Non sono mostri

Non mi ricordo più dove ho letto un aneddoto riguardante Tinto Brass. Due persone si erano recate dal regista, ancora non famoso, e questo aveva offerto loro una tirata moralistica contro certe lercie pubblicazioni che si potevano trovare nelle edicole. Uno dei due aveva detto all’altro, uscendo: “Oh, ma hai notato? Dietro, ne aveva la libreria piena.”

Mi è tornato in mente quando ho saputo della programmazione presso un noto canale a pagamento di quello che appare a tutta prima come una parata di esibizioni per pedofili. Oh, sì, un film nominalmente fatto con lo scopo di criticare la sessualizzazione dei minori ad opera del porno online e della solitudine esistenziale; critica ottenuta mostrando ragazzine preadolescenti esibirsi con le movenze e la consapevolezza di consumate puttane. Ho guardato solo un minuto di filmato postato su Twitter (no, non lo linko) e devo dire che mi è bastato. Non avevo mai veduto neanche adulti mimare pose così lascive.
C’è chi sostiene che non sia che il prossimo passo logico per la normalizzazione della pedofilia, secondo il copione già veduto per omosessualità, trans e via andare. Pubblicità positiva, in fondo è solo una tendenza, non fanno poi niente di male, i cattivi siete voi che li colpevolizzate, pedofobi! Se vi pare incredibile, considerate quanto poco ci si è messo per ribaltare completamente la morale cristiana sul matrimonio prima e sul sesso poi. Pensate se trent’anni fa vi sarebbe sembrato possibile l’oggi. Ricordo che discutevo di queste cose all’inizio del blog, e mi dicevano, no, la pedofilia non sarà mai sdoganata. Ah.

C’è chi dice che essa sia solo un’altra variante della sessualità umana. Ci sono da fare due chiose in proposito.
La prima, è che solo l’amore tra uomo e donna adulti a fini riproduttivi è davvero sesso. Il resto è usare degli organi sessuali (e non) per il proprio piacere (e non). Una volta che ciò è negato, non si vede perché fermarsi ai rapporti intimi con il proprio stesso sesso, o con i bambini, quando ci sono anche animali e cadaveri.

La seconda: è vero che i pedofili non sono dei mostri. Sono persone come le altre, come me, come te; che abbiamo talvolta l’impulso di rubare, di uccidere il nostro vicino, di prendere di forza quella bella ragazza che ci passa accanto. Che io non provi attrazione per i bambini o per gli altri maschi non mi impedisce di riconoscere che potrei. Sono umano. So che certi comportamenti potrebbero darmi piacere. Desideri oscuri? Chi non ne ha? Se scelgo di non inseguirli è perché sono più di un ammasso di sensazioni, di impulsi, di desideri. Non è mio diritto avere tutto quello che voglio. Sono un uomo, e quindi riconosco che c’è qualcosa di più grande di me, che non mi basto, che non mi faccio da solo. Ci sono leggi che l’uomo non decide da sé. Ma se l’unico orizzonte dell’uomo è se stesso, tutto è permesso.

Non penso che la pedofilia sia male perché i pedofili sono mostri, esattamente il contrario. Ci sono cose che devono essere proibite proprio perché non sono fatte da mostri, ma esseri umani. Quelle cose che non sono degne degli uomini.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 settembre 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. Credo che il processo di normalizzazione dell’omosessualità sia passato, oltre che grazie al liberalismo, anche attraverso una rivalutazione degli studi scientifici in materia, che avrebbero mostrato l’assenza di evidenze di aspetti psicopatologici dell’orientamento omosessuale. Questo ha portato alla derubricazione dell’omosessualità dal DSM e a tutto ciò che ne è conseguito a livello culturale.

    Con la pedofilia non penso sarà così facile, le evidenze di danni psicologici ai bambini sono ampie. Pochi giorni fa mi sono stupito a leggere a questo propostito un articolo “reazionario” (https://thesubmarine.it/2020/09/02/oggettificazione-bambine/) di una pubblicazione ultraprogressista milanese (pur inserito nella cornice interpretativa dell'”oppressione patriarcale delle donne”).

  2. Appunto, la pedofilia viene considerata tutt’ora un male perché fa danni AI BAMBINI, ma non per altro. Un adulto pedofilo può condurre una vita come tutti gli altri, come un omosessuale o un trans, ma a dispetto di questi ultimi la sua condizione non viene “normalizzata” non perché patologica in sé stessa, ma perché “fa male ai bambini”.

    Insomma, tutta la psicologia moderna mi sembra una pseudoscienza manipolabile da chiunque sia un po’ scafato in filosofia o nella dialettica – ed è così che si normalizzarono le varie “sessualità alternative”.

  3. Un film su bambine e ragazzine sessualizzate non è mai una denuncia, perché sta riproducendo esattamente ciò che vorrebbe denunciare, così come rubare in un supermercato non è “sensibilizzare” sul tema dei furti.

    Detto questo, la china della società è quella che è. Ho il forte sospetto che, a livello alto, la pedofilia sia già ampiamente praticata.

  4. Una delle riflessioni più profonde del “non sono mostri” l’ho trovata in un episodio della serie Black Mirror, Shut Up and Dance (Zitto e balla), che qui non descriverò perchè sarebbe un delitto spoilerare, ma è veramente un pugno nello stomaco. Non perchè ti faccia vedere il male, ma perchè ti fa provare compassione per chi lo fa. Perchè non sono mostri, sono persone.

  5. A partire dalla rivoluzione sessuale del secolo scorso, sul fronte della “liberazione” pedofila, dopo gli anni ’80, le cose sono andate storte perché:
    1. i rivoluzionari dovevano concentrarsi sui fronti strategici del femminismo, della pornografia, dell’aborto e dell’omosessualità
    2. la società, per un inconscio senso di colpa nei confronti della legalizzazione dell’aborto, si è sensibilizzata alla protezione dei minori “abusati”
    3. la derubricazione della pedofilia come disturbo della sessualità, non avrebbe consentito quella caccia al prete pedofilo (e ai risarcimenti milionari) che avrebbe fatto crollare la solidità economica e la credibilità etica della Chiesa Cattolica, il maggior ostacolo alla completa riuscita della rivoluzione.

    Ora però, come si dice nel post, le cose stanno per cambiare, la pedofilia tra non molto sarà considerata una variante normale della sessualità, perché:
    1. la rubrica dei rivoluzionari sui fronti strategici si è ormai esaurita
    2. la società sta’ lentamente abbandonando il concetto stesso di famiglia, di padre, di madre e di figlio
    3. la sessualizzazione precoce di bambini e preadolescenti è ormai un fatto, il porno-on-line e l’educazione gender modificheranno la loro psiche. L’opinione pubblica e la medicina ufficiale ne prenderanno atto
    4. la Chiesa (terrena) non è più un ostacolo, ha firmato l’armistizio e collabora attivamente.

  6. Purtroppo ToniS ha pienamente ragione. Concordo in pieno con la sua analisi.

    La domanda peggiore è: riusciremo a ripartire, un giorno? La vedo dura: ormai la Chiesa gerarchica è allineata all’agenda omosessualista e pedofila della Rivoluzione, e il lavaggio del cervello dei bambini tramite la pornografia creeranno una generazione di pervertiti e di sessuomani. L’umanità ha perso almeno un paio di generazioni, prima di un secolo non potremo ripartire, a meno di catastrofi.

  7. Io non sono così convinto che “la società sta’ lentamente abbandonando il concetto stesso di famiglia, di padre, di madre e di figlio”. Le modifiche sono ai bordi, ma il nucleo non è modificabile per la natura stessa umana.
    Circa la sessualizzazione precoce, non dobbiamo dimenticare che la protezione dei bambini dal sesso è una cosa relativamente recente, che si trova solo in ambito cristiano e quasi no altrove. Dove i bambini sono ampiamente sfruttati e usati. E’ chiaro che dove cessa il cristianesimo cessa anche quella protezione.
    La Chiesa non è limitata a qualche vescovo, cardinale o prete colluso o corrotto. Se non fosse qualcosa di più, non vedo perché dovrei starci. E’ importante questo non dimenticarlo mai, perché è esattamente ciò che l’Avversario vuole che dimentichiamo.

  8. Io nella Chiesa dell’armistizio ci sto e ci starò comunque fino alla fine, anche se dovessi essere trattato come un fuorilegge o un resistente.
    Dicano quel che vogliono teologi, parroci, vescovi, cardinali e persino Papi, ma io sono niente senza quel Pane che solo la Chiesa mi può dare, e finché ci sarà quel Pane, quella sarà “la” Chiesa, l’unica.

  9. La società non vuole abbandonare il concetto di famiglia, vuole ridefinirlo.

    Se guardate un po’ di serie tv (che sono un indicatore abbastanza attendibile di cosa i “padroni del discorso” vogliono farvi pensare, ovviamente semplificando all’interno di un discorso più ampio), si nota che sono davvero tante le serie che elogiano la famiglia.

    Con un piccolo dettaglio: spesso non è la famiglia naturale, cioè quella in cui uno nasce, ma la famiglia “elettiva”, quella che uno si sceglie e si costruisce. E ovviamente uno se la può costruire come vuole (o così crede).

  10. Mi sembra giusto notare che anche le società in cui il centro della sessualità e del matrimonio sono stati i “fini riproduttivi” hanno generato mostruosità.
    Nella società europee del passato, cristiane e non, era perfettamente accettato far sposare le ragazzine a 13 anni, proprio con l’idea che quando diventavano in grado di riprodursi erano pronte per il matrimonio. Gli uomini erano più grandi, non per motivi morbosi, ma perché un uomo era considerato pronto quando poteva provvedere alla famiglia, quindi quando aveva una certa autonomia (lavorativa per i popolani, amministrativa per i nobili), quindi di solito tra i 20 e i 25 anni.
    Questo se le ragazzine erano fortunate e non finivano in spose come seconde nozze a un quarantenne o un cinquantenne.
    Anche una storia per noi di lampante pedofilia come quella della sposa bambina di Maometto ha un significato diverso nel contesto di una società dove poter procreare significa adultità. Se si legge quel racconto come è tramandato, è evidente l’intento dell’autore di farne una storia edificante contro quella che (persino) per quei tempi era pedofilia. Dice infatti che il profeta sposò Aisha a sei anni, ma non la portò in casa sua e non si unì a lei fino al suo decimo anno. E conclude lodando la saggezza del profeta e dicendo che infatti non è bene avere rapporti con le bambine. Evidentemente il decimo anno (cioè nove compiuti) per loro era adultità.

    Direi quindi che i fini riproduttivi, anche presi sul serio, anche accompagnati dall’assunzione di responsabilità, non bastano a proteggere la dignità della persona.
    Credo piuttosto che in ambito cristiano bisogna sottolineare il concetto di “aiuto che mi sia simile” della Genesi. Una persona che abbia le caratteristiche, per età, retroterra culturale, per essermi compagna/o.

  11. Va fatto notare che all’epoca non esisteva l’adolescenza, si entrava nell’età adulta il prima possibile anche perché si invecchiava molto rapidamente. Inoltre all’epoca il centro del matrimonio non era né l’amore né la volontà riproduttiva, ma solo questioni che potremmo definire culturali, ossia connesse alle idee dell’epoca, in quanto il matrimonio era una sorta di “lavoro a due” nel costruire una vita insieme. Era molto simile ad un contratto di lavoro.

  12. x zimisce
    Sappiamo a che età Adamo chiese a Dio di procurargli una “compagna”?
    A me sembra lecito ritenere che fosse giovanissimo, se pensiamo che Maria doveva avere circa 14 anni quando venne data in sposa a Giuseppe e partorì Gesù. Gesù stesso entrò nell’età adulta dodicenne, in anticipo di un anno rispetto alla tradizione rabbinica. Tutto questo è successo provvidenzialmente, nella “pienezza dei tempi”, all’interno della Famiglia simbolo del rispetto della dignità delle persone.
    Nella prospettiva cristiana le strutture sociali del passato non sono mai, per dirla con Brownson, “frutto di una deliberazione, ma sempre opera della divina Provvidenza, la quale adopera gli uomini e le circostanze come propri strumenti”, con tutti i limiti e le incongruenze relative.

  13. @ Toni

    Be’ ci saranno anche state strutture del passato che sono state strutture di male e che offendevano Dio. Se no, con che criterio critichiamo le derive di oggi?

  14. Mi ero posto anch’io questa domanda. E ho pensato che la risposta sia in quel famoso libro di Edward Bernays “Propaganda” (1929).
    Se la manipolazione è sempre esistita, oggi ha raggiunto una raffinatezza (soprattutto l’uso delle immagini) e una dilatazione tale da plasmare l’opinione pubblica mondiale, creando nuovi modi di pensare, e infine di “essere”. Così è giunto il tempo in cui la “vox populi” ha smesso di essere l’eco di una “vox Dei”, e siamo entrati nel caos per uscire dal quale dobbiamo uardare alle “buone” strutture dal passato.

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