Vero o falso?

Haran socchiuse gli occhi. Aveva un gran mal di testa; la sera prima, la baldoria era stata forse un po’ eccessiva. Colpa dei suoi ospiti, che non erano abituati alla moderazione; ma lui stesso non aveva esitato a seguire il loro esempio. Aveva vaghi ricordi di corpi nudi in piscina, risate sguaiate, bottiglie vuote. Raddrizzò la testa. Era seduto. Si forse era addormentato sul divano? Era un po’ troppo scomodo per esserlo, però…
…ma questo non era il suo attico. Non era un posto che conoscesse. Sembrava uno scantinato, semibuio, umido, caldo. Detriti, rifiuti, rottami di ogni genere ingombravano il pavimento. Haran cercò di passarsi la mano sulla faccia, e scoprì di non poterlo fare. Le sue mani erano dietro la schiena. Immobilizzate. Con un crescente senso di allarme, mano a mano che la situazione si rivelava ai suoi sensi ancora addormentati, scoprì che non poteva neanche alzarsi. Era su una sedia, e le sue gambe e il suo corpo nudo erano legati ad essa.

…L’avevano rapito?
Si guardò attorno, freneticamente. Il sedile era in qualche modo fissato al pavimento. L’unica parte del corpo che poteva muovere liberamente era la testa, il resto era bloccato. Già gli stavano prendendo dei crampi, non avrebbe saputo dire se fossero la conseguenza dei bagordi della notte o dovuti all’immobilità.

Ricacciò la bile che gli saliva dallo stomaco, provò  a gridare. Ne uscì una sorta di gracidio. Ritentò. “Aiuto! Aiuto!”
Una porta, nella penombra dietro di lui, si aprì. Con la coda dell’occhio colse un movimento, e poi rumore di passi, lenti. La persona appena entrata fece l’ingresso nel suo campo visivo. Sembrava essere un uomo robusto, che vestiva una sorta di tunica scura. Il volto era nascosto da una maschera carnevalesca, di quelle di gomma a basso prezzo, raffigurante un diavolo. Haran provò un senso di terrore acuto. Questo tipo non sembrava qualcuno che fosse lì per salvarlo.

“Grida pure se vuoi. A me fa piacere, e solo io ti posso sentire”. La voce dell’uomo mascherato era bassa, raschiante. “Hai finito di folleggiare, eh? Cattiva idea, quella di mischiare sostanze. Potresti trovarti dove non vorresti.”
“Cosa… cosa vuoi da me?” domandò Haran, tremando.

“Da te? Solo fare quattro chiacchiere. Scambiare idee. Tu ne hai tante, no? Vai in giro a venderle. Fai spettacoli con star del cinema, intellettuali, politici, potenti. Tu esponi il tuo pensiero, in teatri pieni dove le poltrone costano come lo stipendio di un operaio. E’ il tuo mestiere. Sei famoso.”
L’uomo con la maschera girò attorno alla sedia su cui era prigioniero Haran.

“Sei un filosofo. Un pensatore. La gente crede a quello che dici, anche perché ti vendi bene. Sei arguto, spiritoso. E chi dialoga con te ti regge il discorso. Ti fa da spalla. Li scelgono apposta. Non ti piace quando qualcuno ti contraddice, o pone in evidenza gli sbagli che commetti.”
Haran rabbrividì. Questo era un fanatico. Era stato rapito da un maniaco religioso. La specie peggiore.

L’uomo continuò, confermando ciò che il prigioniero aveva intuito. “Il tuo lavoro principale è dichiarare false le religioni. Per te non sono altro che un cumulo di miti, di falsità. Sono come un film, un libro di avventure. Prodotti commerciali, o artistici, niente di più.”

Girò ancora attorno a lui, avvicinò la maschera al suo orecchio. “Per te non sono che menzogne. Tutte. Ma dimmi, come fai a sapere che lo sono? Chi te lo ha detto? Rispondi”.

Ma Haran non rispose. “Se spiego come la penso questo mi ammazza”, si disse. Il silenzio si allungò. Il suo carceriere sospirò. “E va bene”, sussurrò.

Si udì un raschiare, uno sfrigolio, la luce dello scantinato cambiò. Un dolore atroce al fianco, l’odore di carne bruciata, la sua. Urlò. L’uomo mascherato ora reggeva una sorta di piccola fiaccola accesa.

“Fa male, vero? Ma questo è ancora niente, se non mi dai soddisfazione.”

Haran ansimò. “Io…io… sbagliavo… le religioni sono vere… è vero, è tutto vero…”

L’uomo accostò nuovamente la fiaccola al suo braccio.

Quando le urla scemarono, l’uomo continuò. “Non mi interessa la menzogna. Le conosco anche troppo bene, le tue bugie. Non ti salveranno. Ti ripeto la domanda: come fai a dire che le religioni sono false?”

Haran pensò: “E’ folle. Devo stare al suo gioco”.

“Perché è ovvio”, disse. “Non esiste un Dio, non esiste il soprannaturale. Quindi anche quelle storie non possono essere che miti e menzogne, pensate per procurarsi da vivere e per il potere”.

L’uomo con la maschera di demone annuì. “Finalmente butti fuori quello che pensi. Forse non ti sei reso conto però che con le tue parole ti sei descritto esattamente. Tu credi che certi fatti siano menzogne perché tu ti procuri da vivere, ottieni il potere esattamente così. Raccontando storie, fingendo. Quindi pensi che tutti siano come te: avidi parolai, attori. Ma, perché ci sia la menzogna, ci deve essere anche la verità. Se non esistesse la verità non ci sarebbe neanche la menzogna, perché essa è la negazione della verità. Dimmi, allora, qual è questa verità?”

“Io…io non lo so.”

“Strano, sembravi così sicuro sul palco, l’altro giorno, quando la negavi”. La fiaccola bruciava lentamente, con un filo di fumo oleoso. L’uomo sembrò pensare per qualche istante. “Va bene, facciamo un gioco. Si chiama vero o falso. Se tu sai distinguere così chiaramente la verità e la menzogna da sapere con sicurezza cosa sia avvenuto e cosa no, dovresti trionfare in questi giochi. Dovresti andare a qualche trasmissione televisiva, e vincere tutti i premi, faresti anche più soldi che con le conferenze. Cominciamo dalle questioni semplici. Dimmi, l’estensione delle terre selvagge in nord America è maggiore, percentualmente, rispetto a quelle in Africa?”

Haran si umettò le labbra. Era facile. “L’Africa ha più terre selvagge, ovviamente. Falso”.

L’uomo annuì. “Bene. E ora dimmi: Shakespeare e Cervantes, i due più grandi scrittori di Inghilterra e Spagna, morirono lo stesso giorno?”

“Questa la so”, si disse. “Sì, entrambi il 23 aprile 1616”

Il suo inquisitore si lasciò scappare una risatina. “In effetti, non morirono lo stesso giorno, ma a dieci giorni di distanza. L’Inghilterra in quegli anni non aveva ancora adottato il calendario gregoriano, a differenza della Spagna, così il 23 aprile 1616 in Inghilterra corrisponde al 3 maggio in Spagna. E in Africa la percentuale di terre selvagge è molto minore di quelle in nord America.  Hai chiamato vero ciò che è falso, falso ciò che è vero.”

“Ma questi sono giochetti”, protestò Haran, “Non sono importanti”.

“Non sono importanti dici? Perché non c’era nessun premio, nessuna punizione per le risposte. Allora rendiamoli importanti. Mettiamo in palio qualcosa. Se risponderai in modo errato alle prossime domande, io ti brucerò il volto. Prima le orecchie, poi gli occhi, poi il naso, poi la lingua… ma tu, essendo così sicuro di cosa sai, non dovresti avere problemi, vero? Cominciamo: il polo sud di Saturno è di forma esagonale.”

“E’ assurdo, sicuramente falso”

L’uomo accostò la fiaccola al suo orecchio destro, provocandogli una sofferenza immensa. Urlò e urlò.

“Urli, eh? Ormai dovresti averlo compreso. Non sai, ma hai parlato come se sapessi. E questo ha causato del male a tante persone, che fidandosi di te hanno sbagliato a loro volta. Ti assicuro che queste sofferenze sono ancora niente, rispetto a…”

Haran alzò la testa. “Basta! Basta! Falla finita! Il tuo inferno, il tuo paradiso, il tuo dio non esistono! Io so chi sei! Un fanatico! Tu vuoi solamente farmi morire!”

L’uomo rise. “Hai appena perso il gioco. Ogni cosa che tu hai detto è falsa. Il paradiso e l’inferno esistono, e anche quell’altro di cui parli. Io non sono un fanatico, ma un lavoratore a cui piace il suo mestiere…” afferrò il bordo della maschera da demone, se la tolse. Il volto al di sotto era esattamente uguale a quello che aveva indossato fino ad un attimo prima. “E non voglio farti morire. Sarebbe impossibile. Perché, vedi, ieri hai veramente esagerato con la baldoria…”

Le pareti dello scantinato sembrarono dilatarsi, sciogliersi, in qualcosa di infinitamente peggiore e rivoltante.

“…tu sei già morto.”

 

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 Maggio 2020 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 15 commenti.

  1. Ok, ne deduco che il fegato ti ha retto, ma a fatica 😬

  2. mi sono venuti i brividi…..

  3. L’ha ripubblicato su La foglia del Ree ha commentato:
    Una storia su cui riflettere molto (mi ha fatto venire i brividi leggerla), sulla responsabilità che si ha quando si parla. Forse potrebbe stimolare un po’ di silenzio, risuona molto con quello che dicevo nel mio primo post, quando affermavo che coloro che non affrontano ciò che hanno dentro, finiscono per comunicarlo agli altri. Buona Lettura!

  4. Attenzione a mandare gli altri all’inferno… fossero pure parolai confusi miscredenti e goderecci.

  5. Oh, io all’inferno non ci mando nessuno; andare all’inferno è una scelta volontaria.

  6. Le scelte del male per essere davvero tali devono essere consapevoli, e con piena avvertenza. Non mi sembra il caso del povero miserabile del tuo racconto.

  7. Guardati questo link, https://youtu.be/ledJBbRfH8g , e poi dimmi se (secondo te) l’intervistato ha piena avvertenza e deliberato consenso sulle cose che afferma.

  8. Bellissimo racconto. Ne abbiamo bisogno per ricordare quello che spesso dimentichiamo. Grazie

  9. Berlicche Berlicche, e’ sempre piacevole leggerti tra un ticket e l’altro! Devo dire di essere sorpreso, questo tipo di narrativa “fire and brimstone” la vedo molto piu’ spesso tra i predicatori evangelici americani che in Europa. Sembra che i preti europei abbiano poca voglia di parlare del diavolaccio, forse perche’ non fa piu’ effetto. Sono millenni che i religiosi minacciano le torture piu’ orribili per i peccatori (cioe’ quelli che non pagano le decime al prete), purtroppo sembra che ormai solo le vecchiette rimbecillite e in fin di vita abbiano paura del diavolone torturatore stile Dexter. Forse potresti provare ad aggiornare un poco la comunicazione?

  10. Benigni inizierà sulla RAI un ciclo sui Dieci Comandamenti…. Il Signore lo illuminie a noi ci protegga!!!

  11. caro arcidiavolo, non ho una padronanza tale della lingua inglese parlata per poter seguire con l’attenzione che merita il dialogo… potrsti riassumermelo, o rimandarmi ad un testo scritto? Ti ringrazio.

  12. @Berlicche: complimenti per il racconto, è piaciuto molto anche a mia moglie.

    @Parsifal: condividerei il tuo punto di vista se stessimo parlando di una persona reale; ma il signor Haran è un personaggio creato dalla mente di Berlicche ed è ragionevole che il suo creatore sia in grado di giudicare l’imputabilità dei suoi atti… Quanto invece al professor Harari, che *solo accidentalmente* assomiglia al protagonista, che si può dire… sicuramente il buon Dio gli darà numerose opportunità – se ancora non le ha avute – di cambiare alcune delle sue idee e scelte di vita; e gli chiederà conto di come ha usato i doni ricevuti. Come del resto fa con tutti noi.

    @Rettiliano: dovresti aggiornarti, le vecchiette di oggi sono diventate adulte negli anni ’60 e ’70, per la maggior parte di loro il diavolo è solo un simbolo.

  13. Se non ti aggrada, Rettiliano, striscia altrove.
    Comunque per andare all’inferno bisogna fare atto di fiducia in esso. Se ti aggrada, come sembra, fai domanda.

    E’ un po’ lunga da dire, Parsifal; hanno parlato per più di un’ora; sostanzialmente, “tutto è bugia, le religioni sono come il cinema, ma noi siamo fighi perché dio siamo noi”.

  14. @ Parsifal,
    Se aiuta, i sottotitoli si possono attivare anche in spagnolo.
    È un video molto istruttivo, non per i concetti che trasmette ma per imparare cosa pensano i pensatori più alla moda.

  15. Il protagonista del racconto mi ricorda certi soggetti, sopratutto della rete, che fanno esattamente la stessa cosa: Buttare fango su ciò che non conoscono partendo dal presupposto che tanto loro sono il futuro, gli eletti, coloro che salveranno l’umanità.
    Tutti quelli che non la pensano come loro? Dei poveri cretini oscurantisti, che sotto sotto vorrebbero veder sparire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: