Salvezza

Quando siamo dell’opinione che il riscaldamento globale debba essere la nostra più grande preoccupazione – o la povertà, o la libertà, o l’Amazzonia, o l’uscita dall’euro, il femminismo, la rivoluzione sessuale, l’aborto, fate voi – stiamo consapevolmente adorando degli idoli. Stiamo deificando una circostanza, un’idea, un’illusione.
Se nell’elenco rientra anche il vostro idolo preferito, ehi, incazzatevi pure. Ma poi dovete giustificarmi questo:

Pensiamo davvero che questi idoli possano darci la salvezza?

Ok, bella frase. L’avete letta, magari avete pure annuito. Adesso fermatevi, facciamo un passo indietro. Sicuri di averla capita?
Che è ‘sta salvezza? Magari è solo un suono, una parola che non sappiamo definire, un’immagine vaga, angioletti e cristi sorridenti in un paesaggio bucolico. E’ ora di capire un po’ meglio.

Treccani la definisce l’essere salvo, che è questo:
salvo agg. [lat. salvus, della stessa radice di salus «salute»]. – 1. a. Che ha superato un pericolo, anche grave, senza subire alcun danno; incolume, illeso, intatto (…) In senso spirituale, che ha raggiunto la salvezza eterna, e non corre perciò più il pericolo della dannazione.

Secondo Wiki, salvezza in generale significa la liberazione da condizioni indesiderabili.

Quindi, la salvezza vuol dire essere esattamente nella condizione che desideriamo, senza che niente possa più toccarci e toglierci da essa. “Niente possa più toglierci” sarebbe la parte “eterna”. “Dannazione” non è che la parola che ricapitola quanto di più distante dal bello, dal giusto e dal vero possiamo immaginare, cioè la massima indesiderabilità. In cui, paradossalmente, cadiamo solo se la vogliamo.

Nei tempi antichi, e talvolta anche adesso, la gente invocava gli dei con sacrifici per ottenere di essere liberati da qualche condizione particolarmente sfavorevole. Io ti do, tu mi dai. Molta gente vede così anche il cristianesimo: se mi comporto bene, ottengo la salvezza.
Gli antichi dei avevano ognuno la sua specializzazione. La dea dell’amore, quello del denaro, e via andare. Le nuove religioni – ambientalismo, gender, tutto quell’ammasso di menzogne che oggi devi credere se non vuoi essere fuori moda – sono ancora più specifiche. La loro pretesa è ancora ridotta: vogliono farti stare meglio solo su un particolare, o nemmeno tu, i tuoi discendenti futuri, o neanche, il pianeta.

Ma le antiche e nuove religioni hanno una cosa in comune: pretendono da te un comportamento. Che sia inginocchiarsi davanti ad una statua o al diritto umano correntemente di moda, non fare figli o eliminare il blasfemo di turno.

La pretesa del cristianesimo è che non è il comportamento che salva. Esattamente l’opposto: tu ti “comporti bene” proprio perché sei salvato. E sai salvo perché sei amato. Non un dovere da compiere, un pagamento di prestazioni: un rapporto d’amore, in cui tutto il resto impallidisce e sparisce. Non te ne importa.
Non è che smetti di avere guai o che le condizioni indesiderabili cessino. Anzi, proprio perché il cristianesimo è così radicalmente diverso le persecuzioni sono garantite. Agli dei antichi e nuovi, e ai loro sacerdoti, non piace essere privati del nutrimento. La differenza è che di questi mali non ti importa più. C’è qualcosa di meglio. C’è qualcosa di più grande. Il cristiano è salvo perché i pericoli non sono più un pericolo. E’ libero anche in prigione. Etimologicamente, il termine ebraico per salvezza ha il senso di “liberazione”. Non si è più imprigionati dal proprio male. C’è di meglio che desiderare, e ottenere, tutto?

Ecco perché se pensiamo che un qualsiasi idolo possa guidarci alla salvezza, bene, sbagliamo di brutto. Le altre religioni sono strade umane, sono tortuose, vanno nella direzione sbagliata, si perdono. Sono parziali. Se percorse in buona fede possono essere un aiuto alla salvezza, ma mai la salvezza stessa.
Non sono la salvezza perché riguardano solo una parte dei tuoi possibili guai, dei tuoi problemi. Gli altri, rimangono irrisolti.

Quindi, hey, non ti fidare dei tuoi idoli e dei loro sacerdoti. Ti stanno usando. A quegli dei che adori non frega niente di te.
Non importa loro che tu sia salvo davvero. Nemmeno saprebbero che cosa fare.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 febbraio 2020 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Carmela Mastrangelo

    Come sempre, molto lucido, chiaro ed ortodosso: complimenti Berlicche! Solo in Lui c’è salvezza.Ed egli ce la dona gratuitamente: basta chiederla e volerla accettare.

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