E’ naturale

Scusate, ma ne dovevo parlare.

“Pediatrics”, Aprile 2016, Volume 137, numero 4.
Titolo: “Conseguenze non intenzionali del termine “naturale” nella promozione dell’allattamento al seno
Svolgimento (mia sintesi dove non tra virgolette, corsivi miei): “Medici e organizzazioni di salute pubblica raccomandano l’allattamento al seno per almeno sei mesi, basandosi su prove dei benefici in salute per bambino e madre e sviluppo del bambino. Ma recenti lavori sfidano l’estensione di questi benefici, e sta pure crescendo una critica etica della promozione dell’allattamento al seno come stigmatizzante.”

Comincia qui una trattazione del termine “naturale”, sollevando il timore che si possa associare erroneamente il termine a “più sano”. Mentre in altri contesti, ad esempio la vaccinazione dell’infanzia, ciò a loro parere non è vero.
Segue una lunga dissertazione sui vaccini, partendo dal caso del morbillo e asserendo che i vaccini sono visti da alcuni come innaturali.
“Queste sacche di sentimento antivaccinatorio tendono a sovrapporsi con la fiducia e l’interesse in medicine complementari e alternative, con lo scetticismo sull’autorità istituzionale e un forte interesse e impegno in conoscenze, autonomie e comportamenti salutistici”.
Se il termine”naturale” appare quasi sinonimo di buono e puro, come conseguenza vengono rifiutati i cibi modificati geneticamente per preferire gli “organici”, le tecniche di riproduzione assistita, eccetera.
L’allattamento al seno viene pure definito “naturale”. Ma…
Abbinare natura con maternità, però, può inavvertitamente supportare argomenti biologicamente deterministici sul ruolo di uomini e donne in famiglia (per esempio, che le donne debbano avere la cura primaria dei figli). Fare riferimento al termine “naturale” nella promozione dell’allattamento al seno, quindi, può inavvertitamente promuovere un insieme di valori sulla vita familiare e ruoli di genere, il che sarebbe eticamente inappropriato. Usare il termine “naturale” è anche impreciso perché manca di una chiara definizione. Per simili ragioni, il recente rapporto Nuffield afferma che agenzie pubbliche, governative e che contribuiscono al pubblico dibattito su scienza, tecnologia e medicina “dovrebbero evitare i termini “naturale, innaturale e natura” a meno di non rendere trasparente i valori e le convinzioni che li accompagnano.”
In definitiva, “L’opzione “naturale” non si allinea con consistenza agli obbiettivi di salute pubblica. Se fare quanto è “naturale” è “meglio” nel caso dell’allattamento al seno, come ci si aspetta che le madri ignorino quella potente e persuasiva visione del mondo quando scelgono riguardo ai vaccini?”

***

Questa la sintesi del testo, pubblicato su un’importante rivista di pediatria. Non voglio entrare sulla polemica vaccinale. Però è molto interessante il pensiero delle articoliste: L’etica è ciò che decidono i potenti, e il linguaggio deve evitare di suscitare pensieri indesiderati nelle masse. Cosa sia il vero, o la realtà, non importa: se è inappropriato secondo il pensiero dominante deve essere evitato.
Siamo avvertiti. Dal loro punto di vista, il ragionamento è corretto. Perché mai la donna dovrebbe avere un ruolo primario nell’allattare e allevare i figli, quando è noto che quei cosi li porta la cicogna, o tuttalpiù si comprano?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 luglio 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. Mi chiedo se il miglior modo per evitare che un testo, inavvertitamente, suggerisca equivalenze ed idee che non intendeva promuovere, non sia in tutta semplicità l’argomentazione e la discussione dello stesso.
    Una delle cose che più fa alterare il destinatario di una comunicazione scientifica, in particolare quando essa si rivolge al vasto pubblico, è il sentirsi presi per idioti che vanno tenuti per la manina e guidati passo passo, fino a cogliere il senso di qualcosa che dà tutta l’impressione di essere ritenuto, dagli estensori, troppo complesso e difficile per l’uomo medio.

  2. Ma tutti questi che si scagliano contro tutto ciò che è naturale (famiglia, sessualità, educazione) come fanno a mostrare un amore così sperticato per la “natura”? Amano la natura incontaminata, non mangiano carne né derivati animali ma tutte le loro azioni sono mediate dalla tecnica (contraccezione, fecondazione in vitro, utero in affitto) o da schemi culturali creati a tavolino (omosessualismo, ideologia di Stato in nome della quale togliere i figli ai genitori).

  3. Federico Fasullo

    Va be’ il testo è allarmante e fa paura. Cioè non usano il termine naturale per paura di poter in qualche modo incentivare i no vax. Mi sembra un attimo questo il punto su cui soffermarsi. Sta diventando un mondo di “rimedi naturali” che sono pericolosissimi. Sono onestamente preoccupato di questa cosa.

    @ago86: l’omosessualismo è esattamente il contrario di uno schema creato a tavolino, ma ok, libero di affermare il contrario eh.

  4. Umh, Fasullo, non ti stai contraddicendo? Pericolosi sono i rimedi naturali o chi impedisce di usare il termine con questa scusa?
    PS: Leggiti “After the ball”. Liberissimo di berti tutto, eh.

  5. Federico Fasullo

    I rimedi naturali sono pericolosi. E terribile si debba arrivare a non dover usare certi termini per colpa di questi fenomeni. Lo stesso vale per il termine “radiazioni”. Purtroppo è più facile così ._. l’educazione non funziona.

  6. Quindi, Fasullo, approvi quello che dice il documento?
    My compliments.

  7. Ruggero Romani

    chiamarlo allattamento al seno?

  8. Federico Fasullo

    Non lo approvo come non approvo un sacco di cose, ma in maniera altrettanto non saprei fornire una soluzione migliore.

  9. Bellissimo post, l’ennesimo.
    Naturalmente.

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