Il dono e la menzogna

“La violenza può essere nascosta solo da una bugia, e la bugia può solo essere mantenuta dalla violenza”
A. Solzhenitsyn

Un tempo tutto era dono. Il concetto di dono implica due cose: che ci sia qualcuno fuori di te, una realtà che tu non controlli, e che questa realtà sia un Tu ben disposto nei nostri confronti.
Eh, i vecchi tempi, nei quali si pensava che la realtà esistesse, fosse concreta, e a nessuno saltava in mente di essere in grado di controllarla. Di immaginarla. Pensare che, insomma, essa non esistesse.

Poi ci si è messo qualche filosofo a sosenere che siamo noi a dare l’energia, la forma, la consistenza a ciò che (pare) circondarci. Che non esista un vero oggettivo. A parte, a guardar bene, i soldi, il sesso e il potere.
E’ ovvio che con una simile impostazione non c’è nessun dono. Farsi i regali da soli è abbastanza squallido.

Se non c’è dono, allora tutto diventa diritto, diventa pretesa. Si diventa violenti verso chi si pensa ci ostacoli, si frigna quando non si ottiene ciò che si vuole. Siccome non si ottiene mai ciò che si vuole, salvo talvolta per brevi momenti, si è in permanenza arrabbiati, delusi, piangenti. E violenti. Perché si vive una bugia, si permane in una menzogna.

Se solo tornassimo a vedere quant’è bello ciò che ci è dato, e Chi ce lo dà.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 settembre 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Uno dei miei libri preferiti: “Ritorno al reale”, di Gustave Thibon.

  2. dà ha l’accento
    alla cinquantesima correzione ortografica gratuita dovrebbe scattare un cortese ringraziamento pubblico
    ciao tony dalla lingua incerta

  3. E’ un po’ che uno dei pochissimi commentatori qui banditi, Pierpaolo Panciroli, mi chiede un pubblico riconoscimento per la sua opera di correzione nel blog. E’ solito notificarmi gli svarioni in cui incorro, frutto di post scritti di corsa a tarda ora, riletti poco e di una vista ormai incerta, insieme a insulti vari e commenti caustici. Gli devo dare atto di questa sua opera, e ringraziarlo. Mi piacerebbe anche toglierlo dalla lista nera, se si moderasse un poco nelle offese…

  4. C’è un’affermazione del compianto giudice Antonin Scalia riguardo quel lascito socialista che è la governmentalization of charity:
    “La trasformazione della carità in diritto legale ha prodotto donatori senza amore e destinatari senza gratitudine.”
    È così che s’impara a vivere nel rifiuto, ma anche il disprezzo, del dono in sé.

  5. @ToniS
    Molto interessante, sai anche dove lo ha detto?
    Esprime bene un concetto su cui vado pensando da un po’ cioè la confusione tra giustizia e carità.

  6. Riportato nel libro “On Faith” del 2019, è un discorse tenuto alla Pontificia Università Gregoriana di Roma nel 1996. L’ho trovato sul sito Rev. Robert A. Connor

    https://robertaconnor.blogspot.com/2016/03/justice-scalia-at-gregorian-university.html

  7. Carmela Mastrangelo

    Mi piace e condivido pienamente. Quant’è triste la vita di chi non crede all’amore di Dio!

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