I giocattoli dei potenti

Coloro che negavano di essere cristiani, o di esserlo stati, ritenni di doverli rimettere in libertà, quando, dopo aver ripetuto quanto io formulavo, invocavano gli dei e veneravano la tua immagine, che a questo scopo avevo fatto portare assieme ai simulacri dei numi, e quando imprecavano contro Cristo, cosa che si dice sia impossibile ad ottenersi da coloro che siano veramente Cristiani.

Lettera di Plinio il Giovane a Traiano, 111 dC.

 

Mi facevano notare, in relazione al post di ieri, che quella a cui stiamo assistendo non è propriamente una persecuzione. Ci stanno ignorando.

Come se non contassimo niente; come se non solo non contasse niente la dimensione religiosa, ma proprio la Chiesa. Oppure come se fossero estremamente confidenti che non ci sarà dissenso, protesta, contestazione.

In effetti chi si adegua al potere, chi crede in un dio che si può tranquillamente adorare al buio della propria stanzetta, in riti virtuali a cui è sufficiente assistere dal divano e basta, fastidio non ne dà. Una fede intima, che non si rifletta sul mondo, o che serva solo per essere un bravo cittadino, onesto, magari dedito al volontariato ma totalmente allineato con ogni legge e ogni decreto, è proprio ciò che qualunque governante, fosse pure il più ateo e miscredente, si augura.

Perché questo governante sa che quando chiederà che si adori l’idolo di turno, si sacrifichi per l’imperatore, questo onesto cittadino sarà in prima fila. Eh, gli è stato chiesto, occorre ubbidire all’autorità.

Solo se si è cittadini di un altro mondo, di un altro regno, di un diverso Re, solo in quel caso si infastidisce. Solo in quel caso si viene perseguitati. Perché ciò che è ragionevole per il re di questo mondo non è ragionevole per il cittadino di quell’altro; e quella cittadinanza è tale che si è disposti a morire pur di non rinnegarla. Vale più della vita, vale più della morte. I cristiani, quelli veri, lo sanno. Anche Plinio il Giovane, in quella impressionante lettera all’Imperatore che citavo all’inizio, se ne rende conto.

La Messa non è uno spettacolo teatrale, come pensano gli ignoranti, coloro che non hanno fede. E’ la memoria reale, tangibile, non virtuale di un fatto. Cristo non ha detto “leggete questo”, o “immaginatevi questo”, ma prendete e mangiate, bevetene tutti.

I tre tipi di persone che descrivevo ieri, i nemici, gli indifferenti, gli sfruttatori, faranno di tutto per cancellare quel fatto. Per nascondere quella memoria, che è l’unica cosa in grado di mettere in discussione il loro potere, il loro dominio, il loro giogo su di noi. Senza di quello, noi non esistiamo. Siamo i giocattoli dei potenti.
Nessun bambino viziato vorrebbe che gli fossero sottratti i suoi giochi. Urlerà, minaccerà, ricatterà. Cercherà di fare sembrare ragionevoli le sue pretese, assurde le nostre idee di verità.

Gli cederemo?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 aprile 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Carmela Mastrangelo

    Avanti con coraggio. Preghiamo perché i vescovi abbiano il coraggio di affermare l’autonomia della Chiesa rispetto allo Stato, così come previsto dal Concordato.

  2. In un trafiletto a pag 28 del Corriere della sera di ieri, leggo che “La Civiltà Cattolica”,, per festeggiare i suoi 170 anni, aggiunge alle consuete 5 lingue anche la versione in “cinese semplificato” (quello adottato dalla Repubblica Popolare – mica quello tradizionale in uso a Hong Kong Macao e Taiwan!).
    “Un (doveroso?) gesto di amicizia”, l’ha definito Antonio Spadaro. Un “frutto dell’incontro amichevole con la ricca tradizione del popolo cinese” scrive Pietro Parolin.
    Posso mettere costoro tra gli indifferenti?

  3. Boccaccia mia, statti zitta

  4. Maria Cristina

    Il tutto ricorda il romanzo “Il Nuovo Mondo” di Aldous Huxley, nel quale i giovani vengono educati dalla élite ad amare lo status quo, il governo del mondo. Gli strumenti sono i più raffinati dell’ingegneria sociale, ossia la psicologia comportamentista: dosare premi e punizioni, soddisfazioni (sesso) e punizioni (paure), conduce i soggetti a comportarsi come lo sperimentatore desidera. Si lavora, ovviamente, dalle giovani generazioni; in questo modo, nel giro di qualche anno, tutto diventa abituale e automatico.”
    (Riccardo Zenobi)

  5. Berlicche, sull’atteggiamento di indifferenza verso problema religioso che si sta affermando sempre di più, non se hai avuto occasione di leggere qualcosa del pensatore più alla moda oggi, Yuval Harari. Ho sentito alcuni suoi interventi su Youtube e credo che dovrò leggere qualcosa di suo in biblioteca (preferisco non dargli soldi), perché è proprio un distillato del pensiero dell’elite intellettuale di oggi, espresso con grande efficacia e in assoluta buona fede. Prova a vedere questa sua conferenza:

    Da 1:23 a 17:43 noterai come accantona con nonchalance tutto il pensiero religioso riducendolo ad una fiction che serviva a creare comunità (peraltro fallendo). E da 35:47 si discute sulle fake news suggerendo che le credenze religiose fanno parte della stessa categoria.

    Da 43:25 a 47:57 nega con molta nonchalance l’esistenza del libero arbitrio riducendo ogni scelta ad una somma di influenze (anche se poi contraddittoriamente dice che dovremmo scegliere le cose da cui farci influenzare – quale sarebbe la parte di noi che opera questa scelta?).

    Lo si può criticare (molto) ma il suo modo di pensare è un distillato purissimo della filosofia dominante del nostro tempo. Ed il suo carattere affabile ne fa anche un ottimo cantore di essa (per questo ha venduto milioni di copie). A sentir parlare un Dawkins o un Hitchens si percepiva sempre una rabbia di fondo e un gelo che impediva all’ascoltatore non prevenuto di empatizzare con i loro odii. Harari è serafico, appassionato ma umile un perfetto paladino dell’umanità (gran parte del suo discorso verte sul difendere le persone dalla manipolazione), e l’ascoltatore vorrebbe saper parlare e ragionare come lui.
    Per questo credo sia importante farci i conti..

  6. Eh sì, ma ho dimenticato il link all’intervista:

  7. Sempre forte Berlicche

  8. zimisce: più che rispondere punto su punto occorre ricostruire una cultura e un modo di pensare la realtà cattolico. Tutte le repliche ai vari argomenti degli atei, lungi dal mostrare l’inconsistenza reale delle loro tesi, sembrano solo scambi di opinioni inconcludenti e infiniti, sui quali si può cavillare a volontà.

    Noi cattolici ci siamo troppo adagiati in una società atea e anticristiana, e abbiamo perso ogni identità religiosa e culturale che mostri come il nostro operare sia del tutto peculiare. Poi gli atei inventeranno sempre delle repliche (un sociologo trova sempre una spiegazione sociologica all’agire di chiunque, spesso anche due o tre), ma non possiamo imbastire un discorso senza una nostra parte propositiva, solo per rintuzzare gli attacchi di chi non ha idea di cosa sia il cattolicesimo.

  9. Oggi pubblicherò un pezzo ispirato da uno di questi filosofi moderni; quello che mi suggerisci, Zimisce, me lo vedrò – se il fegato mi regge – e qualcosa forse dirò.
    La domanda che mi faceva anche mia moglie è: ma come facciamo a spiegare a questi, che non credono, la differenza tra una messa e una piece teatrale? (Io la so, è spiegati bene ad esempio qui, ma, per uno per cui Dio sono tutte balle?) Ci ritornerò sicuramente su.

  10. @ Ago
    Sono d’accordo, non si tratta (solo) di rispondere a questa o a quella argomentazione, mi di (ri)diventare una forza culturale. Volevo sottolineare però l’importanza della “narrazione”. Ogni visione del mondo richiede una narrazione più o meno coerente (si potrebbe anche dire “mitologia” ma come termine è più fraintendibile). Anche chi, come i cristiani, ha la pretesa di esprimere verità eterne, deve fare i conti con narrazioni che funzionano bene in una certa epoca, magari perché rispondono bene ai bisogni degli uomini di quel tempo (almeno di chi si fa domande), e funzionano meno in altre.
    Ora, la narrazione di Harari funziona molto bene nella visione del mondo contemporanea e per questo credo sia importante.
    Con Berlicche recentemente abbiamo discusso delle elite, se abbiano o no un’agenda (prendo in prestito il termine latino dall’inglese).
    Sicuramente i vari gruppi di potere sono ben disposti a scommettere su quelli che sembrano “cavalli vincenti”. Cercate le varie interviste/conversazioni/conferenze di Harari su Youtube.
    In quella che ho indicato sopra, l’host è Natalie Portmann, un’elite del mondo dello spettacolo (sex simbol, laurata ad Harvard, portabandiera del femminismo…). Poi trovate: Harari e Ursula Van der Layen, Harari e Zuckemberg, Harari e il cancelliere di non so che paese ecc…

  11. Edit:
    Mi coreggo, una delle conversazioni a cui ho fatto riferimento qui sopra so non è con la von der Layen, ma con Christine Lagarde (ho confuso le due donne).

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