Il Filosofo e la massa

Il Filosofo non appartiene alla massa. Il Filosofo disprezza la massa ignorante perché lui sa. La massa si lascia affascinare dal momento presente perché il suo pensiero è approssimativo e inconsistente, a differenza di quello del Filosofo che invece non è mai superficiale. Anche quando il Filosofo sembra enunciare fatti storici distorcendoli e semplificandoli come un bignamino di ideologie passata, non è davvero così: siamo noi, esseri limitati, che non comprendiamo la vastità delle sue conoscenze e la profondità del suo pensiero. Dovremmo essergli grati che non ci accechi con il suo splendore.

Il Filosofo, per esempio, ha la certezza che la religione non sia altro che superstizione che avvolge alcuni concetti utili. Per lui è superstizione tutto quanto non rientra nell’ambito da lui razionalmente verificabile. Quali siano i suoi criteri di razionale verificabilità non è dato conoscere, ma in fondo non importa: tutto ciò che riguarda le religioni deve essere superstizione, perché fatto per la massa ignorante. Che alcuni avvenimenti possano essere davvero accaduti, siano storia, non lo sfiora. Sono impossibili, e basta. Quello che davvero lo preoccupa è che, seguendo i Filosofi a lui precedenti nel rifiutare la religione, gli ignorantoni abbiano finito per buttare via il bambino con l’acqua sporca, ovvero abbiano cestinato anche la morale.

Sì, perché secondo la concezione del Filosofo, le religioni sono state studiate a tavolino per impressionare la massa ignorante – ci tiene molto al termine – e analfabeta. Ottenendo però in tale maniera di oscurare e travisare l’apparato teoretico sottostante. Come sia possibile il sorgere di tale apparato a prescindere dai fatti storici il nostro Filosofo non lo approfondisce, ma tant’è. Se gli  esempi, tipo l’usuale sparata sulle crociate e sulle indulgenze, vi paiono ridicolmente inconsistenti, presi di peso da una propaganda vecchia di tre secoli, è perché siete anche voi parte della massa. Ignoranti.

Attenzione, però, ammonisce il Filosofo: il progresso ha reso possibile anche a voi, popolo, l’accesso alla conoscenza. Anche voialtri gente comune ora potete abbandonare la fede (ovviamente sempre cieca) in una inesistente entità superiore e le superstizioni ad essa connesse; ma, essendo ignoranti, non siete in grado di afferrare che potrebbe essere utile mantenere alcuni di quei precetti che ora sbeffeggiate. Meno male che qui per voi c’è il Filosofo.

E’ proprio lui, il Filosofo, che ci può fare abbeverare alle parole dei profeti Feuerbach e Nietzsche. Ai quali il cristianesimo, pur non avendone capito una cippa secca, stava abbastanza sulla (inesistente) anima: ostacolava la loro volontà di potenza. Già, perché è evidente che l’Uomo può tutto, sa tutto, è in grado di qualsiasi cosa, purché non ci sia qualche prete a ricordargli che è creatura finita. Beh, ciò non vale proprio per tutti gli uomini, che com’è noto sono massa ignorante; quantomeno per i Filosofi.

E’ proprio per venire benignamente incontro a questa massa ignorante, ignorante, ignorante (non sono mai abbastanza le ripetizioni) che il Filosofo, Hegel sulla nube al suo fianco, propone l’Inganno. Sì, Dio non esiste, ma sarebbe più utile si facesse finta esistesse; altrimenti, come si fa a tenere sotto controllo questa massa di beceri convinta che, siccome non esiste una divinità e l’uomo regna, tutto sia permesso? Tsk tsk, non si rendono conto di non essere davvero uomini, loro.

Siccome “Dio esiste” è superstizione e “Dio non esiste” fa crollare la società, il Filosofo propone la sua via: “Dio è dentro di voi”. Ah, illuminazione! Come abbiamo fatto a non pensarci prima! Ora, il becero cristiano (ignorante) potrebbe alzare la manina e far notare che, dai tempi di Eva e del serpente (ok, superstizioni), questo è già stato tentato: è il “sarete simili a dei” che il mitico tentatore ha suggerito là nell’Eden. Suggerimento che poi si risolve in un “fai quel che cappero ti pare”, non poi così distante da quella mancanza di morale che tanto spaventa il Filosofo. Già, perché se Dio è dentro di noi, come facciamo a distinguerlo da quella vocina egoista che ci dice di fregarcene del prossimo? Chi ci indica il criterio oggettivo della morale, se non c’è un Qualcuno esterno alla nostra soggettiva testa umana?

La risposta non può che essere una: è il Filosofo ad indicarcela. Il suo dio interiore ha proprio questa missione, guidare noi massa ignorante.
Toh, il Filosofo ha fondato una sua religione.
Ma, per me, è tutta superstizione. Il Filosofo mica esiste.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 aprile 2020 su diavolerie e cattiverie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 12 commenti.

  1. A prima vista pareva un blog interessante. Dopo aver letto l’articolo, a parte alcune condiderazioni non banali, emerge in effetti una grossolana superficialità storica (crociate, indulgenze, ecc) che condiziona anche il resto della riflessione.

  2. E’ gnosticismo allo stato quasi puro. Noi, l’elite che sa, con la narrazione segreta.

  3. Ruggero Romani

    la volontà di potenza in Feuerbach? devi riscrivere i manuali di filosofia.E tra i fautori della natura illusoria della religione ti sei scordato LEOPARDI…

  4. Romani, se Feuerbach non ha la volontà di potenza, qual è però la sua concezione umana? Prova a guardare meno le dita e un po’ più la luna. Ti suggerisco inoltre di rileggerti “Alla sua donna”, di Leopardi, e di domandarti cosa ispira un certo pastore errante. Conosci quei poemi,vero?

  5. Ruggero Romani

    e lei legga invece questa strofe della ginestra:
    al pensier mio
    Che sembri allora, o prole
    Dell’uomo? E rimembrando
    Il tuo stato quaggiù, di cui fa segno
    Il suol ch’io premo; e poi dall’altra parte,
    Che te signora e fine
    Credi tu data al Tutto, e quante volte
    Favoleggiar ti piacque, in questo oscuro
    Granel di sabbia, il qual di terra ha nome,
    Per tua cagion, dell’universe cose
    Scender gli autori, e conversar sovente
    Co’ tuoi piacevolmente, e che i derisi
    Sogni rinnovellando, ai saggi insulta
    Fin la presente età, che in conoscenza
    Ed in civil costume
    Sembra tutte avanzar; qual moto allora,
    Mortal prole infelice, o qual pensiero
    Verso te finalmente il cor m’assale?
    Non so se il riso o la pietà prevale.

  6. Oh, la conosco certamente, Romani; povera anima infelice, che come tante per la sua arroganza non voleva vedere ciò che comunque il suo cuore gli suggeriva. Leopardi morì “munito dei SS Sacramenti”; quando l’eterno bussa le illusioni cadono. E lei, mi dica: per quale motivo ha tirato fuori Leopardi, di cui nel post non c’è traccia? Anche lei per sviare lo sguardo, negare le evidenze?

  7. Ruggero Romani

    lo sapevo che sarebbe ricorso alla screditatissima falsità del Leopardi convertito in articulo mortis… per citare un altro poeta a lei caro “io udì’ già dire a Bologna del diavol vizi assai, tra ‘ quali udi’ ch’elli è bugiardo e padre di menzogna”

  8. Vediamo bene che lei sa già in anticipo tutto, Romani. E’ per questo che non impara. Trolli altrove, va’.

  9. Per quanto mi riguarda, se penso a quanti geni assoluti e grandi pensatori, nel corso dei tempi, hanno trovato sempre “inconcepibile” l’ateismo – da Socrate a Plotino, da Tommaso d’Aquino a Maimonide, da Galileo a Newton e Pascal, e poi Leibniz, Kierkegaard, Soloviev… – beh, mi dico, è una gran bella compagnia!
    Ma no, che scemo! erano tutti meschini approfittatori, e flirtavano col potere per soggiogare le masse ignorantissime…

  10. Ruggero Romani

    no, Berlicche. è che il suo tipo di cattolicesimo la rende altamente prevedibile… che problema ci sia poi nel accettare che oltre a grandissimi pensatori ed artisti teisti ce ne siano altri, altrettanto grandi, che non lo sono, io non lo capisco.

  11. Romani, è perché sono prevedibile che sceglie sempre di non rispondere a tema, e a distorcere il pensiero altrui?
    Dato che le sue risposte non riguardano mai la domanda, non sarà un problema per i lettori fare a meno dei suoi interventi per un po’. Era avvisato.

    Rettiliano, “mi assicuri”, come? Credo di avere frequentato più messe di te, e non ho mai sentito quei discorsi. Qui in Piemonte abbiamo avuto vescovi “rossi” a non finire; nel mio paese il prete, poi spretato, marciava in piazza con la bandiera di quel colore. E anche dalle tue parti qualche nome lo potrei fare. Tu, invece, i nomi che ti ho chiesto non li hai fatti, per il semplice motivo che non li hai. Prova a fermarti un secondo e a provare a distinguere le stronzate ideologiche da fondo di Repubblica dalla tua esperienza reale. Sempre che tu ne sia in grado, che tu voglia farlo e che tu l’esperienza ce l’abbia. Perché me ne hai contate tante, in passato, che uno si domanda se non esageri un pochino con le cose…

  12. Esatto, lo gnosticismo si rivela esplicitamente nella citazione di Hegel, uno dei filosofi gnostici per eccellenza.
    Il problema dell’articolo è che mescola alcune considerazioni vere (l’apparato mitologico di diverse religioni) con la devozione cattolica (non il devozionismo), che di mitologico ha semmai il fascino ma non la storicità (i miracoli di Lourdes sono uno esempio eclatante al riguardo) né i legami profondi con la teologia (le apparizioni della Madonna si comprendono ancora meglio quando si approfondisce il suo ruolo quale Madre e Mediatrice universale dell’umanità).

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