Dato

Se poniamo la libertà al centro del nostro cosmo, rischiamo di perdere di vista un punto fondamentale.
Cioè che non ci facciamo da noi. Non siamo noi ad avere scelto di nascere; non abbiamo avuto controllo sulla nostra crescita, sul fatto di essere umani; la quantità di gambe, braccia, denti non è determinata da noi. Non il colore dei capelli, per quanto possiamo tingerli. No, neanche il sesso.
Così come non abbiamo deciso dove nascere. Non la storia che ci ha preceduto, non la società entro cui passiamo la nostra esistenza, quale essa sia. Grandi scrittori avevano composto le loro opere ben prima che noi vedessimo la luce, filosofi avevano espresso i loro pensieri, scienziati cercato di capire l’universo. Universo le cui stelle e galassie son ben al di fuori di qualsiasi nostra scelta. Come la stragrande maggioranza dei viventi, o delle cose inanimate, più lontane di pochi passi intorno a noi.

In altre parole che tutto dipenda dalla nostra libertà è una illusione insidiosa e letale. E’ ignorare i fatti. Non siamo al centro del cosmo. In una certa maniera non siamo neanche al centro del nostro stesso cosmo. Quello che abbiamo, noi stessi compresi, ci è dato. Non lo facciamo noi, non l’abbiamo scelto noi, quindi deve essere altro, qualcosa di precedente a noi, a rendercelo presente.

Se crediamo altrimenti, prepariamoci ad essere delusi. Mortalmente delusi. Là fuori c’è qualcosa che non siamo noi, che non possiamo controllare, e che non sopporta la stupidità.

PS: Se pensaste che dopotutto la realtà è una vostra invenzione, allora, chi ha scritto questo post? Se siete voi stessi, cosa volete dirvi?

 

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 febbraio 2020 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 14 commenti.

  1. Marina Di Marino

    ….
    nulla… Per carità… Nulla…. Si impara a ringraziare… Anche solo pef il fatto che ci si affanna a leggere incuriositi.. E poi ci viene anche data la possibilità di rispondere.. E magari veniamo anche letti.. Gioco di esseri viventi e pensanti. Che interagiscono…
    Ma il Primo Essere… Resta l’interesse supremo… Con cui interagiamo.. Magari vergognandoci un po’

  2. “…e che non sopporta la stupidità.”

    interessante congettura. allora suppongo anch’io: molto dipende dalla definizione di “stupidità”…?

  3. xr&s: Congettura darwiniana. Qualcuno dice che è una legge di natura.

  4. Là fuori c’è qualcosa che non siamo noi… E anche là dentro. La settimana scorsa mi sono divertito a tradurre un saggio di C. S. Lewis in cui riflette sull’universo e sul “sè” come due facciate dietro le quali si nasconde lo stesso mistero.

    https://dumlucetsol.wordpress.com/2020/02/12/atronauti-alla-ricerca-di-dio-e-shakespeare/

    Quello che possiamo (e ci è richiesto di) controllare è davvero un piccolo strato.

  5. già. anch’io sogghigno ai darwin award, ma aspetto una spiegazione a: come mai “lo stupido”, inteso come specie, davvero non sembra in pericolo di estinzione?

    sarà perché compie con entusiasmo “crescete e moltiplicatevi”?

  6. È un inno all’ateismo materialista, da sempre nemico del relativismo filosofici che mina l’oggettività della scienza.
    Lo sapevo che eri dei nostri.

  7. Zimisce, il post è privato…

    R&s, perché lo stupido può contare sui suoi appoggi politici. Finché può riempire piazze e barili…

    “Riccadowkins”, hai letto bene?

  8. Grazie, non sono molto pratico di WordPress. Corretto.

  9. È giunta notizia di storpi che si sono messi a camminare, ciechi dalla nascita vedere, addirittura morti resuscitare, ma di stupidi diventati intelligenti e riconoscere Chi ha fatto tutto, niente, non c’è traccia.
    O meglio, c’è un quid che uno ci deve mettere di suo.
    Sarà Che Dio abbandona gli empi a loro stessi e alla loro stupidità?
    Chissà…

  10. Tu segui una tua via con forza e testardaggine, ti fai delle premesse e arrivano, guidate, le conseguenze. Non mi sembri molto libero e forse ti va bene così. Credere nella libertà non è mai stato un assoluto, ma semmai un confronto difficile e cangiante nei tempi e nella società. Siamo liberi sempre in relazione a. Oppure siamo morti.

  11. Caro Rasi, come fai a dire che “non sembro molto libero”? C’è qualcuno che mi sta costringendo? O forse dipende dal fatto che ho opinioni diverse dalle tue?
    In realtà qualcosa ci costringe davvero: ed è la realtà. Possiamo scegliere tra le nostre fantasie e quello che esiste, ma a privilegiare quest’ultime, come dicevo, forse non si è morti ma ci si mette in riga per esserlo (dentro o fuori) presto.
    La definizione di libertà che preferisco è “volere ciò che si deve essere”. Sono testardo in questo? Forse. Non abbastanza.

  12. Una cosa che mi lascia sempre perplessa sono le motivazioni per quali si tenda ed estremizzare ogni concetto.
    Il signore ci insegna che la Verità ci rende liberi.
    Liberi intanto di credere, come di smettere di credere che quella sia la Verità. Se poi si crede che la Verità di Dio sia la Verità vera, allora si è liberi perché liberati dalla paura della morte, che , come ben insegna San Paolo, ci rende schiavi nel senso incapaci di scegliere contro i nostri interessi materiali.
    Ora assunto che la Libertà vera è quella che viene dal credere in Dio , esiste però anche una libertà terrena che per molto tempo è stata oppressa da chi, con la scusa di essere predestinato a governare o comandare, ha imposto ad altri il suo pensiero.
    Questa libertà, che noi oggi diamo per assodata e scontata nei paesi occidentali, è quella che ci consente di scrivere dire pensare e comportarci dovendo solo rispettare le regole che valgono per tutti , e non quelle che valgono solo per noi o per una certa parte della popolazione.
    Libertà ed uguaglianza di possibilità vanno a braccetto.
    Ma libertà (anche per molti atei) non significa affatto irresponsabilità, come purtroppo qualcuno tende sempre ad estremizzare.
    Quindi è vero che della libertà non bisogna fare un idolo, ma attenzione a chi, con questa scusa , quella libertà ti vuole sottrarre , magari dicendo che è per il tuo “bene”.
    Il primo diritto di un uomo, forse il solo, è quello di sbagliare. Per il giudizio poi c’è Dio, giudice finale di ogni uomo.

  13. MariaLT, d’accordo; ma, anche nei post precedenti, ho ragionato quali siano le libertà che occorre salvaguardare. Tutte? La libertà di uccidere un uomo deve essere protetta? Ho il diritto di uccidere un uomo, pur sbagliando, tanto c’è un giudizio finale (a cui peraltro gli atei non credono)?
    Se vogliamo un esempio più sottile, leggersi questo articolo: https://it.aleteia.org/2020/01/03/le-consentement-gabriel-matzeneff-vanessa-springora/
    Le personalità francesi più in vista, i “migliori” intellettuali, firmarono qualche decennio fa un manifesto in favore della pedofilia. In nome della libertà. Tutti d’accordo? Perché a questo conduce la posizione che esprimi.

  14. Sig Berlicche, mi chiedo che tipo di persone frequenti e conosca. Ho amici e conoscenti in tutte le categorie di persone, atei inclusi, e non conosco nessuno che paventi la liceità delle uccisioni delle persone. Se lei si riferisce all’aborto anche tra molti non cattolici ci sono molti che non lo praticherebbero mai. Non sottovaluti i non credenti perchè anche loro spesso pensano al futuro, ai figli ed alle nuove generazioni.
    Piuttosto a volte mi chiedo, e se lo dovrebbe chiedere anche lei, come mai alcuni amici atei o comunque non credenti abbiano a volte sensibilità maggiori, rispetto ai mali della gente che li circonda, rispetto a chi si dichiara credente ma poi volge spesso le spalle.
    Il mondo non è come lei lo descrive, fatto di estremismi, e neanche gli intellettuali sono tutti come lei li descrive.
    E’ ovvio che ci sono anche quelli che lei descrive, ma intanto non sono tutti, e poi anche tra di loro vi sono delle accezioni diverse.
    Io sinceramente mi preoccuperei di più della qualità della fede dei cristiani che della qualità della “non fede” degli altri, perchè se è vero che credere è una grazia è pure vero che nel mondo cristiano c’è un mare di relativismo etico per il quale solo alcuni temi (spesso quelli che ci fanno più comodo perchè non ci riguardano da vicino) sono cristiani, mentre per gli altri si cerca sempre qualche scusa o qualche brano della Bibbia che ci giustifichi, in barba alla Chiesa stessa.
    Le posso garantire che le libertà individuali proprie e degli altri sono l’ultimo dei problemi per un vero fedele, se è un vero fedele.
    Buona giornata

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