Benedetta banda larga

La cosa che mi manca di più, in questa forzata limitazione dei luoghi e dei movimenti, è senza dubbio l’Eucarestia.
Vi prego di credermi, non sto facendo l’ultracattolico, non lo dico per farmi bello; tanto più che, agli occhi di tanti, affermare qualcosa del genere ti fa etichettare immediatamente come un pericoloso fondamentalista, tradizionalista e fanatico.
Ma, del resto, che mi manca? I giri in campagna, certo, ma ho la fortuna di un minimo di giardino; gli amici li sento più adesso di prima, e non c’è scarsità di cose da fare. Poco moto, ma per fortuna è Quaresima o avrei già preso dieci chili.

Ma la presenza reale di Cristo, quella non puoi sentirla su Skype. Delle due realtà che distribuiscono pane al popolo, quella più importante è chiusa; e non sto parlando dei panettieri.

Così, come molti che conosco, mi sono organizzato. Benedetta informatica, benedetta banda larga che ci porti la Messa a casa. C’è tanta offerta da cui scegliere.

Qualcuno ha detto che i cristiani non dovrebbero inginocchiarsi davanti ad uno schermo. Concordo: infatti io non mi inginocchio davanti ad uno schermo, ma davanti a Nostro Signore che, incidentalmente, non si trova a venti passi ma a cento chilometri da me; però c’è.
E’ un po’ lo stesso che inginocchiarsi davanti ad una statua della Madonna o di un santo. Non è la statua che stai adorando, ci mancherebbe; è colui o colei che quel pezzo di legno o di gesso rappresenta e ricorda.
Quando i miei figli erano più piccoli e turbolenti a volte ho seguito il servizio divino da una saletta laterale, dove il parroco di allora aveva allestito un televisore collegato con la chiesa principale per pargoli esagitati e relativi genitori; più recentemente, da saloni attrezzati con megaschermi insieme ad altre migliaia di persone che non avevano potuto trovare posto nel pur capiente padiglione principale.
Anche qui, non sono i venti metri o i venti chilometri di cavo che portano parole e immagini a fare la differenza.

So che Cristo c’è; è lì, come i celebranti. Non è un inganno.
Speriamo di tornare presto a gustarlo, che non sia solo memoria.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 31 marzo 2020 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Marina Di Marino

    Si… Speriamo…. Io sono pigra.. E poi prepararsi per uscire.. Insomma non ho mai sentito la messa in modo così regolare.. Tutti i giorni, potrei dire più volte al giorno rosari… E preghiere varie.. Lo so ci sta:”quando uno è in crisi, cosa fa? Dalle mie parti :prega. Si, perché sembra che ogni preghiera venga ascoltata. La preghiera non cade mai nel vuoto.. Quindi, si grida, si implora,” che il respiro della vita non abbia fine ‘. Non abbia fine adesso, per i tanti amici ammalati, e che abbia un abbraccio divino la morte.. Che il Signore si commuova e compia il miracolo… Si è certi
    Certo, i Disegni del Signore sono imperscrutabili, lo so, da quando mio marito è morto, lo so… Ma credo e non m'”importa di ciò che può pensare il prossimo.. Sono io che sono vedova.. Io, dicevo, credo, come di fronte al crocifisso, nella bontà del Suo progetto e disegno
    Però prego lo stesso e chiedo lo stesso.. Basta per favore.. :non solo per me.. Ma per tutti pueti che muoiono e soffrono.. Signore basta…. Per piacere.. Ops
    Per le sante lacrime di Tua Madre cui nulla rifiuti
    E chi muore.. Che vengano tutti da Te

  2. “…davanti a Nostro Signore che, incidentalmente,non si trova a venti passi ma a cento chilometri da me;”

    ma io sapevo che era ovunque… come fai a essere a cento chilometri da lui? sei in caina?

  3. A me manca molto l’adorarlo, a pochi passi da Lui, meditando le Sue parole, o semplicemnete ripetendo la preghiera di santa Faustina, “Gesù ti amo e confido in te”.
    Ma adesso non è il momento, adesso è l’ora della prova, dei fatti. Pazienza se a volte tornano a essere nient’altro che peccati. L’importante è ricominciare, riprendere la veglia, proseguendo la salita.

  4. “ovunque”, r&s, dunque sei un panteista?
    Sai, noi cattolici crediamo in una cosa chiamata “presenza reale di Cristo nell’Eucarestia”. Le cose tipo “ovunque” le lasciamo ai santoni e a quelli che fanno i fighetti avendo dimenticato il catechismo.

  5. r&s: un conto è la presenza di Dio di immensità (vedi: http://www.unionecatechisti.it/Testi/Teodoreto/Quaderni/Quaderno02/Cap01/Q0201_3.htm ) un altro conto è la presenza reale nell’Eucarestia, nella quale è presente Cristo in corpo, sangue, anima e divinità – esattamente come era presente in Israele nel I secolo – sotto le specie del pane e del vino.

    Sono due modi di presenza distinti.

  6. …e si vede che “dove due o tre si riuniscono nel mio nome, io sarò fra loro” l’avrà detto ron hubbard, o swami mutanda…

    (“…quelli che fanno i fighetti avendo dimenticato il catechismo.”
    http://www.museosanpiox.it/sanpiox/catechismodottrinacristiana2.html

    leggi il punto sette e inghiotti le tue parole berli’. non esagerare con la birra.)

  7. Caro r&s, prova a rileggere il post senza farti sviare dai tuoi preconcetti o dalla voglia di far battute, e noterai che si parla di Eucarestia. Corpo e sangue di Cristo.
    Come del resto ti aveva già fatto notare Ago.
    Mi fa piacere comunque che ti prendi tempo per ripassare…

  8. berli’, er corpo e sangue di cristo, “la presenza reale nell’Eucarestia” come dici tu, non passa per televisione… o ti comunichi fisicamente o gnente.

    pèntiti, ravvediti, smetti di dare scandalo ai tuoi lettori, magari alcuni “questi piccoli” che come (forse; comincio a dubitare…) sai è più grave…

    (non dico co’ me, ma almeno co’ s. pio x…)

  9. Non hai accolto, vedo, il mio invito a rileggere. E devo dire che ora mi hai proprio stufato.
    Stanno seppellendo un amico; le piccolezze mi disgustano.

  10. Carmela Mastrangelo

    Ho letto una cosa che mi ha colpito. Ora dobbiamo fare la comunione spirituale. Questo modo di ricevere Gesù va a buon fine solo per coloro che lo amano e sono suoi discepoli. Dunque sforziamoci di crescere nell’amore riconoscente verso Colui che ha dato e dà, ogni giorno,
    la Sua vita per noi!

  11. Maria Cristina

    Trovo che tutti questi discorsi dei preti cattolici su come sia bella la comunione spirituale e come sia la stessa cosa o quasi della Comunione vera , siano solo l’autogiustificazione di chi ha piu’ paura del Coronavirus che ormai reale fede nell’Onnipotente. Anche quei preti che dicono che non importa fare la vera Confessione , basta confessarsi direttamente con Dio .O che non importa morire con l’etrema unzione data dal sacerdote basta un infermiere .
    Mi chiedo perchè nelle altre epidemie della storia i preti si comportarono in modo diverso? perchè allora non comincarono a parlare per convincere i fedeli che non c’erra bisogno ne’ di Messa vera ne’ di Sacramenti veri ma AGIRONO portando questi Sacramenti ai fedeli, anche appestati, anche nei lazzaretti, anche a rischio della propria vita?
    Mi sa che ha ragione VITTORIO MESSOR che in una recente intervista ha detto che di questi tempi mancano alla Chiesa i Fra Cristoforo!
    (A dir vero alcuni Fra Cristoforo ci sono, ma sono trattati dai confratelli come pericolosi e fanatici fondamentalisti, che si ostinano a celebrare la Messa e dare la Comunione, come èaccaduto a un buon padre carmelitano di mia conoscenza!)
    al posto dei santi abbiamo tanti obbedientissimi burocrati , tanti bravissimi parlatori che con le loro ciance ci convincono che la Messa in televisione equivale a quella vera e la benedizione dell’infermiere equivale all’Estrema Unzione.
    Tanti bla. bla, bla. La Chiesa delle chiacchere e dei sofismi.
    Onore a quei pochi fra Cristoforo che non parlano ma agiscono!
    Saranno emarginati dalla schiera dei pavidi e ipocriti Don abbondio!

  12. Ho già detto altrove della mia personale difficoltà a seguire una messa davanti a uno schermo, dove però il problema non è “lo schermo” in sé, ma il mezzo che si frappone tra me e ciò che avviene in remoto, cioè lo sfondo tecnologico dal quale emerge la forma trasmessa di una messa cattolica (o di una benedizione Urbi et Orbi).
    Questo “sfondo” è anti-metafisico, incompatibile col mistero eucaristico della chiesa cattolica, o per lo meno questa è sinceramente la mia percezione (cosa che non avverto quando mi trovo in presenza del celebrante, anche se magari non vedo o non capisco quasi nulla trovandomi obbligato dietro una colonna).

    Non posso incolpare la chiesa di questo (difficile sottrarsi a una tecnica quando diventa una conveniente opportunità), posso solo dire che sembra non avvertire (da Gutenberg in poi) che tecniche e tecnologie nuove non possono essere usate senza sottostare a un adattamento indesiderabile e/o una progressiva perdita.
    E questo è infatti ciò che è accaduto e che sta accadendo. Forse è ineluttabile.

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