Uomini senza musica

L’uomo che non ha musica nell’animo
né si commuove alle dolci armonie,
è nato ai tradimenti, alle rapine,
al malaffare, ha foschi e tenebrosi
come la notte i moti dello spirito
e più neri dell’Erebo gli affetti.
Mai fidarsi di uomini siffatti.
Ma ascoltiamo la musica.

W. Shakespeare, “Il Mercante di Venezia”

L’universo non è stato creato, esiste solo per un mero caso.
Come la nona di Beethoven, o un quadro di Bruegel.

 

“The man that hath no music in himself,
Nor is not moved with concord of sweet sounds,
Is fit for treasons, stratagems and spoils;
The motions of his spirit are dull as night
And his affections dark as Erebus:
Let no such man be trusted. Mark the music.”

The Merchant of Venice (V, i, 83-88)

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 settembre 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 39 commenti.

  1. Se il tutto è stato creato chi ha creato il creatore?
    Che se mi dici che il creatore è eterno sempre esistente applicando lo stesso ragionamento di rispondo che no è il mondo che è eterno….

  2. Marina Di Marino

    La parola ‘caso’ non mi piace… Non mi piace proprio…

  3. Il creatore dell’universo dev’essere uno scienziato pazzo, molto abile ma con scarso senso di responsabilità.

  4. E invece no, è il creatore della scienza, perfettamente ragionevole e con il senso perfetto di responsabilità.
    Il punto è che non deve renderne ragione a te.

  5. La scienza perfettamente ragionevole è un mito ottocentesco e capitalista, una divinità fasulla che crea superstizione e occulta i suoi veri scopi, infonde una pseudo morale relativa e precaria, illude col progresso tecnico di operare per il bene umano.

  6. la nona sinfonia di beethoven non è stata creata da un creatore solo. è il – anzi: “un” – prodotto di infiniti eventi casuali, milioni di ingegni – anche in conflitto fra loro, piuttosto che in cooperazione -e di miliardi di fantastiliardi di prove ed errori.

    vale anche per l’universo.

  7. vorrei ritirare, in parte, l’ultimo periodo: tolgo gli ingegni, di cui – questo piccolo e periferico pianeta escluso – per il momento non si hanno indizi.

  8. Eppure, stranamente, la chiami anche tu “di Beethoven”.

  9. hai specificato tu per primo. quanto ho osservato vale anche per la nona di mahler e per la nona di scannagatti il cigno di caianiello. e naturalmente per il caro vecchio orologio.

    (anche se dico “rigoletto” vuoi vedere tutto lo stato di famiglia? non credo, dai)

  10. Ma tu l’hai usato, caro r&s; “di Mahler”… non credi a quello che dici, perché sai che non è vero.

  11. ma io dico un sacco di inesattezze al precipuo scopo di “famo a capisse”!

    l’odissea di omero, il vangelo di luca, il carro di tespi, l’oro di bologna…

  12. (…ma quindi tu sostieni che se beethoven fosse nato prima – o invece – di bach avrebbe ugualmente scritto la nona sinfonia?)

  13. Non è importante. Sono solo “se”. Quello che è certo, è che “quella” nona l’ha scritta lui.
    Il resto, fuffa.

  14. ma non ha “creato” un bel pezzo di niente. ha scritto un programma. in un linguaggio che esisteva già. con un set di istruzioni che esisteva già. per un apparato complesso di macchine complesse che esistevano già, condotte da operatori superspecializzati che esistevano già. di tutto questo non ha progettato né ideato né tantomeno “creato” nulla* ** ***.

    (a berli’ pari quello della barza del gancio per paracadutisti…)

    * una parabola comprensibile e adatta all’uditorio, spero.
    ** gli si riconosca di aver introdotto il cannone; ma non l’ha inventato né tantomeno “creato”.
    *** wagner, tutt’al più. ma non ha “creato”, ha modificato un po’ l’hardware. sempre però nell’ambito delle conoscenze e del budget del tempo suo. con risultati discutibili.

  15. Certo, r&s, la creazione vera è un’altra cosa; ma tu non la riconosci, quella vera, quindi di che parli?
    r&s, provaci tu, comunque, con quei pezzi a sub-creare.

  16. “provaci tu, comunque, con quei pezzi a sub-creare.”

    ma guarda che sono cose che si insegnano e si imparano. ci sono scuole apposta, e oggigiorno anche le macchine sanno farlo.
    quanto a me, io non so nemmeno sostituire un rene (quasiquasi manco una lampadina, ormai!), ma questo non fa di coloro che sanno farlo dei semidei o dippiù.

    “ma tu non la riconosci, quella vera, quindi di che parli?”

    touché. parlo di chi è così desideroso di vederla che la vede anche dove evidentemente non c’è. scusa eh.

  17. R&S, io vedo che le cose ci sono. Tu sembri dimenticarlo.
    Se per te la nona è un caso, senza unvero autore, allora tantopiù lo è anche ogni tuo commento, ogni particolare della tua vita.
    Quindi, scusami se ti ignoro: per tua stessa scelta, sei indistinguibile dal rumore bianco.

  18. ma io non ho detto che non ha un vero autore: io ho detto che ne ha milioni!

    (“io vedo le cose che ci sono.”
    berli’, tu scegli di illuminare ciò che fa comodo alla tua tesi. oggigiorno molti lo chiamano “cherry picking”. a me l’espressione non piace molto, ma riconosco che funziona)

  19. Ti risponderei, r&s, ma non riesco a riconoscere quello che è tuo in mezzo ai milioni d’altri.
    A me le ciliege (cherry) piacciono. Tu fai pure senza.

  20. non fa niente berli’. l’importante è il concetto, non chi lo concepisce – e tanto meno chi lo espone. ruminatelo, male non ti farà.

  21. Ma se il concetto non l’espone nessuno, come facciamo ad apprenderlo?
    Secondo la tua concezione puoi fare a meno di Bruegel e di Beethoven. Se tu prediligi quel tipo di mondo, fatto di tanti piccoli pezzi inerti di grigio medio, accomodati. Io preferisco tenermeli.

  22. io posso cantare freude schoner, o the house of the rising sun senza averle scritte – e addirittura senza che nessuno sappia chi le ha scritte.

    posso pure dire amor che a nullo amato amar perdona, e il fatto che lo dica io non lo verifica né lo falsifica. e nemmeno il fatto che lo trovi scritto su un muro di un bagno.

    a berli’, “espone” è molto diverso da “concepisce”, a ancor più da “crea”.

    sei passato dalla supercazzora alla caciara – padronissimo, ma non credere che non si noti.

  23. Ah, canti queste cose? Cose che “nessuno” ha scritto, e che tu tiri fuori dal nulla? O, piuttosto, l’opera di qualcuno che cerchi di negare?
    Ma tanto con la tua concezione, non sei neanche “tu” che canti, perché hai scelto di non volere esistere.
    PS: forse non ti rendi neanche conto di quanto tu non faccia che contraddirti: ogni volta che usi un pronome personale, o citi un’opera d’arte, ti smentisci. Non credi a quello che dici…

  24. berli’: chi ha scritto the house of the rising sun?
    chi ha scritto la marsigliese?
    chi ha scritto rigoletto?
    chi ha scritto (eheh attenzione domanda trabocchetto) la nona sinfonia di beethoven?

  25. Questa era la domanda per te, r&s. Anche solo scrivendo “chi ha scritto” neghi le tue affermazioni precedenti.

  26. Se pianti un seme dopo un po germoglia
    Lo annaffi da germoglio diventa piantina!
    Alla fine diventa un albero!

    Dove è finito il seme ed il suo creatore?
    Dove è finito il germoglio ed il suo creatore?
    Dove è finita la piantina ed il suo creatore?

  27. Beethoven non era Beethoven, non si è mai chiamato cosi,
    Sono gli altri, che per distinguerlo da un sacco di suoi simili lo hanno chiamato così!

    Pura Formalità

    Chi ha scritto?
    contiene un concetto di chi,
    un concetto di avere,
    un concetto di scrittura.
    Tutti e tre questi concetti non hanno mai affermato di chiamarsi così,
    Siamo noi che per comodità ci siam messi d’accordo di chiamarli cosi!

    Pura Formalità!

  28. I capolavori non nascono nel vuoto.
    Ammesso ciò, quando ne ammiriamo uno, siamo grati alla mente che lo ha concepito, e guardiamo con riverenza a un uomo concreto, spinto a eccellere nella sua ardua corsa verso l’ordine e la bellezza. Un uomo che ci ha fatto un dono.
    E ne siamo incoraggiati, spinti noi stessi a eccellere, a rinunciare a una vita da bruti, e a ricambiare come possiamo.

    Ma se non esiste la singolarità virtuosa, se tutto fosse opera casuale delle moltitudini, l’individuo sarebbe un nulla operante, senza dignità e senza identità. Senza alcun dono.
    E, per dire… a Pechino non sarebbe stato Phelps a regalarci quei fantastici 4’03”84 nei 400m misti…

  29. Che sia la collettività l’autore di un’opera è concetto veterocomunista. Non ha mai funzionato bene.

  30. ah, eccolo finalmente il mostro: il comunismo.

    centinaia di generazioni di persone brillanti ma quasi tutte anonime che mettono a punto – e tramandano – il modo di trasformare dei pezzi di legno di metallo e di bestia in un violoncello (e tralasciamo l’oboe, fin troppo semplice), affiancate da centinaia di generazioni che si lambiccano – e lo trasmettono – sul come suonarlo, sono irrilevanti. la sinfonia è di (inserire orologiaio_a_piacere).

    (quella piscina è stata demolita il giorno dopo. nessuno ha mai saputo quanto era lunga in realtà, e nessuno lo saprà mai. esultate lo stesso!)

  31. (volevo specificare: persone brillanti, quasi tutte anonime e per quanto se ne sa nessuna di loro comunista)

  32. Il comunista è quello che afferma che è il kollettivo, e non Stradivari, ad avere fabbricato il violino, come invece chi ci ha lavorato e tutti quelli che hanno contribuito sanno essere.
    Non sono irrilevanti; ma ogni pezzo porta un nome, quello di chi ha creato l’oncia e quello di chi ha scritto la sinfonia.
    Pure tu ti firmi; stranamente, non citi chi ha sviluppato la tastiera sulla quale stai scrivendo come corresponsabile delle tue elucubrazioni.

  33. ah, adesso il violino l’ha fabbricato stradivari…
    evvabbè. non sai proprio vivere senza pecette, eh?

    (il violino l’ha inventato il primo a me ignoto cacciatore-raccoglitore che ha notato che la zucca per l’acqua appesa all’arco ne amplificava lo schiocco. poi altri, fra cui stradivari, lo hanno sviluppato e diramato. mi secca dovermi ripetere, ma è davvero UN SACCO DI GENTE)

    (sono moltissimi anche quelli che mi, anzi ci, hanno messo nelle condizioni di vaneggiare qui. io non li cito perché, diversamente da te, li do per assodati.
    chi ha inventato internet? archimede? gutemberg? ravizza? bill gates? meucci? turing? westinghouse?…)

  34. “Io”? Secondo la tua concezione, io non sono responsabile delle cose che faccio, ma sono tutti quelli vissuti prima di me che “non mi fanno vivere senza pecette”.
    Mentre, secondo la mia concezione, per quanto queste idiozie ti arrivino da una ideologia, sei proprio tu il responsabile di averle scritte.

  35. “queste idiozie”

    berlicche mio, dopo da supercazzora a caciara un ulteriore upgrade: il piccione scacchista. complimenti.

  36. Si, ricco&spietato.
    Nonostante tutto, con fede da fanciulli, esultiamo lo stesso!

  37. Ma che te la pigli, anche se sono idiozie mica è colpa tua. Dicevo a tutti gli altri che hanno pensato e scritto il tuo commento.

  38. Berlicche, secondo me sprechi proprio il tuo prezioso tempo a rispondere a R&S, il quale è il primo a non credere a quel che dice, solo che si diverte a dirlo.
    Non ti curar di lor eccetera eccetera.

  39. Oh, ma mi diverto anch’io. E’ come quando mi suonavano al campanello i testimoni di Geova (adesso hanno smesso, peccato) :-)

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