In-Significati

significato
/si·gni·fi·cà·to/
sostantivo maschile
1.
Il contenuto della parola (o, più generic., di qualsiasi mezzo di comunicazione o di espressione), in quanto traducibile in concetti, nozioni, riferimenti.
In linguistica, l’entità del contenuto concettuale definita dalla corrispondenza con il segno linguistico ( significante ).
2.
Il valore di un fatto, in rapporto alle ragioni che lo hanno motivato o alle eventuali conseguenze.

Il significato è ciò che lega il segno linguistico al concetto. Come abbiamo discusso in precedenza, ad esempio qui e qui, c’è chi pensa che questo significato sia liberamente alterabile. Se non c’è legame tra il segno linguistico e l’oggetto che esso rappresenta, quest’ultimo non ha davvero un significato. La parola esprime quello che le voglio fare dire: ovvero, ciò che chi ha il potere vuole farle dire. Le etichette di un supermercato possono essere arbitrarie, possono essere decise senza che esse abbiano una corrispondenza con gli oggetti reali sugli scaffali. Perché mi fa comodo.
In altre parole: sono insignificanti.

Spesso dimentichiamo che, all’infuori del cristianesimo, tutto ciò che è piccolo e debole è insignificante.
In-significante vuol dire che non possiede significato; ovvero, che non ha valore. E’ in balia del più forte: si tratti di un bambino da abortire o abbandonare, un vecchio da dimenticare o sopprimere, un povero, una donna, una famiglia, un matrimonio, un popolo da distruggere. Così era; così è, dove il cristianesimo non c’è mai stato; così sarà, qualora esso venisse dimenticato.

Per il cristianesimo, invece, ogni cosa ha valore perché è voluta. Non è capriccio degli dei, non è materia senza scopo creata da leggi fisiche indifferenti, non è ciò che io voglio o penso. E’ lì perché è stata creata per uno scopo, è lì perché è amata. Amore vuol dire volere il bene, il meglio per l’oggetto di quell’amore. Ogni cosa, ogni persona, per quanto piccola e apparentemente inutile, esiste in quanto amata; è lì perché voluta.

Questo vuol dire che il suo significato non è in mano mia. Che il piccolo bambino spastico e terminale ha la mia stessa dignità, se non più grande. Non ho potere su di lui; non quello di dargli o togliergli significato. Io stesso ho significato: non sono quello che tu vuoi che io sia, ma sono libero, bello, vero.
E’ per questo che il cristianesimo è odiato da chi ha il potere, da chi pensa di potere usare delle cose a suo piacimento. Da chi inganna sul significato delle cose.
Perché dice che il solo modo di essere insignificanti è ostinarsi a negare quel legame di amore.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 12 dicembre 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Ci stiamo dirigendo, allontanandoci dal Cristianesimo, nel regno di satana, ovvero un universo di semiosi illimitata, come in cui è impossibile comunicare, in quanto, in un processo di costruzione di significato, operato in collaborazione da emittente e da destinatari, ognuno inserisce nel contenitore “testo comunicativo” il senso che preferisce, non quello che effettivamente l’emittente intende comunicare attraverso quel testo.

    In pratica, uno sfasamento tra significato e significante, che implica la creazione di un significante assoluto, sciolto da ogni vincolo, poliedrico ma incapace di comunicare, di inviare un messaggio univoco.

    Molti termini che sino a venti anni fa erano considerati fortemente volgari ed epiteti lesivi della dignità di una persona, ora vengono comunemente usati nel linguaggio comune, “sdoganati” anche nell’utilizzo in televisione, in luoghi pubblici e non, anche se creano un certo disorientamento e fastidio a fasce della popolazione, specialmente fra gli over 50, che continuano a percepirli come espressioni triviali e li considerano indice di imbarbarimento della società.

    Inoltre, parole come “matrimonio”, “padre e madre”, “maschio”, “femmina”, “uomo”, “donna”, “sesso”, “genere”, “razza”, “libertà”, “vita”, “morte”, “diritto”, “marito”, “moglie”, “amore”, sono nella nostra società in una fase di metamorfosi, in cui il significante e il significato stanno perdendo il solido legame avuto in millenni di civiltà. Ovviamente se a un termine non corrisponde più lo stesso concetto per tutti, saltano le presupposizioni che ci permettono di intenderci.

    Il fraintendimento crea dissonanza cognitiva, genera emozioni negative, produce entropia dei dati e fa sorgere conflitti su argomenti che un tempo avrebbero prodotto un banale trasferimento di un messaggio

    E alla fine genera in molte menti indebolite dal mainstream la errata percezione di vivere in un mondo senza significato una vita senza senso.

    Uno dei “doni” del demonio all’umanità…

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