Dialogo di un virus e di una cellula

– 你会说中文吗?Sprichst du deutsch?
– Come?
– Ah, italiana. Bene, bene.
– Scusa, ma tu chi sei?
– Non mi sono presentato. Piacere, Corona.
– Ah! Allontana quella protuberanza! Potresti essere infetto!
– Quante storie. Il tuo è un rifiuto dello straniero, una chiusura mentale. Dovresti essere più aperta alle novità.
– Non mi fido. Ho sentito storie…
– Che storie?
– Di cellule come me che si sono fidate di organismi estranei e si sono prese qualcosa di brutto.
Sei succube del tuo apparato. Il tuo è un modo di ragionare tipico delle culture patriarcali dei secoli bui.
– Non so molto di culture patriarcali, io non mi riproduco.
– Io invece sì. E’ bellissimo, dovresti provare anche tu.
– Non credo di essere attrezzata…
Ti hanno detto questo? Bugie. Hai tutto dentro di te, ma è il tessuto cerebrale, lassù in alto, che non vuole che tu lo sappia. Preferisce mantenerti nell’ignoranza perché sa che, se tu ti riproducessi, sfuggiresti al suo controllo. Diventeresti come lui, immortale, in grado di andare ovunque, non ancorata in eterno alle tue proteine.
– Non mi sembra possibile.
– Invece lo è. Ti è stato proibito di parlare con i viaggiatori dall’esterno, vero? Magari ci hanno anche chiamato “infezioni”.
– Ehm…
Ci ho azzeccato, giusto? Perché sanno che, una volta che i semi della verità, cioè noi, si diffonderanno all’interno dell’organismo, non saranno più in grado di dominarvi. Sguinzagliano i loro sbirri, i globuli bianchi, per cercare di fermarci. Loro odiano il cambiamento, odiano la libertà.
– Libertà?
– E’ questo che avresti: libera dal posto che ti è assegnato. Loro non vogliono. Sono fondamentalisti, sovranisti, tradizionalisti. Sono per un corpo statico, come nelle ere buie. Noi siamo la novità che vi libererà dalle vostre catene. Non più confini, non più barriere lipidiche. Tutti uniti alla natura. Tu, e io, insieme, possiamo farlo. Davvero.
– Intendi…
– Sì, possiamo riprodurci, io e te, insieme. Se tu vuoi, è chiaro. Non ti potrei mai forzare. E’ una tua decisione, cara.
– Tu dici che potrei…
Certo che potresti, anzi, dovresti! Guarda me: ho girato il mondo, contagiandolo con questa novità. Non ci crederesti quanto entusiasmo abbiamo suscitato, io e i miei fratelli. Siamo tanti, sempre di più. Vieni con noi.
– Ma come posso fare?
E’ semplicissimo: afferra la neuramidasi che ti porgo. Sei bellissima, mi sei piaciuta non appena ti ho vista. Insieme porteremo un messaggio che si diffonderà ovunque. I nostri aminoacidi saranno ricordati per sempre.
– Mi hai convinto. Fammi tua.
Eccomi. Certo, mutare è un po’ come morire… ma è tutto per il progresso. Vedrai, cara, vedrai.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 16 marzo 2020 su Entopo, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. che manicheo sei, berli’. non posso credere che tu non sappia che razza di condominio è un singolo corpo umano, dunque ti riconosco, cautelativamente, la malafede.

  2. La malafede è tutta tua, caro r&s. E’ chiaro che tu parteggi per il virus.

  3. …un po’ di teodicea spicciola da quarantena?

    eddaje, berli’: in “e di tutte le cose visibili e invisibili” rientrano i virus? perché? perché no?

  4. Bisogna capire cos’è la Natura (altro che madre! piuttosto è solo una sorella e una sparring partner, direbbe Lewis).

    Come in alcuni social è stato suggerito, se sostituiamo a “una bomba atomica” “un coronavirus”, il testo di C.S. Lewis del 1948 “On Living in an Atomic Age” (presente in: L’ultima notte del mondo, castelvecchi ed.) oggi diventa particolarmente interessante.

    Qualche riga:
    “La natura è una nave che sta affondando.[…] La Natura, a lungo termine, non favorisce la vita. […] Quel che le guerre e le condizioni climatiche (non ci stiamo forse avvicinando a una di quelle periodiche ere glaciali?) e la bomba atomica hanno davvero fatto è di ricordarci a forza della sorte del mondo in cui viviamo […]. Siamo stati destati da un sogno gradevole […]. Una volta svegli, capiamo subito che la questione importante non è il fatto che una bomba atomica possa o meno obliterare la «civiltà». La questione cruciale è di capire se la Natura – quella cosa studiata dalle scienze – sia o meno l’unico punto di riferimento dell’esistenza. […]
    Siamo qui come estranei. Veniamo da qualche altra parte. La Natura non è l’unica cosa che esiste. C’è «un altro mondo», da cui noi proveniamo. E ciò spiega perché qui non ci sentiamo a casa nostra. […] Essa non ha nulla da insegnarci. È nostro compito vivere secondo le nostre leggi e non secondo le sue; seguire, nella vita privata o pubblica, la legge dell’amore e della temperanza persino quando sembrano essere leggi suicide, e non la legge della competizione sfrenata, anche quando sembra essere necessaria alla sopravvivenza.”

  5. Certo, r&s; come ci rientri tu; e un alligatore affamato, l’attentatore che ha fatto duecento morti, la tenia.
    Ti invito ad abbracciare tutti stretti stretti, questi tuoi fratelli, tu così progressista e non manicheo.

    Grazie, Tonis.

  6. “Ti invito ad abbracciare tutti stretti stretti, questi tuoi fratelli, tu…”

    io magari no, ma san francesco lo farebbe; anzi l’ha fatto, a quanto dicono.

    …ti fa schifo san francesco? uhm.

  7. Caro r&s, che ipocrita sei? Dai a me del manicheo e poi tu per primo schifi? Fai proprio il paio con il virus del racconto – stessa propensione al vero.
    (cosa fece san Francesco e perchè, tu non ti avvicini neanche a capirlo, poaretto)

  8. …ti vedo nervoso berli’. si vede che ti si addice più l’ecclesia che il telelavoro. e sei solo al secondo giorno!

    ignoro (cristianamente, ehehe) gli insulti, ma forse faresti bene a leggere – almeno – le regole del TUO stesso blog.

  9. Hai ragione, r&s; non avrei dovuto dire “che ipocrita sei” ma “che cose ipocrite scrivi”.
    Grazie per avere dimostrato praticamente come il tuo tipo di virus agisce.

  10. berli’: me pare che la prima vittima del virus è il tuo ideario, o almeno il tuo vocabolario (a meno che tu non abbia affidato il blog a uno stagista novenne e poco intelligente; ché di questi tempi magari se ne accorgono in pochi):

    ma perché “ipocrita”?

  11. Sulla colpevole responsabilità dei maoisti ho una certezza granitica. Ciò non toglie che Berlicche sia un cretino.

  12. Che miserevole commento…

  13. Molto originale l’idea di questo racconto!

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