Cos’è il male

Il male sono io, e nient’altro

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 luglio 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 21 commenti.

  1. A volte penso che l’ipocrisia profonda che trattiene il Male dal mostrarsi davvero per quello che è, il suo ineludibile bisogno di camuffarsi e nascondersi, covi un principio di autoconsapevolezza che potrebbe spingere verso il passo successivo: la vergogna che vira verso il pentimento. Ma no, niente, sublima in autocompiacimento e l’occasione è perduta. Per sempre.
    Peggio del bosone di Higgs.

  2. Questa frase non mi convince, io posso decidere di seguire il male, coscientemente o meno ma non lo sono.

  3. Alèudin

    Forse la frase si riferisce al simpatico signore nell’immagine. :)
    Altrimenti mi unisco a te nel dubbio.

  4. Leggete la frase attentamente, magari non fermandovi alla prima interpretazione…

  5. Curioso che faccia riferimento a sé stesso e poi dica “nient’altro” invece che “nessun altro”. Forse vuole dire che il male non è nelle cose ma negli esseri razionali?

  6. fuochino, ed è vera la tua chiosa, ma…

  7. Il male esiste perché esiste l’uomo, l'”essere razionale” appunto… ma caduto, peccatore, capace di autentica cattiveria, a volte anche senza alcun motivo e nemmeno una qualche logica razionale.

  8. Corretto.
    Ma da dove arriva la caduta, qual’è il peccato originale?

  9. Forse è il tentativo di coinvolgere Dio nel male, accusandoLo in qualche modo, pensando così di potersi “emancipare” e diventare come Lui, anzi, meglio di Lui.

  10. Il peccato originale è voler fare a meno di Dio. Essere “io” slegato da tutto il resto.

    Il male è “io, e null’altro” ;-)

  11. io senza “D”io, che mi ergo a supremo giudice.

  12. Marco Masciovecchio

    Non fare la volontà del Padre.
    Il Battista: ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo.

  13. Non ho mai capito come si possa conciliare la visione tomista sull’inesistenza del male (il male di per sè non esiste, è solo un’assenza di bene) con la sua presenza tangibile, e personificata nel diavolo.

  14. @Parsifal: a mio parere è una questione puramente lessicale, un po’ come quella che ha confuso gli antichi filosofi che non facevano distinzione tra “essere” (nel senso di esistere) ed “essere” qualcosa (predicato nominale che non comporta necessariamente l’esistenza).

    Allo stesso modo San Tommaso vede il “male” (in senso ontologico) come l’assenza di bene; Dio ha creato “ogni cosa”, ma il male non è una “cosa” creata da Dio.

    I diavoli invece esistono (in quanto sono persone create da Dio) e sono i malvagi per eccellenza (quindi, per estensione, “il male”), in quanto hanno liberamente e completamente rifiutato il bene, e per odio e gelosia vogliono che anche noi facciamo la loro stessa scelta.

  15. I diavoli non sono la “personificazione” del male, sono esseri di natura angelica che si ribellano al Dio, e dunque al Bene. Di conseguenza sono malvagi, ma non sono “il” male.

  16. Resta comunque il mistero (quantomeno per me) di chi, essendo stato creato dal Bene Assoluto e conoscendolo pienamente (i diavoli infatti non credono in Dio come sepsso si dice, bensì nè hanno conoscenza), possano scegliere un “niente” come il male.
    E come se un pittore decidesse di strapparsi gli occhi, o un musicista le orecchie.

  17. @ Parsifal 1

    Davvero san Tommaso definiva il Male come assenza di bene e basta? E io che pensavo che questa fosse la posizione di Plotino, cioé di un filosofo pagano, epigono di Platone.

    @ Parsifal 2

    Intriganti le metafore del pittore e del musicista. Sì, anche per me questo resta il nucleo più duro e inscalfibile del mistero di questa “ribellione” primigenia al Supremo, meraviglioso e infallibile Creatore di Tutto. Ma una volta ho letto qui, in un commento del sempre prezioso ToniS, che in realtà gli angeli, tutti, ai primordi della creazione, non godevano della contemplazione diretta della SS.ma Trinità (“faccia faccia”, direbbe san Paolo) come accade invece ora — dopo la prova cui anche loro furono sottoposti — agli angeli gloriosi che condividono con i santi e i beati la pienezza e la gioia ineffabile del Paradiso in questo momento. Quindi avevano la certezza granitica dell’esistenza e della Bontà e Bellezza di Dio, ma non Lo/le conoscevano davvero. Un po’ come i farisei impegnati nella furiosa disputa con Gesù, al Tempio di Gerusalemme, riportata da san Giovanni al capitolo ottavo del suo Vangelo.

    Resta comunque impenetrabile la ragione della insopprimibile riluttanza dei demòni a tornare sui propri passi, a riconoscere l’errore e pentirsi; così come è inconcepibile, almeno razionalmente, la spiegazione della loro totale e, soprattutto, definitiva, impermeabilità alla Grazia del ravvedimento, spinta fino al punto di sviluppare un odio irrefrenabile e distruttivo in sommo grado sia del Creatore che della creazione (pur di “salvare” o “giustificare” quell’anomalia tragica che sono loro stessi, insieme ai loro adepti).

    A questa sorta di avvitamento distruttivo e autodistruttivo diamo il nome di “superbia” e di “invidia” ma è, alla fin fine, un giudizio morale, un’etichetta e un’avvertenza come quelle che troviamo sui bugiardini dei farmaci, più che una spiegazione vera e propria.

    Mi consola la certezza che ci sarà donata un’intera eternità per comprendere a fondo tutto, anche questo.

  18. @marilù
    Guarda sono assolutamente ignorante sulla filosofia, ma a quanto so la visione tomista è appunto questa: il male non ha esistenza in sè, ma è solo privazione di bene.

    Ti ringrazio per le tue riflessioni, che condivido. Quando ci rifletto sopra, mi pare una cosa incredibile. Non sapevo dell’ipotesi di ToniS, ma comunque a me pare inconcepibile che chi abbia conoscenza piena del Bene possa rifiutarlo.Di fatto comunque, tutto il mistero della dannazione è qualcosa che va oltre, quantomeno per me. E spero e prego che siano davvero poche le anime destinate a ciò, lo percepsco come qualcosa di indicibilmente terribile per qualunque essere umano.

  19. Non dimentichiamo che gli angeli, caduti e non, non sono uomini. Davvero possiamo credere di capirli?

  20. Può essere vero, come dice Hadjadj, che la fede dei demoni venga dalla lucidità della loro intelligenza; una fede speculativa, senza cuore, senza “fiducia” in Dio.
    Ma anche la nostra può diventare una fede “demoniaca”, piena di quella presunzione nel poter distinguere il bene dal male per mezzo della sola, a volte anche raffinata, intelligenza che ci è stata donata: una fede “modernista”, potremmo dire oggi, che fa dei cristiani degli atei di fatto.

    “Non scrutare le cose troppo profonde per te e non indagare quelle al di sopra di te; pensa piuttosto a quello che ti è stato comandato”< (Sir 3, 21-22)

  21. @ Berlicche, ToniS, Parsifal

    Vero e prezioso ogni vostro intervento (e suggerimento).
    Grazie.

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