusiasti ad un mio conoscente che bazzicava di filosofia più di me, questi ebbe un moto di disprezzo: “cazzate gnostiche new-age”.

Allora rimasi stupito e perplesso. Oggi, a distanza di tanto tempo, devo riconoscere che ci aveva preso in pieno, aveva compreso quello che a me, ignorante ed inesperto, era sfuggito.

I messia dei due libri sono dei “saggi” che hanno raggiunto un grado di comprensione superiore, e sono in grado di fare evaporare le nuvole con il pensiero e resuscitare i morti. Come può fare chiunque, basta avere fede… in noi stessi.
Oh, io ci ho provato tante volte a far sparire le nuvole, ma col cavolo.
E’ un po’ come pregare sé stessi. Fingersi divini. Ma noi sappiamo bene chi siamo, e cosa possiamo. Quanto corte siano le nostre ali.

Basta un po’ d’onestà per riconoscere che siamo creature finite, mortali. E altrettanta onestà nel riconoscere che invece vogliamo l’infinito, bramiamo l’eterno. Non possiamo librarci come aquile perché siamo polli; ma possiamo comunque sollevare lo sguardo, se qualcosa ci richiama costantemente al cielo.

Lo gnostico non prega, perché pensa basti sapere. Ma l’unica cosa che alla fine apprendiamo è che la conoscenza non serve a soddisfare il nostro immenso desiderio. Lo scettico potrebbe dire che è altrettanto inutile pregare. Se Dio sa tutto, ragiona, a che serve? A che potrebbe servire quell’insistenza che ci viene raccomandata dai Vangeli? Non dovrebbe essere Lui a provvedere a tutto, comunque?

Il punto credo sia proprio quello sguardo. Se lo teniamo puntato a terra, alla ricerca di vermi, è questo quanto chiediamo, è questo quanto ci viene dato. Invece la preghiera è guardare verso l’alto, e domandare di più.
Ma troppo spesso confondiamo desiderio e pretesa. La pretesa è volere un verme più grosso e succoso. E’ guardare sempre verso il basso, è ancora trovarsi nei propri limiti. L’unica preghiera che davvero funziona, a mia esperienza, è dire “fa’ cosa è meglio per me”. Solo chi non ha limiti può darmi quel cielo che in fondo più di ogni altra cosa desidero.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 8 ottobre 2020 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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