Roma rivendicata ai suoi liberatori

Su una parete dello studio di mio suocero ci sono due cornici. Dentro la prima c’è il “Congedo illimitato e assoluto” di Luigi Benedetto, classe 1847. Estrasse a sorte il numero ventinove del suo mandamento, e partì militare nel 1869. Era un soldato semplice; nel documento è scritto che poté fregiarsi di due decorazioni per l’occupazione di Roma.

Quelle decorazioni sono nella seconda cornice, appese a un rettangolo di seta stinta ricamato a mano. Su di una c’è l’effigie del re Vittorio Emanuele II; sull’altra, di bronzo, legata ad un nastrino bicolore, la scritta incorniciata da fronde di quercia “Roma rivendicata ai suoi liberatori”.

Sono, a ieri, centocinquant’anni.

I Savoia rivendicavano Roma, che mai era stata loro; la loro invasione fu un’invasione brutale e immotivata, contraria a tutte le norme di diritto internazionale, sulla falsariga dell’invasione nazista della Polonia o del Kuwait da parte di Saddam Hussein. Una presa di possesso che andava ad eliminare il più antico stato del continente, per mezzo di un esercito esageratamente sovradimensionato contro un difensore che scelse una resistenza solo simbolica; i liberatori non faticarono più di tanto ad impossessarsi della città. Libertà, ma da che? I violenti avevano vinto.

La conquista aveva sponsor importanti, primi tra tutti i massoni inglesi, che avevano nella distruzione del papato un loro obiettivo primario. I Savoia ottennero il loro regno, ma distrussero la loro nazione. Il costo di quelle armate mandò in bancarotta il paese; è l’origine del debito pubblico italiano che ancora oggi paghiamo, e la causa prima della povertà della penisola che causò le migrazioni di massa degli anni successivi. Quell’esercito fu usato principalmente per uccidere italiani, nella spietata repressione delle rivolte che seguirono quegli avvenimenti.

Chissà se l’antenato fu davvero contento di avere fatto parte della armate che “liberarono” Roma. O se in cuor suo, povero soldato analfabeta della campagna piemontese, sentiva che era solo una pedina di un gioco violento, fatto di sopraffazione e odio, di ricerca del potere ammantata di belle parole, buoni sentimenti e medaglie ricordo. Passano i secoli, e l’uomo continua  a cercare di distruggere ciò che solo lo può salvare.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 settembre 2020 su 150, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. Le forze che muovono la storia sono le stesse che muovono il cuore dell’uomo in tutte le sue espressioni. Ci siamo accorti che questo meccanismo di potere è lo stesso che mettiamo in atto per liberarci dell’amico che non ci serve più (e che magari ora è nel bisogno), del coniuge che ormai ci annoia, del collega che ci mette in ombra?

  2. Berlicche,il debito del neonato Regno d’Italia non è all’origine dell’attuale perché un suo conterraneo massone portò il bilancio a pareggio nel 1876

  3. Il pareggio di bilancio non riguarda entrate e uscite? Il debito pregresso non dovrebbe essere intaccato dalla semplice somma di spese e introiti: uno Stato può avere un disavanzo di bilancio ma dover ancora pagare molti debiti passati.

  4. sì ma una volta annullato il deficit il debito pubblico scende naturalmente…

  5. Toh, Romani, che strano: il pareggio di bilancio è persino in Costituzione, ma non vedo il debito pubblico scendere di molto.
    Poi mi spiega il meccanismo per cui dovrebbe “scendere naturalmente”. Ogni economista del mondo è curioso…
    https://i2.res.24o.it/images2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/Immagini/_Oggetti_Embedded/Grafici/2018/10/19/GRAFICO_01-01.png?uuid=f14ec51e-d314-11e8-93a2-59777bc00f9f

  6. Non solo l’Italia “liberale” è nata sul debito, ma negli anni ’80, infatuata dal sogno della grande unione euro-liberale, ha separato la Banca d’Italia dal Ministero delle Finanze, innescando la bomba dei tassi d’interesse.
    Noi italiani siamo in realtà i più parsimoniosi d’Europa, ma la nostra economia è soffocata dagli interessi pagati sul debito, specie ora che gli investitori stanno vendendo debito italiano a tutto vantaggio dei Paesi del nord Europa …ma questo è un altro discorso.

  7. Se non si fanno nuovi debiti, mano mano che scadono, i buoni del tesoro vengono rimborsati e cancellati . E io che credevo che il diavolo fosse loico…

  8. Aaahhh…sarà sicuramente questo a spiegare il grafico che ho allegato. Qual era la sua affermazione iniziale?

  9. Mi scusi ,a una lettura disattenta lo avevo scambiato per il Bilancio dello Stato della Chiesa, che viveva di prestiti mendicati alla banca Rothschild.

  10. Romani, è incredibile come la dimostrazione che sta sparando cazzate a raffica non intacchi minimamente la sua sicumera nel tirarne fuori altre ancora.

  11. Fine….

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