Spinta apostatica

In geologia, l’equilibrio isostatico è quel fenomeno per cui una porzione di crosta terrestre più è pesante più affonda nello strato liquido del magma sottostante. E’ un’applicazione del principio di Archimede; galleggiamo sulla lava, se il peso è maggiore la nostra barca si abbassa. Più la crosta terrestre è spessa, più affonda nel mantello.

L’equilibrio apostatico è invece il principio per cui i teologi galleggiano sul mondo per compensarne la spinta. Per evitare di affondare nella considerazione dei potenti si producono in apostasie tanto più grandi quanto vogliono salire.

La formula per calcolare la spinta apostatica ovvero l’apostasia A è data da

Dove P è il livello apostatico, O è l’opportunismo, I l’ideologia, F la fede,  D la decenza.
Il livello apostatico è l’integrale delle apostasie correnti, ovvero quanto la società si discosta dall’ortodossia.

Più l’eresia è diffusa più questo valore è alto; P elevato ad O è chiamata apostasia indotta personale (PIA). Se il livello apostatico è maggiore di 1, il coefficiente di opportunismo aumenterà la PIA, altrimenti la ridurrà. Ovvero: il teologo si alinea all’aria che tira. A questo valore va sommata la forza ideologica I, che in determinate circostanze può anche avere un contributo più importante della PIA.
L’apostasia inoltre si riduce con il quadrato della fede. E’ da notare che una fede fortemente positiva o negativa tende a ridurre l’apostasia, una fede prossima allo zero ad aumentarla. L’apostasia non può andare ad infinito perché il termine D, decenza, anche se talvolta è molto piccolo non è mai nullo.

Con l’aumento della spinta apostatica il pensiero del teologo ad un certo momento si stacca da terra e sale in un suo iperuranio sempre più lontano dalla realtà. Per il principio di azione e reazione, questo è bilanciato dallo sprofondare dell’anima verso l’abisso.

In mancanza di una controreazione, l’aumento della spinta apostatica causerà un aumento del livello apostatico complessivo che a sua volta aumenterà la spinta, e quindi il valore dell’apostasia lasciata a se stessa tende a divergere. Per questo si introduce un fattore esterno G, Grazia, che limita e riduce l’apostasia, il cui vettore sono in generale i santi.


Nel prossimo capitolo esamineremo come la spinta apostatica può essere massimizzata e le equazioni che governano il suo rapporto con la dannazione.

Da Berlicche, “Elementi di dannazione I”, ed. Malebolge

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 6 settembre 2019 su diavolerie e cattiverie, le lettere di berlicche. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. …perché D non può essere negativo?

  2. (cioè ma tipo indultato come un lucano qualunque, e per di più a mia insaputa?

    …nun ce sto a crede’…)

  3. Oscurissimo professor Berlicche, Le chiedo qualche approfondimento:

    – E’ possibile, almeno teoricamente, che per qualche ateologo l’opportunismo sia minore di uno e quindi l’esponente O diminuisca il contributo del livello apostatico?

    – E’ possibile che ideologia, fede e decenza vengano a loro volta influenzate dalla apostasia?

    – Se ben capisco le equazioni di cui sopra sono valide nel limite quasiapostatico; la storia ci insegna però che nelle situazioni di maggiore opportunità o pericolo tale limite non sia applicabile, richiedendo la piena applicazione della apodinamica. Nel caso, quali conseguenze si possono trarre riguardo la strategia infernale?

  4. x Felis: La ringrazio per le domande.
    – Sì, è possibile che Opportunismo sia minore di 1; è quella che i teorici amano chiamare “umiltà”.
    – Essendo legate da equazioni, ognuna delle variabili risente del contributo delle altre. A parità di valori, l’aumento di apostasia causa un abbassamento della fede, o un aumento dell’ideologia, o un calo della decenza.
    – il bravo tentatore deve intervenire sulle variabili che ha a disposizione. Nei casi limite, nei dintorni delle singolarità, basta talvolta una piccola spinta per fare superare i valori di soglia e causare un feedback positivo. E’ proprio in questi frangenti che si distingue il tentatore dilettante dal professionista. Il dilettante tenderà a portare il suo attacco in zone della curva lontano dalla criticità, risultando poco efficace; il professionista muove con pazienza l’apostasia nei dintorni dei valori critici e poi agisce con decisione. E’ complicato, l’apodinamica è per sua natura differenziale e di difficile calcolo, anche per l’ineffabilità di alcune variabili. Nella seconda parte del corso vedremo le tecniche per evitare i nefasti influssi della speranza per massimizzare il risultato.

    NB: La fede negativa di solito è appannaggio di noi demoni. Noi odiamo il Nemico, ma non ci sogniamo di mettere in dubbio quello che è.

    xR&S: perché un essere umano ha comunque una dignità, dato che è un figlio del Nemico che sta lassù. Nemmeno nel fondo dell’inferno siamo riusciti ad annullarla del tutto.

  5. Carmela Mastrangelo

    Molto interessante. Meno male che c’è la grazia e che la storia ci dice che anche in altre epoche la Chiesa era in confusione.

  6. … spettacolare. Ho il libro di Berlicche ma ahimè non l’ho ancora letto. Nonostante i miei pregiudizi e giudizi (negativi, e secondo me ben fondati….) su CL , continuo a leggere e gustare questo blog da quando l’ho scoperto dal blog di Costanza Miriano.
    Quindi, Grazie!
    Gianluca

  7. Un giudizio deve basarsi sulla realtà; e, quando si scopre qualcosa che è in contrasto con esso, occorre rivederlo perché può darsi che non sia che un pre-giudizio.
    Se siamo convinti che i fichi facciano schifo, e poi ne mangiamo e ci piacciono, su cosa era basata la nostra convinzione?

  8. [il più delle volte era basata sul fatto che abbiamo mangiato dei fichi che facevano schifo. e poi abbiamo dimenticato l’evento ma non la sensazione. oppure ce l’ha detto qualcuno autorevole che lo ha provato… e come fa a dire che non è così chi poi magari crede a testi (doppiosenso) del primo secolo?]

    [non vorrei che alla fin fine, altrimenti, venga fuori che quei signori che quando ero un adolescente caruccio mi dicevano “se non (mi) provi non puoi giudicare” fossero nel giusto, almeno da un punto di vista logico-formale…]

  9. Mi hai fatto venire il mal di testa…

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