Il buio in paese

Il paesino di montagna nel quale passavo le mie estati è sempre più spopolato. La notte ben poche luci rimangono accese; le tenebre e il silenzio regnano sulle panchine di antiche sere. Dove erano pascoli ora c’è un bosco; sono quasi riuscito a perdermi in posti che un tempo conoscevo palmo a palmo, cercando sentieri ora spariti.
Non posso dar torto più di tanto a chi ha abbandonato quei luoghi. Strade difficili, strette, tortuose, negozi rari e distanti e no, niente banda larga. Il lavoro resta quello manuale, il terreno non si presta certo all’agricoltura intensiva e allevare animali è faccenda pesante e puzzolente. Perché restare?

Pensavo a coloro che vogliono a tutti i costi mantenere in vita il modo di vivere primitivo di certi popoli dall’altra parte del mondo, gente che abita dove la vita è molto più dura. E’ strano che ci si batta per mantenere quelle tradizioni di età passate quando, qui, la festa del patrono forse non si farà più; che per quelli s’invochi la Natura matrigna e bastarda che su queste montagne, secolo per secolo, siamo riusciti a regolare nel suo mortifero impeto ad ammazzare i propri figli.

Il dubbio è che sia una infatuazione per ciò che è distante e non si comprende appieno, simile ai nostri sogni di ragazzi sui pirati e gli indiani; la realtà vissuta non è mai così romantica. Ma l’illusione è lo strumento di chi sa come manipolare la testa dell’uomo per i suoi fini.
E’ strano: quelli che premono perché i popoli primitivi dell’Amazzonia non abbandonino i loro costumi ancestrali per la modernità spesso hanno l’ultima versione di telefonino.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 ottobre 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 4 commenti.

  1. «Una delle mie impressioni [sull’isola di Tahiti] era decisamente sbagliata: cioè che i tahitiani fossero diventati una razza malinconica e vivessero nel timore dei missionari. Non ho visto segno di quest’ultimo sentimento, a meno di non confondere il timore con il rispetto. Non solo lo scontento non è un sentimento generale, ma sarebbe difficile trovare in Europa, all’interno di una folla, almeno la metà di persone che abbiano sguardi così allegri e sorridenti. […]

    Nel complesso mi sembra che la moralità e la religione degli abitanti siano molto rispettabili. Vi sono molti che censurano tanto i missionari quanto il loro sistema e gli effetti da essi prodotti. Costoro non confrontano mai lo stato attuale dell’isola con quelli di soli venti anni fa, e neppure con quello dell’Europa di oggi; ma lo comparano con quello della più alta perfezione evangelica. Vorrebbero che i missionari compissero quello in cui non sono riusciti neppure gli apostoli. Laddove la situazione delle persone si discosta da quell’alto punto di perfezione, si getta il biasimo sul missionario invece di lodarlo per quello che ha fatto.

    Essi dimenticano, o non ricordano, che sono stati aboliti i sacrifici umani, l’autorità di una classe sacerdotale idolatra (un sistema di immoralità che non aveva riscontro in nessun’altra parte del mondo), l’infanticidio, conseguenza di quel sistema, e le guerre sanguinose nelle quali i vincitori non risparmiavano né donne, né bambini, e che la disonestà, l’intemperanza e la dissolutezza sono molto diminuite dopo l’introduzione del cristianesimo.

    Per un viaggiatore dimenticare queste cose è una bassa ingratitudine; perché se egli per disgrazia naufragasse su qualche ignota spiaggia, alzerebbe al cielo una devota preghiera affinché gli insegnamenti dei missionari si fossero estesi fino a quella regione.»

    Charles Darwin, Viaggio di un naturalista intorno al mondo

  2. “Ai poveri piace il lusso, agli intellettuali piace la povertà”
    Gli indigeni dell’Amazzonia non hanno aspettato l’autorizzazione dei padri sinodali per dotarsi di cellulare…
    Segnalo un bell’articolo di Tempi che racconta, tra l’altro, i danni della pastorale pauperista:
    https://www.tempi.it/altra-vita-per-amazzonia/

  3. Maria Cristina

    La Regina Antonietta di Francia amava giocare alla “ pastorella” o alla contadinella: vestendo vesti semplici e rustiche, abitando in piccoli padiglioni nel bosco, circondati da prati, amava pascolare gli agnellini , dargli da mangiare, e cogliere le more o le bacche dai cespugli.
    Ovviamente sapeva che , se cambiava umore, avrebbe potuto rivestita di sontuose vesti di broccato di seta, partecipare a feste a Versailles e giocare a carte fino al mattino e discutere coi migliori intellettuali di Francia..
    La vera pastorella o contadinella invece viveva nella miseria piu’ nera e nella sporcizia, era analfabeta, passava la vita a lavorare duramente e sognava, quando li vedeva da lontano, in carrozza, le belle acconciature e vestiti delle dame di corte.
    Cosi’ oggi i veri indios sognano la prosperita’ ’ ,la civilta’ , il progresso, internet e i bei vestiti , mentre le Marie Antoniette odierne alias i cardinali cattolici occidentali ricchi vagheggiano vagheggiano copricapi di piume e riti sciamanici alla Patchamama .
    Non si sa chi sia piu’ ridicolo, comunque sono tutti ILLUSI. La Chiesa cattolica che dovrebbe testimoniare la Verita’ , e’ paradossale si faccia portavoce di una illusione.

  4. Oltre al “mi piace” al post, tre “mi piace” per i tre commenti qui sopra.

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