Scritti Politti: Ultimo posto

Iniziamo oggi una nuova rubrica, “Scritti Politti”.
A tutti sarà capitato di leggere una targa, un manifesto, una scritta appesa ad un muro o dipinta con lo spray che a tutta prima sembra avere senso, essere magari anche profonda; ma che poi, ragionandoci su, ci rendiamo conto essere completamente imbecille, assurda o deleteria. Questi post si prefiggono di mostrare alcuni esempi di tali orrori. Invito i lettori a farmi avere eventuali esempi che potessero avere incontrato nel loro peregrinare.
Il nome “Scritti Politti” è quella di una famosa band del secolo scorso, che deriva dal titolo di una raccolta di opere di Antonio Gramsci, Scritti Politici, storpiato per farlo suonare come il titolo del brano Tutti Frutti di Little Richard.
Mi sembrava adeguato.

***
Trovato inchiodato ad una roccia in un sentiero di alta montagna, scritto a mano:

“Finché l’uomo non si metterà all’ultimo posto fra le creature sulla Terra, non ci sarà per lui alcuna salvezza”, Gandhi.

Oh, wow. Profondo, vero. Però, aspetta un attimo…
Cosa significa “mettersi all’ultimo posto”? Che devo considerarmi meno della faina, della mosca e della formica? Che devo dare loro la precedenza, quindi non potrò più costruire case o tracciare sentieri, come quello su cui è inchiodato questo cartello, per non distruggere nidi e formicai, e meno che mai nutrirmi di qualsiasi cosa di vivente? E poi, creature, salvezza… salvezza da che? Gandhi era un attivista politico indù, e quelli sono termini cristiani. Va bene che mischiava alquanto le cose, ma la citazione sembra alquanto sospetta – non sono riuscito a rintracciarne la fonte.
Ma, anche ammesso che sia autentica, formulata in quella maniera è una solenne castroneria. L’uomo è uomo perché è sopra a tutte le creature della terra: ha la ragione, sa comprendere ciò che un animale non può. Che esiste un ordine di valori superiore che non quello materiale, senza il quale anche la citazione non avrebbe alcun senso.
L’uomo può, e deve, custodire le altre creature. Ma dal primo posto, il suo, non dall’ultimo.
Che poi possa salvarsi con le proprie mani, lascio al lettore intelligente il giudicarlo. Provate, provate a mettervi all’ultimo posto: poi mi dite.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 2 settembre 2020 su meditabondazioni, Scritti Politti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 11 commenti.

  1. No, è davvero di Gandhi – cosa rara per questo genere di citazioni, quasi sempre apocrife. La trovi a p. 770 dell’edizione critica dell’Autobiografia (Yale University Press, 2018): «So long as a man does not of his own free will put himself last among his fellow creatures, there is no salvation for him». E subito dopo aggiunge: «Ahimsa is the farthest limit of humility». Ahimsa significa «non-violenza», il che dovrebbe dare una chiave di lettura del passo.

    Provate, provate a mettervi all’ultimo posto

    Quando lo faccio, c’è sempre qualcuno che mi dice: «Amico, passa più avanti»… ;-)

  2. Recentemente ho sentito una riflessione interessante (da Sergio Valzania, in una vecchia trasmissione di radioRai).
    La cultura ambientalista più fanatica crede nella difesa della natura a discapito dell’uomo. L’uomo come cancro della terra ecc…
    Ma la Natura, la Vita che loro vogliono difendere e amare è quella che generalmente ci piace come uomini. Il verde, la varietà di specie… tutte cose che toccano la nostra idea di bello, che ci fanno sentire accolti, a casa.
    Però la Natura è tutto, ed è cieca. Se ci fosse un olocausto nucleare e sopravvivessero solo gli scarafaggi, come si diceva durante la guerra fredda… Sarebbe comunque un altro equilibrio naturale. Dopo un po’ la biomassa sarebbe la stessa. Gli scarafaggi sarebbero contentissimi di un mondo così, e anche loro sono Natura. I batteri estremofili sarebbero contentissimi se la Terra diventasse bollente e potessero diffondersi ovunque.
    Se noi uomini siamo solo un pezzo di Natura, perché la Natura che piace a noi dovrebbe avere più valore di quella che piace agli estremofili? La varietà di specie è bella per noi… Se le altre specie potessero scegliere vorrebbero un mondo popolato solo da loro (e al limite dalle loro prede). Quindi c’è una specie di imprinting nell’uomo a sentirsi “custode” di un “giardino”. Anche l’ambientalista più sfegatato è in realtà antropocentrico. Tra tutti gli equilibri biologici possibili, ama quello che gli uomini generalmente considerano belli.

    Un suggerimento per la prossima frase. È una citazione molto citata in film e serie TV:

    The belief in a supernatural source of evil is not necessary; men alone are quite capable of every wickedness.
    Joseph Conrad

  3. Io ho sempre “odiato” le frasi come queste: “Segui i tuoi sogni”, “Fai quello che ti fa stare bene” etc..

    In pratica quello che hanno fatto tutti i dittatori del ‘900.

  4. Aleudin, se uno è in grado di dirigere i tuoi sogni e magari venderteli è chiaro che vuole che tu li segua.

    Grazie a Regalzi per avere individuato la fonte; non ci avrei scommesso.

    Sulle prossime frasi, preferirei un’immagine se potete di una scritta o cartello reale – speditemela.

  5. Ma non e’ che con “fellow creatures” Ghandi si riferisse agli uomini?? Appena ho un minuto cerco su the internet, ma sospetto che la cantonata sia nella traduzione

  6. E’ possibile, sarebbe più comprensibile nell’ambito del suo pensiero. Più che della traduzione, il problema mi sa sta nel contesto.

  7. Fellow crestures si può tradurre come “simili” quindi la frase risulterebbe: ” Finché l’uomo non si metterà all’ultimo posto tra i suoi simili …”.

  8. Comunque sia, di che salvezza stiamo parlando?

  9. Mi piace moltissimo questa rubrica. Ho delle scritte, ma purtroppo le ricordo dai tempi dell’università e non ho foto (all’epoca i cellulri non c’erano). Corso Francia: “il mondo è quadrato e saltella” (mi ha sempre stuzzicato qualcosa – forse il mio essere un bastian contrario di natura). Poste centrali di Torino “nascere è un caso, morire una scelta”, che invece mi ha sempre irritato in quanto chiaramente contrario all’evidenza. Strane complicazioni dell’animo umano!

  10. Mi ha ricordato la tua rubrica il cartello che campeggia su tutti i giornali online di oggi “non è colpa nostra se gli cade l’occhio”. Forse però di questi tempi è un argomento troppo controverso.

  11. Mah, il grande Mahatma era un campione di castità, e quindi è perdonato se non gli è proprio venuto in mente che basta diventare una neo-mamma per ritrovarsi, come d’incanto, all’ultimo posto.

    A volte anche per molto tempo, o persino per una intera vita, se il neo-nato, per problemi talora anche molto gravi e irrisolvibili con le nostre povere forze umane e nemmeno per Grazia (perché ci sono altri progetti, lassù…), resta fino all’ultimo respiro un neonato, che ricomincia daccapo ogni singolo giorno la sua strenua lotta per non soccombere al peso atroce della Realtà toccatagli in sorte; almeno quaggiù.

    Ma è sempre meglio restare neo-mamme e neo-nati a vita, piuttosto che diventare (cy)borg perfettamente integrati e funzionali al “Tutto” (o quello che si vuole credere — e, soprattutto, far credere — essere tale).

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