Il vestito della festa

Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. (…) Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Matteo, 22

Sì, sono io quello di cui parlano. I bastardi. Neanche uno che mi abbia difeso, mentre subivo l’ingiustizia. Perché, è chiaro, quella verso di me è stata un’ingiustizia. Forse che quegli idioti addobbati a festa avevano più diritto di me a stare là? No, vi dico. Tutti profittatori, tirati dentro senza sapere neanche perché, senza merito. Tutti bellini con il loro vestito nuziale, gli opportunisti. Ed io, solo per questo piccolo particolare, legato e buttato fuori. Una questione formale, insignificante, e quel maniaco dal cuore duro mi ha umiliato facendomi brutalizzare e mettere alla porta. E pure amico mi chiamava.
Pura violenza. Sapete, quel prepotente mi ricorda proprio le mie ex mogli. Anche loro sempre a lamentarsi di me, che ero disordinato, che non mi lavavo, che non tenevo a loro, che pretendevo solo. Hey, io sono così, che volete da me? Invece no, a frignare che vedevo anche altre donne, le piagnone. Ma quante storie, è nella natura dell’uomo. Non sono per i formalismi, se desideri stare con me devi adeguarti.
Ecco, quel re è esattamente come loro: non si accontenta, non è comprensivo. Con la scusa che offre ti obbliga a fare come vuole lui.
Pretende: ecco, pretende.
Ma chi me lo fa fare, che si tenga la sua festa. Io ragiono di testa mia. Sono libero, io, sono un adulto, ho i miei diritti, nessuno mi può dire come devo vestirmi.
Certo che è buio, qui fuori.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 novembre 2019 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 29 commenti.

  1. Qualche anno fa un biblista mi spiego’ una possibile interpretazione di questo episodio (non ricordo tutti i riferimenti purtroppo)…
    Allora, mi cito’ un passo del vecchio testamento per cui l’ospite forniva agli invitati al banchetto l’abito; quindi il non presentarsi con l’abito nuziale, secondo lui, manifestava un rifiuto esplicito, e non un’impossibilita’ o un disguido.

  2. @riccardo: la cosa bella di questi passi e’ che possono essere interpretati in tutti i modi possibili a seconda di cosa convenga sul momento. Ho conosciuto un prete gesuita che era in grado di recitare un passo biblico a favore o contro qualunque tesi, per quanto assurda fosse. Ho provato a dirgli le cose piu’ assurde, e lui riusciva sempre a trovare un passo biblico a favore e un passo biblico contro. Ovviamente conosceva nuovo e vecchio testamento a memoria.

  3. possono essere interpretati in tutti i modi possibili a seconda di cosa convenga sul momento
    No, se sei onesto con te stesso e con gli altri.
    La Chiesa serve anche a questo: ti fornisce quella che è l’interpretazione corretta tra quelle che in buona o cattiva fede, sono disponibili.

  4. Beh, l’interpretazione di vari passi biblici e’ cambiata durante la storia a seconda della convenienza e della politica del momento. Ai vecchi tempi, la Chiesa usava passi biblici per giustificare schiavitu’, razzismo e cosi’ via, per poi dimenticarsene pochi decenni dopo.

  5. Rettiliano,
    quando dici “Ai vecchi tempi, la Chiesa usava passi biblici per giustificare schiavitù, razzismo e così via”, è una “verità” ciò che affermi?
    No sai, perché a lanciare accuse di falsità alla Chiesa son buoni tutti, ma sempre per sentito dire.

  6. @Tonis

    https://time.com/5171819/christianity-slavery-book-excerpt/

    Non vedo cosa ci sia di strano. Da che mondo e’ mondo, le persone che si definiscono religiose prendono i pezzetti che gli interessano dai testi sacri e ignorano quelli che dicono cose scomode. Lo fanno i cristiani come i musulmani (tantissimo), gli ebrei, gli induisti e tutti gli altri.

  7. Un po’ come gli atei che usano brandelli di storia per costruire un mostro a tavolino a cui dare tutte le colpe del presente – e fare una bella figura loro.

  8. Esatto, non indossare il vestito fornito era segno di rifiuto e polemica.

  9. Tutto ciò, per i protestanti…

  10. Oh, certo, Rettiliano, niente di strano.
    Peccato che, per i Cattolici, non sia così. Il Magistero, come ti dicevo, serve proprio a questo: ad evitare che l’interpretazione del singolo non ti lasci comprendere la verità.
    Ti rimando sulla schiavitù ad un mio vecchio post: https://berlicche.wordpress.com/2007/03/08/liberi-liberi/

  11. “La Chiesa serve anche a questo: ti fornisce quella che è l’interpretazione corretta…”

    oh, e per una volta: viva la sincerità. fratelli vuol dire cugini, e ragazza vuol dire vergine. e “non mangiare i gamberetti” significa “mangia i gamberetti”.

    (d’altra parte, “questo è il mio corpo” vuol dire proprio “questo è il mio corpo”. con accluso certificato istologico!)

  12. Grazie, Enrico.
    E grazie anche a te, r&s. Come faremmo senza di te, uno che sa più e meglio di duemila anni di storici, esegeti e santi? Ecco la dimostrazione della necessità della Chiesa..

  13. ” …duemila anni di storici, esegeti e santi?”

    ma intendi tipo quelli che hanno scelto i quattro vangeli (e bruciato gli altri quattrocento) perché sono volati da sé sull’altare, di notte?

  14. Bravo r&s, studia, veh, che leggi troppo Dan Brown e pochi storici veri.

  15. ma studia che? le cinque vie? il malleum maleficarum? maria valtorta? il lascito di costantino? come si dice cammello in greco, in aramaico, in latino, in genovese?

    (…dan brown lo leggerai te. io ho letto illotempore il libro-madre e ancora sto a ride’)

  16. Pensa che io sto a ride de te…

  17. ognuno ride come sa e come può. raccontami di nuovo quella della gamba ricresciuta, per favore. o quella del cardiologo.

  18. Vedi, r&s, se fossi interessato al vero esamineresti con cura e serietà fatti come quelli che dici. Invece abbondi solo nel riso.

  19. “con cura e serietà”.

    ma tipo – come mi è stato detto illotempore su questo blog – che se “yo el rey” firma allora non può che essere vero…?

    (no, seriamente: ma tu quando racconti degli spini che sanguinano sei serio?)

  20. E tu, quando non credi a ciò che è vero per preconcetto, sei serio?

  21. @Enrico, non so quanto tu conosca bene l’inglese. Quell’articolo e’ parecchio critico verso la Chiesa, ma proprio tanto. Le conclusioni sembrano scritte da un ateo.

  22. @Ricco, vedi che in caso di contraddizione i divieti del vecchio testamento vengono abrogati dal nuovo. Ergo, i cristiani possono mangiare maiale e crostacei, indossare abiti di due tessuti diversi, e cosi’ via.

  23. Non si tratta di mera abrogazione legale, ma di portare a compimento il significato per il quale vennero dati quei precetti. Non è la materialità dell’osservanza dei precetti che serve a qualcosa, ma ottemperare al motivo spirituale per il quale vennero dati: la purità/impurità non è questione osservanza materiale. In questo Gesù porta a compimento il profetismo.

  24. E quale sarebbe il significato del non indossare vestiti fatti di due tessuti diversi? Posso capire il divieto di mangiare maiale o cozze (trichinosi), ma alcuni degli altri divieti erano follia pura.

  25. Tieni conto che si tratta di un messaggio inviato ad ebrei con coordinate culturali di un popolo seminomade del II millennio avanti Cristo che viveva in un luogo preciso del mondo e pensava con certi schemi precisi. Schemi che né io né te conosciamo, e quindi non possiamo chiamare “follia pura” senza confessare ignoranza e chiusura mentale.

  26. Rettiliano
    “…erano follia pura”

    Grossolano errore! Nel Siracide si dice “Il vestito di un uomo rivela quello che è”, perciò Dio ha voluto che il Suo popolo si distinguesse dai pagani che si servivano di vesti fatte di stoffe diverse quando rendevano culto ai loro idoli.
    Poi, in particolare, la proibizione di tessere insieme lana e lino significava proibire di unire insieme la semplicità dell’innocenza (la lana) con la finezza ricercata del lino.

  27. Si, ma come se fosse Antani. Come mai ci sono proibizioni sensate e chiare (non mangiare cozze e vongole che sono pericolosissime), insieme a “metafore” (non mettere la maglia cotone dentro lana fuori) o “altre metafore” (non ti scopare una donna mestruata)? Ah no, in effetti l’ultima ha senso, se le donne a quei tempi diventavano pazze come quelle moderne allora starci lontano era un’ottima idea. Ritratto.

  28. Dio si preoccupa della corruzione dei corpi (siamo fatti a Sua immagine), ma non solo di questo; per cui troviamo prescrizioni “utili” (di tipo, diciamo, igienico-sanitario), e altre apparentemente “inutili”, ma di carattere fortemente pedagogico (per comprendere le quali bisogna avere una certa dimestichezza con l’antropologia e la pedagogia “divina”).
    Poi, è appena il caso di sottolineare come, per il popolo che Dio aveva scelto da alleato nella Sua opera di redenzione, fosse necessario si dedicasse in modo speciale e unico al culto divino. Dunque, le regole e le osservanze dettate da Dio a Israele, hanno riguardato quel piccolo popolo, non tutta l’umanità.

    P.S: fossi in te, eviterei un linguaggio rozzo e grossolano nel parlare di sacre scritture, specie se ne ho una conoscenza limitata.

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