L’inchino all’idolo

Destano un poco di sconcerto certe prese di posizione, certi documenti ecclesiali, che sembrano suggerire che il cristianesimo non è poi così vero. Che in fondo è una religione come le altre, non tutto quell’eccezionale che si pensava un tempo. Che Dio si sia fatto uomo e sia morto per noi potrebbe sembrare qualcosa di assolutamente nuovo e mai udito prima. Forse però esercita meno fascino di certi idoli sì muti, ma dorati. O verdi.

Una certa parte della Chiesa pare pensare che il cristianesimo abbia bisogno di aggiornarsi per essere al passo con i tempi. In altre parole, non è che Dio non ci sia, è solo un poco senile. Fuori moda. Mi rammenta quanto accadde alcuni secoli fa con il Rinascimento. Il Dio medioevale, centro di tutte le cose, fu spinto improvvisamente ai margini. Gli antichi dei greci e romani, umiliati e abbandonati secoli prima, ritornarono in auge. Con la differenza che nessuno davvero si inchinava di fronte ad essi.

L’inchino all’idolo è in fondo un inchinarsi a se stessi, alle proprie voglie. Solo un Dio assolutamente “altro” è differente da noi. Ma che senso ha inchinarsi a ciò che è Altro, cioè ineffabile, incommensurabile, incomprensibile? Ha senso solo se questo Altro diventa qualcosa di riconoscibile e incontrabile. Si incarna; pur essendo Altro si fa prossimo.

Inchinarsi all’Eucarestia non è piegarsi ad un idolo. E’ riconoscere che lì è il nostro destino. Certe liturgie fantasiose potrebbero anche essere accettabili se fossero fatte con vero amore per Chi ne è il protagonista, e non per desiderio di rubare a Lui la scena. Una messa celebrata con briciole di pane e acini schiacciati in una prigione di regime può essere più santa di una messa cantata in Piazza S.Pietro. Non è questione di paramenti, ma a Chi guardi. E’ sempre lì il punto: dove sta il cuore. Un anello di plastica regalato al proprio amore può essere infinitamente più prezioso di un diamante incastonato. Sì, i diamanti aiutano a dire che un regalo è prezioso, ma tutto dipende da cosa rende prezioso il dono. La bellezza non è sempre quello che pensiamo.

In fondo è come quegli amori finiti che cercano di sembrare vivi con fantasie sempre più improbabili, trucchi e vestiti. Quando invece basterebbe tornare a quel fascino iniziale, a quel primo momento in cui si è riconosciuto il proprio destino assieme all’altro. Il guaio è quando non si è mai creduto che quella storia potesse durare in eterno, e promettendo fedeltà già si cercava una via di fuga.
Così accade anche oggi. Se Dio non è tutto, se lo troviamo vecchio, allora ci si permette amori diversi, apparentemente più giovani. Scappatelle, finché una sera ci si dimentica di ritornare.
Ma la bellezza di Dio non sfiorisce, a differenza delle altre. Egli è eterno, e solo uno sguardo fatto d’eterno può amarlo davvero.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 8 ottobre 2019 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 16 commenti.

  1. Maria Cristina

    Le parole attribuite da Scalfari al papa, cioe che crede in Gesu di Nazaret uomo e non Dio, anche se sono state smentite, spiegherebbero molti comportamenti. Se io credo in Gesu’solo uomo e non dio, posso inchinarmi agli idoli e nello stesso tempo non inginocchiarmi alla Consacrazione. Purtroppo questo neoarianesimo spiega molte cose, spiega perche’Gesu’ crocifisso sua considerato divisivo e percio’rimosso, spiega perche’si sia potuto affermare che Dio ha voluto tutte le varie religioni. Un Gesu solo uomo e non Dio fa comodo a molti: le invenzioni di Eugenio Scalfari si attagliano perfettamente a quel che vediamo succedere. Ci dicono dalla Sala Stampa che non sono vere quelle parole ma liberamente interpretate, ma cio’che vediamo le confermano.

  2. Io posso solo sperare e pregare che non siano vere; ma purtroppo lo stato delle cose è che possano essere ritenute verosimili. Là sotto brindano.

  3. Berlicche, Berlicche… quell’articolo è utile a tuo zio…
    questo è un articolo che spacca i calici con cui là sotto brindano:
    https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/il-vaticano-corregge-scalfari

  4. Paola, forse non mi sono spiegato. Il fatto che possa essere ritenuto verosimile è il vero successo là sotto. Vuol dire che si è lasciato troppo spazio all’ambiguità. E su certe questioni non ce ne deve essere.

    Se venisse da me un amico e poi questo si permettesse di raccontare in giro che il mio pensiero su certi argomenti, che so, quanto amo mia moglie, se la tradisco eccetera, è all’opposto di quanto io gli ho confidato, quell”amico” lo piglierei a calci in culo di qui fino a casa sua, e lo obbligherei a smentire, dicendo anche chiaramente, a beneficio di quelli che mi conoscono, come stanno davvero le cose. Repetita juvant, non citando un discorso di 5 anni fa. Non lo farei fare ad un altro. Non continuerei a dare confidenza a quel'”amico” che, se NON ha detto il vero, è il mio peggior nemico.
    Poi, quanti leggono Repubblica, e quanti Avvenire?

  5. Capisco…
    1. l’articolo a cui facevo riferimento nel mio commento precedente è quello del reverendo teologo cappuccino di fama internazionale
    2. tu non sei il Papa… esistono codici di comportamento…

  6. Paola, non è che se non se ne parla non avviene. Ci sono fatti che non è possibile negare.
    Quanto ai codici di comportamento, quale codice è più importante di chiarire i dubbiosi e non scandalizzare ai piccoli?

  7. Maria Cristina

    “ “ Il Vaticano corregge Scalfari”
    Il titolo e’ falso perche’ il Vaticano non ha corretto affatto Scalfari ha solo detto che le parole riportate sono una “ interpretazione libera e personale”
    Il Vaticano non ha detto quale e’ ’ la versione giusta, il Vaticano non ha detto quali furono le vere parole del Papa, il Vaticano non ha denunciato Scalfari per falso, il Vaticano non ha corretto un bel niente.
    Inoltre e’ credo la quinta volta che a provale di Scalfari seguono smentite. Errare e’ Umano ma perseverare e’ diabolico : se per ben quattro volte un giornalista riporta erroneamente le tue parole perche’ dargli una quinta intervista?
    Ormai la storiella non sta piu’ in piedi o pensano che siamo tutti fessi? Cattolici si’ ma fessi no .
    Da fedele esigo che il Vaticano metta un microfono per registrare il prossimo incontro Scalfari-Francesco.

  8. Berlicche, l’unico codice di comportamento a cui intendo fare riferimento è che il Papa ha un ufficio stampa e tu e io non ce l’abbiamo…
    Se un dubbioso viene da me sicuramente non lo confermerò nel suo dubbio, ma mi guardo bene dall’andare a cercare i confusi per trasformarli in dubbiosi. Vado a lezione qui: https://www.medjugorje.ws/it/messages/all (questo non significa che io sia un’allieva modello…)

  9. Se un’importante giornalista di Le Monde, avesse falsato ripetutamente l’opinione di Macron su questioni chiave, compromettendo gravemente l’immagine del Presidente, sarebbe scattata subito l’intimazione all’immediata rettifica, poi la richiesta di formali scuse, infine una diffida e una denuncia.
    Per il Papa invece, e su questioni fondamentali, da anni ci dobbiamo accontentare di generiche contestazioni da parte di un’addetto stampa… Bah.

  10. Quantomeno la notizia è che da due anni non si vedono.

  11. Ci sarebbe una semplicissima e correttissima cosa che tutti in genere fanno: prima di pubblicare su Repubblica le parole di una intervista al papa ( al Papa! Non a un privato cittadino!) il giornalista Scalfari dovrebbe essere tenuto a mandare al papa stesso il testo che il giorno dopo sara’ pubblicato. A questo punto il Papa potrebbe correggere gli errori piu’ marchiani e i malintesi nonche’ le eclatanti eresie PRIMA esca a stampa l’ intervista.
    Davvero nessuno in Vaticano ci ha mai pensato??Ma davvero? .. Oppure e’ proprio cosi’ che vogliono che vada : sparata poi smentita, sparata poi smentita…..sparata poi smentita..per infinita….

  12. Signor Berlicche, è verissimo. Condivido e approvo e mi sento indegnamente privilegiata dal fatto di credere che avere Dio è avere tutto e che senza di Lui, non ho nulla.

  13. Una cosa che colpisce molto è che Papa francesco è papa da 6 anni e mezzo. Più o meno tutti i giorni fa una omelia durante la messa quindi si parla di circa 1800 omelie “semplici”, e sotto al suo papato ci sono state , solo contando le feste più famose (pasqua , pasquetta, avvento, vigilia , natale, etc etc), almeno duecento omelie più approfondite tipiche di certe ricorrenze.
    Nonostante tutto alcuni blog e siti cattolici non hanno mai trovato una frase o una parola o una affermazione di Papa Francesco su cui fosse possibile costruire un articolo positivo. Anzi….molti, durante queste ricorrenze, ripubblicano vecchie omelie dei papi precedenti.
    Neppure quando le sue frasi (come il fatto che l’aborto fosse un omicidio fatto da un sicario) erano evidentemente nel verso più “tradizionale” , esse sono state riportate e sono state oggetto di approfondimento
    In compenso ogni frase o evento considerata negativa è stata amplificata all’ennesima potenza, con articoli su articoli e commenti su commenti , alcuni anche poco consoni al linguaggio di un una persona di fede cattolica, e cioè di un discepolo di Gesù Cristo, un Dio che si è lasciato docilmente uccidere.
    Ci sarebbe molto da riflettere sulle cause di questo astio, decisamente contrario all’essere un sincero cattolico. Evidentemente il demonio utilizza proprio coloro che ritengono di essere giusti per dividere la chiesa e gettare il seme del sospetto. La Chiesa che si divide da Pietro è l’obiettivo primario del Demonio, che fa leva sullo zelo e sulla cultura cristiana di alcuni per trasformali in durezza di cuore ed incredulità nello spirito.

  14. Riguardo le omelie e i contenuti dei suoi interventi:

    https://denzingerbergoglio.com/

  15. Insomma, deve essere tutto pro o contro Francesco?
    Cerchiamo di vivere NOI il cristianesimo, con tutto il cuore e con tutta l’anima. Gli idoli possono assumere molte forme.

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