Il problema, e la soluzione

Uno, forse sbagliando, un poco ci spera, nell’uomo. Quando dico che la caratteristica principale dell’essere umano è la ragione, la capacità di guardare oltre l’immediato e alzare lo sguardo, devo però prendere atto che gli esseri umani talvolta sembrano essere merce rara.
Vedo con malinconia tanta gente che sembra incapace di trarre le conseguenze dai fatti più semplici, accecata dall’ideologia. Un piccolo esempio, visto su twitter:
“Il problema è che qui in UK (come in US) siamo molto poco educati persino sulle basi della razza: molta gente non ha idea che la razza è una categoria costruita senza validità scientifica che è stata inventata e rifinita principalmente per opprimere la gente di colore.”
Provate a rileggerla cercando di cavarne il senso, e ditemi se non siamo avanti sulla strada della pazzia. Che tratti della razza è solo un particolare: è la logica che manca.

Aristotele è morto invano, il principio di non contraddizione pare essere roba del passato. Ma quale sia davvero il problema, perché questo accada, è detto in modo molto semplice dal protagonista del video che trovate qui.

Una contestatrice bianca apostrofa un gruppo di poliziotti estremamente pazienti, chiamandoli razzisti. Uno di loro asserisce che sua moglie è nera, e la ragazza lo prende di mira “Puoi avere anche la moglie nera, o un amico nero, ed essere ancora razzista. Non ha a che fare con le conoscenze”, e l’accusa di essere intimidito mentre questo si allontana.
Un altro ufficiale, sembra di colore, interviene: “Non è intimidito… stai cercando di avere una conversazione, ed hai una mente a binario unico? Non ha senso… devi essere in grado di vedere i due lati della storia.”
Lei replica: “Non stavo parlando con lei, signore, stavo parlando al tipo bianco”.
E lui; “Oh, perché io non posso essere razzista, vero?”
Lei risponde: “Sistematicamente no, signore. Sistematicamente il razzismo può solo essere bianco.”
Un altro poliziotto, di pelle ancora più scura, si avvicina. “Lasciami dire qualcosa”.
Lei si ritrae, cercando di evitarlo: “Non voglio prendere il COVID!”
Lui continua: “L’America ha un problema di peccato. Il mondo ha un problema di peccato, signorina. Okay? Gesù ha detto: io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”
La donna continua a scansarsi, parlando e cercando di aggirare il poliziotto.
Lui prosegue: “L’America e il mondo hanno un problema di peccato. E’ da lì che escono razzismo, ingiustizia, e odio e violenza. Non riguarda il razzismo. Legga la Bibbia”, conclude.

Beh, è la verità. Detta da un robusto poliziotto nero di mezz’età in mezzo a ragazzini che, evidentemente, non ci credono. Se mai ci hanno pensato. Se mai qualcuno gliel’ha detto.
Il punto è quello: puoi leggere la Bibbia quanto vuoi, ma prima di tutto devi fare esperienza che tutte le cose brutte arrivano dal fatto che si rifiuta ciò che è buono. Senza questa esperienza, quelle parole non vogliono dire niente .Ti allontani, come quella ragazza. Che se anche le ha udite, molto probabilmente non è riuscita a capirle, piene delle stesse cose che dice di combattere. Per arroganza, ignoranza, perché l’ha letto sui social, perché tutti fanno così.

Ho pochi dubbi che quel poliziotto il male vero l’abbia visto in faccia molte volte. Ma non è con il male, e neanche con le parole che si riuscirà a sconfiggere il male. Perché la ragione, la capacità di guardare oltre l’immediato e alzare lo sguardo, lo stesso essere uomini, dipende dall’adesione a quel Vero, a quella Via, a quella Vita a cui si riferiva l’ufficiale. Vederla attuarsi in chi ci sta di fronte. Desiderarla per sé.

Senza, siamo persi.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 luglio 2020 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 23 commenti.

  1. Ottimo post, grazie.

  2. «Quando dico che la caratteristica principale dell’essere umano è la ragione, la capacità di guardare oltre l’immediato e alzare lo sguardo, devo però prendere atto che gli esseri umani talvolta sembrano essere merce rara.»

    Penso che il tratto distintivo dell’animale uomo, ciò che lo distingue dall’animale e basta, sia la POSSIBILITÀ di usare la ragione. Come il poter accendere una lampadina.

    Che poi la accenda effettivamente, la lampadina, non è scontato.

  3. Mi stona.
    Se è vero che la Fede suppone la ragione, e che la ragione guida la volontà, come fai ad aderire (che è un atto della volontà) se hai perso la ragione?
    Mi sembra che restino il fideismo o un “emotivismo” che non mi pare possano coincidere con la fede cattolica.
    Puoi aiutarmi caro Berlicche?
    Ciao

  4. Esa, la ragione non è che l’hai persa – se non sei impazzito. Non la usi.
    La ragione ti serve per giudicare. Giudichi in base ad una esperienza. Ma la ragione è la coscienza della realtà secondo la totalità dei suoi fattori. Se tu scegli di lasciare da parte alcuni di questi fattori, per scegliere solo quelli che più ti piacciono, allora la ragione non fa più quello che deve. Il giudizio è, potenzialmente, errato.
    Se, per restare nel primo esempio del post, pensi che il colore della pelle non abbia niente a che fare con la razza, trascuri un elemento importante che ti porta a conclusioni errate. Se tu presupponi, come fa la donna del filmato, che il razzismo sia intrinseco dei bianchi e nessun altro e il male arrivi da lì, lasciando da parte gli innumerevoli controesempi, hai un giudizio sbagliato. Rifiuti ciò che non rientra nel tuo errore.
    La fede è riconoscere che la realtà dipende da Qualcun Altro, e questo è possibile davvero (senza fideismo) solo se ne fai esperienza. Ovvero che le cose sono spiegate meglio in questa maniera, funzionano meglio in questa maniera; vedi uomini e donne cambiati, la vita ha un senso. Se tu scegli di ignorare questa esperienza, questa parte del reale, allora la tua fede zoppica, o non c’è. Questa è la tua libertà; cosa usare per giudicare, e aderire o no a quanto hai giudicato. Perché, anche se magari hai tutto chiaro cosa occorrerebbe fare, poi si pecca…

    Sono stato più chiaro?

  5. Si caro Berlicche, ma ciò che hai scritto mi stona ancora di più.
    Ma per argomentare serve del tempo buono che adesso non ho.
    A più tardi.
    Ciao

  6. Mi scusi sig Berlicche. Lei dice che che la frase “Il problema è che qui in UK (come in US) siamo molto poco educati persino sulle basi della razza: molta gente non ha idea che la razza è una categoria costruita senza validità scientifica che è stata inventata e rifinita principalmente per opprimere la gente di colore.” sia incomprensibile. A invece invece pare molto chiara. A meno che lei voglia davvero sostenere che le differenze somatiche e fisiche derivanti dalla provenienza da varie regioni del mondo costituiscano una reale differenza umana anche a livello di potenzialità e caratterisriche del cervello . È evidente che se prendo un ragazzo nato in Kenia e lo faccio allevare in Svezia, egli assumerà modi di pensare, gusti ed educazione tipicamente svedesi. La razza è una invenzione tutta umana , per la biologia Ogni uomo è semplicemente unico e non appartiene ad alcuna razza , se non alla razza umana. Le faccio un esempio : un ragazzo che nasca dall unione tra una cinese ed un africano , che però a loro volta nascevano la prima dall unione di una cinese ed un aborigeno , ed il secondo da una keniana ed un esquimese , a che razza appartiene ? Alla razza umana.

  7. @ Solter

    Mi scusi, ma secondo lei le definizioni da cui parole come “eschimese”, “cinese”, “africano” dipendono, sono state suggerite da stati allucinatori indotti dal consumo di droghe, in uso presso i malevoli accademici responsabili del loro conio?

    Pensi che invece io ero convinta che fossero dovuti a dati di realtà, ricavati dall’impiego dei cinque sensi non alterati o diminuiti in alcun modo, comuni a tutti gli abitanti dei cinque continenti di questo pianeta, e che in più siano bipedi, vestiti, talora calzati, provvisti di lingue parlate e spesso anche scritte o comunque articolate in sistemi complessi di simboli e segni.

  8. erratum corrige (Romani docet… :-/): “(…) che fossero dovutE”, riferito a “le definizioni” del paragrafo precedente.

  9. Caro sig.Solter,
    temo non abbia prestato sufficiente attenzione alla frase.
    Parlare di “gente di colore” e nello stesso tempo asserire che la razza non esiste è una contraddizione in termini. Come definisci il gruppo “gente di colore”? Per la biologia, ogni specie vivente è divise in razze e varietà; o pensa che la differenza tra un chihuaua e un danese sia frutto dell’oppressione dei cani europei nei confronti dei messicani? Un danese e un chiuahua si possono incrociare, e il risultato sarà un meticcio; la sua forma fisica, la risultante dei geni dei genitori. Poi, può anche darsi che “le differenze somatiche e fisiche derivanti dalla provenienza da varie regioni del mondo costituiscano una reale differenza umana anche a livello di potenzialità e caratterisriche del cervello“. Statisticamente e biologicamente può essere, anzi, è praticametne certo: non credo che sia un caso che nella NBA ci sia tanta gente di colore. Ma non è un problema per me, o per qualsiasi cristiano.
    Siamo comunque tutti uomini.

  10. Maurizio Affer

    hmmm no per la biologia non esiste il concetto di razza

  11. In biologia quel concetto è sempre esistito. E anche oggi parliamo di BIOdiversità per indicare proprio tutte “le razze” e “le varietà” con cui una specie animale e vegetale si è adattata all’ambiente…

  12. Maurizio Affer

    No biodiversity parla di specie e genetic variation non di razze

  13. In biologia la razza è un concetto informale (dal 1906) al di sotto di sottospecie, ma ha una letteratura molto ampia. PS: se cercate su wiki non guardate l’italiano, ma ad esempio l’inglese, più serio.

  14. Maurizio Affer

    “The term is recognized by some, but not governed by any of the formal codes of biological nomenclature”

  15. E’ quello che ho scritto, Affer. Ma è comunque ampiamente usato. E, sotto ogni aspetto, quella frase rimane idiota.

  16. Maurizio Affer

    E’ un concetto comodo, no doubt, ma dal punto di vista genetico non ha alcun valore.

  17. No, in un certo senso è il contrario; il suo problema è che ha valore geneticamente, ma non essendo precisamente quantificato è difficile usarlo se non in modo approssimato.
    Mi spiego meglio: la ricerca genetica contemporanea ha verificato che la stragrande maggioranza delle mutazioni presente in una specie tendono a concentrarsi attorno a “punti di accumulazione”, isolati tra loro, che di fatto sono le razze. Ma poiché queste mutazioni sono parecchie, e tra razza e razza possono sfumarsi e mischiarsi, non c’è un modo semplice di dire “questa” è la razza. E un concetto non preciso nella nomenclatura formale non ha posto.
    Non per niente oggi è usato soprattutto nelle razze artificiali, es. cani o mais, selezionate per definire puntualemente un determinato set genetico.

  18. Maurizio Affer

    Sospetto che diciamo la stessa cosa: dal punto di vista genetico non ha alcun valore, non sentirai mai un genetist dire ” ho incrociato questa razza con questa razza” perche’ non vuol dire niente. Funziona per chi incrocia cani o gatti o piante
    “la ricerca genetica contemporanea ha verificato che la stragrande maggioranza delle mutazioni presente in una specie tendono a concentrarsi attorno a “punti di accumulazione”, isolati tra loro, che di fatto sono le razze” non ho familiarita’ con questo concetto e non riesco a capire onestamente cosa voglia dire ma magari sono io che sono indietro con la letteratura: se mi dai un link o qualcosa leggo e poi magari ne discutiamo.

  19. I miei studi di biologia risalgono a un periodo storico nel quale gli accademici non erano ancora del tutto ossessionati dal politicamente corretto. Dunque si parlava (e si scriveva) di “razze”, e non solo in ambito zootecnico…
    Oggi siamo arrivati all’assurdo che, per sradicare il razzismo, occorra prendere la scorciatoia dell’abolizione del termine “razza”. E farlo puntando sul “consenso scientifico”. Tanto che il noto genetista di Harvard David Reich, cui suoi studi sul Dna delle popolazioni antiche, è costretto a dichiarare che “Sì, le razze esistono. Ma non sono ciò che pensano i razzisti”.

  20. Maurizio Affer

    “In his op-ed, Reich explicitly acknowledges that race is a social construct. At several places in the text, he goes to great pains to distance himself from racism, and to point out that traditional ideas of race are contradicted by genomic data (including his own work)…” ‘nuff said

    PS quando hai studiato biologia?

  21. Reich usa una scontata contorsione verbale per non essere attaccato (e distrutto) dall’establishment scientifico. In realtà si riferisce a quei “caratteri” (per esempio l’intelligenza) che non sono presenti nel genoma, essendo solo “costrutto sociale”, caratteri che, se fossero confermati da riscontri genomici, offrirebbero una base scientifica alle derive razziste.

    PS Cinquantanni fa i testi inglesi parlavano di breed o race come di ceppi diversi interfecondi all’interno della stessa specie, attribuendovi un significato genetico compiuto.

  22. Domanda: se per fare “esperienza” serve la “totalità dei fattori”, non sarà che la fede è prima che esperienza, accettare come ipotesi che la “totalità dei fattori” sia data e sottoposta a verifica? E chi la rifiuta può parlare quanto vuole ma errate le premesse, errate le conclusioni e quindi inutile qualsiasi esperienza almeno per chi cerca seriamente la verità?
    La definizione che dai di fede mi stona. È più un principio filosofico che la definizione di fede almeno in senso cattolico.
    Il limite di quanto scrivo è che la fede sembra una gnosi, mentre io penso e vivo come ciò a cui con-formarsi, nel pensiero, nelle azioni incluso l’aspetto emotivo e affettivo ovvero totale dell’umano.
    Non è ancora tempo buono, però mi interessa un tuo parere caro Berlicche.
    Ciao

  23. Esa, forse mi sono spiegato male. Fede è “sustanza di cose sperate, / ed argomento delle non parventi”; ma, per arrivarci, occorre tenere conto di ogni cosa, e questo è il metodo. Non è una gnosi perché non presume una particolare conoscenza, ma semplicemente l’attenzione a ciò che c’è; non è neanche una fede cieca, perché si fonda sulla realtà.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: