Parlateci di Dio

Basta. Smettetela di parlarci di politica, di accoglienza, di ecologia, di diritti, di valori, di conquiste sociali. Non ne possiamo più. Non è che non siano importanti, ma è come se al ristorante ci portassero solo salse. Non ti sfami, con le salse. Non ti riempiono. Rimani vuoto.
Sì, sto parlando a voi, sacerdoti di Cristo. Parlateci di Lui. Parlateci di cosa è importante. Se parlate solo di politica, perché i politici non dovrebbero parlare di religione? Ma il parlare del mondo è accumulare menzogna su menzogna, in cerca della propria convenienza. Non ci interessa cosa oggi è detto vero e domani non lo è più. Come possiamo credere riguardo alle cose grandi a chi mente per le piccole? Vogliamo l’eterno.

Nominate Dio, qualche volta. Narrateci dei santi. Fateci vedere dove sta la salvezza.
Perché la salvezza non sta nel riciclare i rifiuti. Puoi anche “salvare” il mondo, così, ma a che serve salvare il mondo se non salvi te stesso?
Quant’è difficile trovare un prete che ti parli di ciò che è vero. Che sia chiaro su coloro che entreranno nel Regno dei Cieli, e chi no, come da sempre è detto. Dove si può ancora sentire ciò che la Chiesa ha sempre detto? Le cose da fare, e le ragioni per farle. Per non peccare. Per essere perdonati.
Così pochi a predicarle ancora, e se ne trovi ci ritorni, li vai a cercare. Quella chiesa sarà tanto piena quanto le altre vuote.
Vuote, perché non ti muovi per ciò che ti lascia vuoto.
Volete davvero questo, sacerdoti di Cristo? Suoi discepoli, suoi amici? Parlateci di Lui. Abbiamo fame. Dateci cosa è vero.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 settembre 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 13 commenti.

  1. Caro Berlicche,
    quello che cerchi ha una probabilità maggiore di essere trovato nei sacerdoti che celebrano la Santa Messa nella forma straordinaria.
    In amicizia.


    Esa

  2. Dove si può ancora sentire ciò che la Chiesa ha sempre detto?
    Risposta: presso la Fraternita Sacerdotale San Pio X.

    Caro Berlicche, usando la tua metafora del ristorante, è giunta l’ora anche per te, di indicare chiaramente i locali da frequentare. Continuare a parlare del buon cibo senza dire dove degustarlo, non sfama.

    Un salutone.

  3. Non è così. Ci sono molti preti veramente cattolici nella Chiesa Cattolica. Due esempi: Padre Giorgio maria Fare’ed I sacerdoti della famiglia religiosa del Verbo Incarnato. Meravigliosi……

  4. Caro Giovanni, non ho mai avuto l’occasione di conoscere uno di quei sacerdoti che dici. Il guaio è che la questi hanno scelto una strada di separazione proprio da quella Chiesa. La cosa è un po’ contraddittoria: è come cercare il vino fuori dalla bottiglia. L’esperienza insegna che è una pessima idea, in genere.
    Non è, come faceva notare Marina, che all’interno della Chiesa non ve ne siano di questi sacerdoti che parlano di Dio. E’ che vorrei che ce ne fossero di più, anzi, che fossero tutti quanti.
    Considerando che anche tra gli apostoli la maggior parte preferiva parlare d’altro, tipo “Quando ricostruirai il regno d’Israele?”, temo sia un attendersi troppo. Ma, tutto sommato, preferisco gli apostoli.

  5. C’era anche un apostolo dotato di grande sensibilità verso i temi sociali, tanto da criticare ogni uso dei beni dei fedeli che non fosse destinato ai poveri. Come si chiamava?

  6. Caro Berlicche,
    fidati anche se non mi conosci.
    Cercati una Santa Messa in rito straordinario.
    Poi ci racconterai della scoperta.
    Della bellezza della Messa di sempre e di un sacerdote come desideri/auspichi.
    Se poi vorrai approfondire questo libro potrà esserti utile (comprato ovviamente dove vorrai) :

  7. Carmela Mastrangelo

    Convengo sulla fame di Dio presente nella gente. Purtroppo tanti pastori han perso la fede.Cerchiamo di conservarla noi, leggendo la Parola di Dio, invocando lo Spirito Santo che ce la faccia comprendere e nutrendoci di Cristo Eucarestia

  8. Vi ricordo solo che Dio ha creato il mondo e ci ha donato i fratelli da amare… nella concretezza del mondo.
    Ciao
    Franco Peci

  9. Bisognerebbe chiedere a tanti sacerdoti perché lo sono diventati se non erano innamorati di Gesù e se non volevano portarLo al mondo: nessuno può dare ciò che non ha .
    In un certo senso, La secolarizzazione che ha squassato le nostre società impone la necessità di specializzarsi, per cosi dire.. Quale dovrebbe essere il cuore del cattolicesimo? L’annuncio di Gesu , vero Dio e vero uomo salvatore del mondo e di ogni uomo
    In realtà siamo assettati i Dio , di Verità , di Bellezza, di senso, siamo prigionieri che anelano ad un’ora di aria, non abbiamo bisogno di andare nel deserto. viviamo già in un deserto spirituale e morale .
    Molti che non sanno chi e che cosa cercare , si accontentano dei surrogati che il mondo costantemente offre.
    E’ stato detto che arriverà un tempo in cui la gente , quando sentirà parlare di Dio, piangerà lacrime di commozione. Forse non siamo lontani da quel momento!
    Per quanto mi riguarda sono fortunata, il parroco della mia parrocchia è ortodosso ( non è poco di questi tempi) e costantemente ci invita alla sequela di Cristo, i sacerdoti che celebrano la messa vetus ordo , che frequento quando posso, sempre indicano la meta: la salvezza, la vita eterna quando in Cristo Dio soddisferà non solo il cuore , ma anche l’intelletto,

  10. Sono d’accordo con Marina (e B.), sacerdoti veramente degni del loro ministero, interessati alla salvezza, ce ne sono, non tanti ma ce ne sono.

    Certo, il rito romano così come è stato rivisto&corretto a partire dalla fine degli anni ’60, non aiuta, anzi spinge (e a volte costringe) anche il sacerdote più misurato, a un protagonismo assolutamente sconveniente.
    Non so se proprio questi aggiustamenti/aggiornamenti della liturgia (compresi gli spazi sacri) possano essere considerati la causa della catastrofe pastorale attuale, sta di fatto che a Benedetto XVI qualche atroce dubbio è venuto…

    Mi son fatto quest’idea leggendo “L’eresia dell’informe” di Martin Mosebach (e anche tutti i suoi scritti ospitati su First Things).

  11. Non c’è bisogno che approvi il commento, che è lunghissimo, ma voglio regalarti un pezzetto di Chesterton che ho tradotto oggi. Ero incerta se metterlo o no nella prossima raccolta ma dopo aver letto queste tue parole ho deciso che perlomeno lo proporrò (la decisione finale non è mia).

    “Dal punto di vista pratico, penso che sia vero che l’ordinario sermone domenicale sia diventato alquanto inutile e sterile. Personalmente, preferirei che la predicazione venisse compiuta da frati predicatori; da persone preparate a farlo e che viaggino per quel particolare scopo. Se il sermone ha perso vigore, però, penso che sia per la ragione esattamente contraria a quella che si suppone comunemente. Il parroco non è noioso perché espone sempre la teologia, ma perché non ha nessuna teologia da esporre. Questo è verissimo per la cattiva teologia quanto per la buona; per le cose in cui io non credo minimamente come per ogni cosa in cui credo. Gli antichi sermoni calvinisti scozzesi avevano una media intellettuale molto alta, e interessavano profondamente i contadini scozzesi che ne erano ammaestrati. E questo non tanto perché la teologia sia necessaria alla religione, ma semplicemente perché la logica è necessaria alla teologia. La logica è quantomeno un gioco e i vecchi predicatori calvinisti giocavano a quel gioco. Era un sottile, fantastico esercizio nel gioco della logica di Lewis Carrol, prendere un testo qualunque dalle cronache del cristianesimo e farlo combaciare con il credo di Calvino. Richiedeva un certo lavoro ed era divertente da vedere. I contadini scozzesi andavano con impazienza, la domenica, a vedere un ministro presbiteriano che volteggiava come un acrobata. ma era un vero divertimento perché era vero pensiero. Ed era vero pensiero perché c’era della teologia vera.

    Ma c’è un punto anche più pratico. La teologia è una scienza, vera o falsa che sia, e il concetto vale non solo per qualunque altra teologia, ma per qualunque altra scienza. Una scienza è una cosa che può essere insegnata a uomini ordinari, che può essere insegnata da uomini ordinari. Quelli che dicono che la religione è più affine alla poesia possono avere ragione sotto un certo aspetto di perfezione. Ma non possiamo chiedere a diecimila preti di campagna di essere tutti poeti. Se però ci fosse una vera scuola di teologia, potremmo chiedere loro di essere tutti maestri di scuola. Qualunque sistema può essere imparto da un numero qualsiasi di uomini di normale intelligenza e a sua volta può essere insegnato a qualunque tipo di congregazione di normale intelligenza. Quelli che dicono che la religione è una specie di ispirazione profetica stanno chiedendo a tutti questi uomini ordinari di essere profeti ispirati. Ma se la religione potesse essere istruzione pratica, non esiste ragione per cui uomini ordinari non potrebbero essere istruiti praticamente. E questa è una verità pratica applicabile a qualunque sistema teorico. Ho già prima d’ora accennato delicatamente, da queste colonne, che ritengo il darwinismo defunto quanto il calvinismo. Ma il darwinismo, come il calvinismo, poteva essere reso profondamente interessante per la gente ordinaria, e perfino da gente ordinaria. Poteva essere reso interessante perché è un sistema; perché si applica a ogni cosa, ai nostri cani e gatti e ai più remoti fenicotteri e pesci volanti. Il sistema darwiniano, infatti, è perlomeno vario e pittoresco; ed è vario e pittoresco perché è un sistema. Se uno s’impegna a spiegare ogni cosa, deve esser pronto a parlare di ogni cosa. Se uno s’impegna soltanto a spiegare se stesso, probabilmente parlerà di se stesso.

    Ebbene, tutta la faccenda dell’apertura mentale riguardo alla religione significa semplicemente che al parroco tocca parlare di se stesso, perché non deve aver niente di meglio di cui parlare. Gli tocca darci ogni domenica i suoi nebulosi sentimenti circa l’umanità perché non ha alcun sistema morale da applicare a particolari problemi umani. […] Il concetto antico di predicazione era molto più sensato, che fosse ai tempi dei teologi puritani o dei demagoghi domenicani e francescani. L’idea era che uno, avendo imparato qualcosa di definito, avesse qualcosa di definito da insegnare. Ogni settimana poteva offrire, non esplosioni di ispirazione letteraria ben calibrate nel tempo, ma sezioni e sottosezioni di una scienza morale già esistente. Come il divulgatore scientifico potrebbe parlare un giorno di giraffe e un altro di germi, così il prete divulgatore potrebbe predicare un giorno dell’infanticidio e un altro dell’usura. Come l’uno potrebbe occuparsi di una tribù di animali alla volta, l’altro potrebbe occuparsi di un tipo d’uomo alla volta. […] Come minimo, l’esposizione di un sistema del genere sarebbe un bel po’ più divertente che chiedere a un uomo normale di provare la sua ampiezza di vedute semplicemente parlando in generale.”
    — G.K. Chesterton, “Why People Don’t Go to Church”, Illustrated London News 27agosto 1921

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