L’attesa della notte

In quest’era di poche guerre e tante medicine, le nostre esistenze spesso finiscono come sono cominciate: muscoli troppo deboli e teste che non comprendono.
Siamo in tanti, della mia età, a seguire coloro che ci hanno preceduto come a suo tempo siamo stati dietro a coloro che ci seguiranno. Abbiamo finito da poco di dedicare la vita ai nostri figli, e ora dobbiamo dedicarla come figli.
Coloro che quella vita hanno voluto conservarsela, e non hanno generato, scopriranno cosa significa essere accuditi da mani mercenarie. Non potranno riprendersi cosa non hanno dato; su di loro solo sguardi estranei, in attesa che faccia notte.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 luglio 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Io “scoprirò cosa significa essere accuditi da mani mercenarie” ma non sono parte della schiera di coloro che la vita “hanno voluto conservarsela”; semplicemente, i figli non sono arrivati (nonostante fosse “tutto a posto”) nonostante ne volessi.
    Sa com’è: c’è anche chi beve amaro tutta la vita.

  2. Senza contare che purtroppo, anche chi ha una figlia come me, probabilmente sarà comunque accudito da mani mercenarie. Difficilmente infatti i giovani oggi resteranno vicini ai genitori, come accadeva nelle famiglie del passato. Sta già studiando all’estero, e quasi certamente lavorerà e vivrà lì.

  3. Sì, Parsifal, chissà questa generazione…
    Lo so bene, GADV; non sempre ciò che desidereremmo arriva. O come figli, o come persona con il quale farli. Eppure penso sarà più amaro per chi, potendo, ha scelto altrimenti.

  4. Cavaliere di San Michele

    Di fronte a queste amare e giuste considerazioni, sia di Berlicche che dei commentatori, la mia speranza e testimonianza è quella di chi ha osservato che chi ha dato la vita, pur senza aver generato biologicamente, chi l’ha diffusa attorno a sé, difficilmente è rimasto completamente solo nell’ora della prova. Anche il sentimento di figliolanza e di fratellanza non è solo biologico, ed ho visto in piccole comunità cristiane che i fratelli soli non sono stati lasciati soli…

  5. Io volevo dedicarla al Signore nel sacerdozio, ho fallito, ed ora sono immerso in un guado, in un pantano, dal quale con la testa vorrei uscire ma sembra che la volontà mi abbia abbandonato o meglio che il vuoto abbia riempito il mio cuore, So che giustamente mi direte che basta volere, ed avete ragione, ma è una condizione difficile da descrivere. Ha ragione, Berlicche, perché in questa situazione in cui mi trovo rischio di vivere e morire solo. Spero che, con il contributo di una mia reazione, il Signore mi aiuti a trovare una luce. Grazie per la riflessione!

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