Onestà interna

Abolisci la religione, se ti pare. Addossa ogni cosa al governo secolare, se ti pare. Ma non essere sorpreso se un macchinario che non aveva altro scopo tranne quello di assicurare la decenza esterna e l’ordine fallisce nell’assicurare l’onestà interna e la pace.
G.K.Chesterton

Una caratteristica degli idoli è quella di non rispondere mai adeguatamente. Questo perché gli idoli sono fabbricati da mani d’uomo, e l’essere umano, si sa, è fondamentalmente inadeguato. La realtà è molto più complessa di quanto lui possa arrivare a capire, figurarsi poi cosa possa trasmettere a qualcosa da lui realizzato. Abbiamo tutti esperienza di libretti d’istruzioni e macchine rotte.

Questo tanto più vale quando l’idolo non è un oggetto ma una ideologia, un partito, un uomo. Interrogato, messo alle corde, questo prodotto umano fallirà. Non se ne esce, non si scappa; per quanto in gamba si sia, per quanto intelligenti, sapienti, audaci, se siamo idoli falliremo, se crediamo in essi saremo delusi e disillusi. Vale sia per l’idolo muto che per l’idolo parlante. Ce lo chiede l’Europa, ce lo dice la scienza, lo sostengono gli esperti: quante volte ancora dovremo battere il naso?

Lo Stato è da un bel pezzo nella hit parade degli idoli più gettonati. Ci sono stati filosofi e pensatori che gli hanno attribuito poteri quasi divini; come se dalla mente di uomini limitati e confusi potesse mai uscire qualcosa di meglio di loro. Come dice bene Chesterton nella citazione qui sopra, non dobbiamo pensare che ci possa dare la salvezza, o anche solo una ragione per essere migliori. L’equivoco è stato perpetuato da chi usa dello Stato per la sua personale ricerca di potere: fa comodo poter far credere ai cittadini che tutto ciò che fai è giustificato. La tendenza a credersi divinità è radicata nel genere umano fino dai tempi dell’Eden.

Attenzione, però: anche la Chiesa può essere un idolo. Lo è quando confida negli uomini (fossero pure santi, figuriamoci quando non lo sono) e non in Dio. Lo è se pensiamo che basti far parte di essa per risolvere tutti i nostri problemi; quando stiamo ad aspettare che ci salvi, lei.
Mentre non è che un mezzo per farci arrivare un messaggio, il modo per tenere desta speranza e memoria, il luogo in cui possiamo vedere che le promesse non sono vane.
Ma guai a noi, se ci aspettassimo dagli uomini quello che è di Dio; guai a noi, se aspettassimo da un apparato, si chiami Chiesa o si chiami Stato, ciò che è compito nostro fare.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 Maggio 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Questo disegno fa accapponare la pelle! Quid est?

  2. E’ un particolare di “L’Idole de la perversité”, di Jean Delville, 1891.
    http://hugues-absil.com/wordpress/jean-delville1867-1953-maitre-de-lideal/

  3. “Abbiamo tutti esperienza di libretti d’istruzioni e macchine rotte.”

    prima di commentare: ma sei lo stesso berlicche dell’orologio e dell’orologiaio?

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