Nel regno dei ciechi

Dopo una notte insonne, insulse incomprensioni e piccoli inconvenienti a raffica, è normale che ci sia un po’ di malumore. La magnifica vista delle montagne limpide nell’aria mattutina lo stempera un poco, anche se dentro si brontola “vorrei essere lassù” e non qui dove il dovere chiama. Così, permettetemi di crogiolarmi qualche istante in un minuscolo momento di trionfo, e di pronunciare quelle due brevi odiose parole che siamo soliti associare alla spocchia: “avevo ragione“.

Sulle prime avevo fatto poco caso alla notizia. Uno studio di alcuni anni fa legava la religiosità alla mancanza di generosità. Ora questa ricerca è stata ritirata, con tante scuse, dai suoi estensori. Fuffa, hanno dovuto ammettere. Quando ho letto per la prima volta l’accaduto non ci avevo pensato, ma poi improvvisamente mi si è accesa una lampadina nel cervello. Io, quello studio l’avevo criticato su questo blog quando era uscito, portando le stesse ragioni che ora hanno costretto i suoi autori al ritiro. Ops.

Ora, perché ci sono voluti quattro anni? Io non sono uno statistico, non sono un genio matematico, non sono un professionista di sociologia. Sono semplicemente una persona che sta attenta alla realtà, che non si beve acriticamente tutto quanto legge o ascolta per quanto griffato ed è abituata a individuare gli errori, i punti deboli, le truffe consapevoli. E’ il frutto di una educazione; mi è stato insegnato, ed io cerco di allenarmi un po’ ogni giorno. “Non conformatevi alla mentalità del mondo”, dice S.Paolo. “Domandate il perché di ogni cosa”, ricordava don Giussani. Non accontentatevi.

Se qualcosa vi suona strano, o al contrario è persino troppo bello, è il caso di insospettirsi. Di approfondire. Andare alle fonti, trovare i nessi, analizzare.
Se l’ho capito io, che qualcosa non andava, avrebbero dovuto accorgersene anche i professionisti: le peer review, le redazioni scientifiche, tutti coloro che hanno bevuto e pubblicato acriticamente lo studio magari con un brivido intimo di soddisfazione.
Non escludo che alcuni, pur accorgendosi delle inconsistenze, l’abbiano mandato avanti lo stesso. Più che cecità selettiva, lo sguardo del meschino. L’onestà intellettuale è merce rara, specie tra chi ritiene che il fine giustifichi i mezzi.

Riarrotolo la coda di pavone. A ben guardare non ho fatto poi niente di così eccezionale. Ma “in regno caecorum…” Deh, anche un solo occhio, e miope, a volte dà qualche gioia.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 ottobre 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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