Statisticamente improbabili

Un interessante articolo che ho appena letto mette in questione l’assunto che la vita intelligente sia un risultato pressoché certo del processo evolutivo.

Certo, noi uomini ci siamo. Ma il fatto che noi esistiamo non è poi così scontato. Se si presta fede alla teoria dell’evoluzione, noi siamo il risultato di successivi gradini, anelli di una catena che conduce a noi. Per riassumere quelli più critici, il sorgere della vita; l’organizzazione delle cellule; la fotosintesi; la riproduzione sessuale; animali complessi, lo scheletro… e l’intelligenza. Ognuno di questi salti evolutivi si basa su quello precedente, sarebbe impossibile altrimenti. E per quanto ne sappiamo, ognuno di loro è avvenuto una volta sola nel nostro passato. Quanto sia difficile che accadano ci è segnalato dal fatto che questi eventi sono distanti tra loro nel tempo centinaia e centinaia di milioni di anni. Il che li rende davvero parecchio improbabili.
Se diamo ad ognuno di essi una possibilità del 10% di realizzarsi, questo fornisce una probabilità di raggiungere l’intelligenza di uno su dieci milioni. Ma se consideriamo i centinaia, migliaia, milioni di passi intermedi altamente improbabili necessari a raggiungere ogni risultato – i fini aggiustamenti delle proteine, i delicati equilibri… le leggi della statistica dicono che la nostra esistenza non è come estrarre il biglietto vincente della lotteria cosmica, ma estrarlo ancora e ancora e ancora e ancora…

Insomma, la casualità come motore di cambiamento è decisamente poco efficiente. Ci si può consolare come fa l’articolista, con il pensiero di infinite scimmie che scrivono i sonetti di Shakespeare. Peccato che, statisticamente, per completarne anche uno solo non basti tutto il tempo dell’universo. Per quante scimmie ci riusciamo ad immaginare.

Certo, ci sarebbe una soluzione molto più efficiente: pensare che Qualcuno ci abbia voluti, e fatti. Ma non si può: quali sono le probabilità che esista Qualcuno così improbabile come Dio?
Più o meno che esista un essere così improbabile come l’uomo?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 dicembre 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. Il vero problema, tanto per far finta di capire la complessità della faccenda, è che tra un gradino e l’altro (dall’occhio del pesce all’occhio dell’anfibio, per intenderci) non è sufficiente una sola mutazione, ma una coordinazione sincronizzata di diverse mutazioni nel genoma del gameta (le mutazioni di cellule somatiche non si trasmettono alla discendenza). Siccome certe strutture anatomiche o certi sistemi funzionali (la catena di reazioni per la coagulazione del sangue, per esempio) sono caratterizzati da configurazioni di complessità irriducibile, non sono possibili singole mutazioni successive. E tanto per complicare la faccenda, la medesima casualità di multiple mutazioni coordinate e sincronizzate nel genoma di un individuo, deve avvenire nello stesso tempo, nello stesso luogo e in un individuo di sesso opposto per consentire l’accoppiamente e la trasmissione del “nuovo gradino”. Che però non ha ancora superato la prova della selezione naturale. Insomma, per farla breve: non è sufficiente invocare i milioni e milioni di anni per far uscire un coniglio dal cilindro di un prestigiatore. Se continuo a lanciare insieme una decina di dadi e tutti mi danno sempre il 6, anche su lanci ripetuti, allora è irragionevole insistere sul caso e credere che ho una fortuna sfacciata: è più ragionevole credere ad un altro tipo di causa, per esempio all’ipotesi che i dadi sino truccati. Se qualcuno s’incaponisse a credere nel caso, mi parrebbe molto più credulone di chi crede nei miracoli!

  2. xIvan: Concordo sulla complessità – anche la più semplice delle “operazioni” all’interno delle cellule è fatta di operazioni mutualmente dipendenti e irriducibili. Un po’ meno su
    “la medesima casualità di multiple mutazioni coordinate e sincronizzate nel genoma di un individuo, deve avvenire nello stesso tempo, nello stesso luogo e in un individuo di sesso opposto”
    In quanto basta che la mutazione sia trasmissibile, ereditabile. Come questo possa avvenire (specie allo “stadio 1”) è tutto da vedere.

  3. Carmela Mastrangelo

    E’ così evidente che non siamo frutto di una semplice evoluzione, che ci vuole molta malafede per continuare a sostenerlo. Purtroppo la malafede esiste e fa danni!

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