La stirpe di Caino

Come ho già detto altre volte, mi capita di seguire alcuni anime – serie a cartoni animati – giapponesi. Non è roba per bambini; sicuamente non lo è quello intitolato “Vinland saga“.
Si tratta di una storia ambientata tra i Vichinghi, intorno all’anno mille. Anche se sono state prese ampie licenze romanzesche rispetto ai fatti realmente avvenuti, non si può non ammirare una certa serietà di ricerca storica, la ricercatezza dei disegni e la qualità della trama. Trama che ci proietta in un mondo brutale, dove il cristianesimo si è appena affacciato ed è ben lontano dall’avere convertito il nord guerriero.

Nell’ultimo episodio trasmesso la banda vichinga a cui appartiene il protagonista assale un pacifico villaggio, i cui abitanti vengono quindi massacrati a sangue freddo. Il crudo orrore potrebbe spingere a etichettare quanto mostrato come una invenzione narrativa. Non è così.
Gli archeologi hanno trovato decine e decine di casi simili, in ogni paese, in ogni era. Fosse comuni riempite con corpi ammonticchiati, uomini donne bambini, uccisi con un colpo di mazza alla nuca, la gola tagliata, una lancia nella schiena. Segni di tortura. La prassi comune degli scorridori, dal neolitico fino ad oggi.

Talvolta i corpi sono sepolti con più cura, segno che sono i sopravvissuti ad avere raccolto i morti. In altri casi, c’è solo una pila di cadaveri frettolosamente ammucchiati. Ce ne dobbiamo rendere conto: nel corso di quasi tutta la storia questa è stata la fredda normalità. I civili in zona di combattimento vengono massacrati. Senza distinzione e senza pietà. Chi si salva è preso come schiavo.

E sia chiaro; nessuno si aspetta niente di diverso. Il figlio del contadino ucciso che entra nella milizia sterminerà a sua volta altri innocenti nel medesimo modo. Perché non c’è una ragione per non farlo.
Non c’è una ragione per non farlo.
Dalla Cina al Messico, dalla Germania all’Alaska. Il guerriero, il soldato, il pirata uccide. E prova piacere nel farlo. L’uomo è fatto così.

Il trattenere la mano verso gli innocenti, il risparmiare chi non combatte,  il frenarsi negli stupri, nei saccheggi, nelle violenze, potrebbe venire solo da un altro livello rispetto a questo tipo di uomo. Non bastano le morali, le regole. Solo chi sa di far male, sa di mettere a rischio tutta l’eternità ammazzando può avere una ragione per fermare la mano. Solo chi ha scoperto che l’altro, persino il nemico, è un fratello, che non solo non si deve uccidere ma per cui si deve pregare, può arrestare il massacro, l’esaltazione del sangue e della lotta. Pietas. Ciò che è pio, ciò che non poggia sulla stessa materia di cui sono fatte le lame.

Una simile forza ha frenato la stirpe di Caino. Una forza che adesso si affievolisce; ci hanno raccontato che non esiste, non serve, che ogni libertà è lecita. Ritornano i senza pietas, gli spietati.
Attenti a chi si muove all’orizzonte, voi del paese.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 ottobre 2019 su gusto e disgusto, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Maria Cristina

    Non c’ e’ bisogno di tornare a tempi passati , come l’ anno 1000, e tirare un sospiro di sollievo , erano tempi oscuri! Oggi e’ ben diverso! No, il buon borghese non puo’ oggi dormire sogni tranquilli.
    Ancora oggi , dopo duemila secoli di cristianesimo, e anche in paesi cristiani, tali cose accadono. Basti leggere i bellissimi libri dello scrittore Cormac McCarthy, ambientati nei luoghi al confine fra USA e Messico.
    In un suo libro “ Meridiano di sangue”, ambientato ai confini fra Messico e Usa nel 1850, di se una scia di sangue.
    Sul risvoltò di copertina c’ e’ la scritta: E’ il Mistero del Male e della violenza la grande ossssione di McCarthy che lievitare le sue storie ad altezze epiche”

  2. Sui tempi oscuri di oggi, il caso “shoah party” è la prova che denunciare ossessivamente il male e prenderne le distanze, sfruttando social e blog, nei giovanissimi non produce anticorpi morali ma la fascinazione del male, il bombardamento mediatico finisce per generare approvazione invece che repulsione. Questi i frutti del progresso e della libera comunicazione. Qui un punto di riflessione

    https://www.vvox.it/2019/10/19/shoah-party-whatsapp-chat-pedopornografia-siena-padova-minorenni-hitler-razzismo-violenza/

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