Adotta un nonno

I tre attendevano nella piccola sala d’aspetto. La coppia più giovane si guardava attorno con quel’aria di annoiata sopportazione che viene dall’abitudine. Il vecchio teneva gli occhi bassi, ma di tanto in tanto alzava il capo e l’espressione che si leggeva negli occhi cerchiati di profonde rughe era forse assenza, forse stanchezza, forse disperazione.

L’impiegata fece cenno, e i due giovani si avvicinarono allo sportello.
“Buongiorno. Vorremmo adottare un nonno”, disse quello più alto, con i capelli tinti di azzurro.
L’impiegata si sporse leggermente. “Vedo che ne avete già uno. Si tratta di una integrazione, oppure di una permuta?”
“Permuta. Vorremo consegnare il nostro nonno e prenderne un altro.”
“Va bene, mi passi i documenti intanto.”
L’uomo toccò con la mano lo schermo del lettore, che si illuminò brevemente. L’impiegata esaminò i dati ricevuti. “Posso chiedere la ragione per cui volete affidarci il vostro nonno? Si è comportato male? Sporca? E’ malato?”
“No, no, da quel punto di vista andrebbe ancora bene” disse l’altro componente della coppia, che portava i capelli a strisce viola e pistacchio e una barba fatta a metà. “E’ che è troppo vecchio, non riesce più a prendersi cura adeguatamente dei nostri bambini”
“Sì, ne abbiamo tre, due cani e un umano”, puntualizzò il primo. “Ieri si è dimenticato di portarli a passeggio, e hanno fatto un disastro in casa. Capite anche voi, sono solo i primi segni, non può durare, andrà sempre peggio”
Capelli violaverdi annuì. “Meglio cambiarlo subito prima che ne combini una grossa. Ci siamo affezionati, è famiglia, ma è meglio così. Con tutti gli anziani che ci sono sarebbe egoista da parte nostra non dare la possibilità a qualcun altro di rendersi ancora utile”, terminò, guardandosi attorno come in cerca di approvazione.
L’impiegata sospirò. “D’accordo, visto che si tratta di una permuta basta la documentazione che avevate già compilato. Potete portare il vostro anziano allo sportello ritiro, in fondo al corridoio, e poi recarvi al piano superiore per scegliere il nuovo nonno. Quando avete fatto, tornate qui per le pratiche finali.”
Capelli violaverdi ringraziò e andò a tirare su dalla sedia l’anziano che piangeva piano, conducendolo verso la sua destinazione. Su, su, gli diceva sorridendo, è meglio così. Capelli azzurri si fermò ancora un istante allo sportello.
“Scusi, un’ultima domanda. Quanto ci vorrà prima che il nonno… insomma, sa cosa.”
L’impiegata lo guardò da sotto in su. “Un mese, se nessuno lo reclama. E’ la legge. A volte ci vuole di più, ma in questo momento siamo oltre la capienza. Non è che li possiamo mantenere tutti, se non servono più a niente. E’ per caso vostro parente biologico? Volete che vi faccia sapere quando lo sopprimiamo?”
L’uomo sorrise e scosse la mano curata. “No, no, era solo curiosità. Non che me ne… insomma, l’avevamo già preso qua. Non è che sia davvero mio nonno. E’ solo un vecchio. ”

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 settembre 2020 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Tremendo ma non fa una piega ripetto alla logica di pensiero di certi ambienti attuali.

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