La vera fraternità

Qual è la differenza tra la fratellanza che tanto va di moda oggi e l’autentica fratellanza cristiana? Non l’inclusione indiscriminata. Anche Cristo distingue tra i discepoli e gli altri; e quando dice ai farisei che sono non sono figli di Abramo ma figli del demonio non divide forse anche lui, non esclude quelli che non hanno i suoi stessi criteri sulla realtà?

La fraternità cristiana nasce appunto da questo: riconoscersi figli prima che fratelli. Riconoscersi figli vuol dire accettare di essere fatti, di essere bisognosi, di dipendere. Non è un’elite, non una conventicola di gente che conta solo su se stessa.
Riconoscere di essere di un Altro vuol dire non concepire la verità come qualcosa che si possiede, ma qualcosa che viene dato. Che si cerca assieme, che si desidera insieme, che si vuole per chi ci sta accanto, fratello e sorella perché condivide lo stesso padre, quindi lo stesso destino.

Se pensiamo di possedere la verità seguiamo solo noi stessi, andiamo e facciamo quello che ci pare. Ma se questa verità è Altro, allora dobbiamo cercarla e, trovata, andare dove non ci aspettiamo e dove forse non vorremmo.
Fosse anche il martirio, cioè la testimonianza più forte, il riconoscimento più profondo.
Che non sempre è cruento. Talvolta, ci tocca morire un po’ ogni giorno.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 6 febbraio 2020 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Caro Berlicche,
    Cristo, che è la Verità, è lì sotto gli occhi degli uomini. Il Suo corpo nel tempo e nello spazio, si chiama Chiesa.
    Realtà non riducibile al solo aspetto – talvolta miserevole – “umano”.
    Smettiamo di usare la parola “cercare” e usiamo la parola “riconoscere”.
    Perché troppi cercano per stare comodi nel non trovare…
    Ciao

  2. Concordo, è il solito giochetto dei vari filosofoni non credenti che si rotolano in qualsiasi “ricerca” pur di non riconoscere la realtà, che li inchioderebbe alla responsabilità e quindi alla azione. Cercano allo scopo e nella speranza di non trovare.

  3. Ne parlava già san Paolo nel I secolo:

    2 Timoteo 3: [6]Al loro numero appartengono certi tali che entrano nelle case e accalappiano donnicciole cariche di peccati, mosse da passioni di ogni genere, [7]che stanno sempre lì ad imparare, senza riuscire mai a giungere alla conoscenza della verità. [8]Sull’esempio di Iannes e di Iambres che si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta e riprovati in materia di fede.

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