Idoli cattivi

Ah, ma ciò che un uomo può raggiungere dovrebbe eccedere ciò che può afferrare, o a cosa servirebbe il cielo? *
Robert Browning

Le scorse ventiquattr’ore sono state un susseguirsi di sfighe. Non approfondirò, accennerò solo che alle tre di stanotte spalavo acqua putrida dalla cantina vicino alla mia auto rotta. Ma va bene, va bene; nonostante la stanchezza e le spese e le corse impreviste, va bene; ormai da un pezzo sono convinto che le sfortune siano semplicemente una deviazione sassosa da una strada di cui probabilmente non conosceremo mai il pericolo.

Ognuno ingrandisce ciò che gli capita, com’è nella natura umana. Siamo centrati su noi stessi: ci mancherebbe, siamo la persona più importante del nostro universo. Abbiamo la tendenza non solo a idealizzare, ma anche ad idolizzare: sebbene la ragione ci dica che c’è gente messa molto peggio di noi, la nostra piccola disgrazia ai nostri occhi apparirà comunque enorme.

Non adoriamo solo falsi dei, ma anche falsi demoni; abbiamo timore delle cose sbagliate per le ragioni sbagliate. Sì, abbiamo paura della povertà, della perdita di ciò che possediamo, della guerra, giustamente; e poi del riscaldamento globale, di questo o quello al potere, che quella certa persona ci ignori…
anche quando l’evidenza, la storia, la realtà ci dicono che nessuna di queste eventualità sono minimamente la fine del mondo.

Guardando solo le cose piccole, ci sfuggiranno le grandi. Mentre nel grembo delle cose grandi c’è molto posto, anche per i nostri piccoli cuori.
Dovremmo preoccuparci invece di perderci spiritualmente, della nostra stessa corruzione, mancanza di umiltà, odio, l’adorazione o terrore degli idoli. Quelli sono i demoni autentici, gli altri sono solo illusioni, figure di fumo, distrazioni. Gli idoli, benigni o maligni, sono sempre riflessi pallidi di ciò che davvero importa.

*  “Ah, but a man’s reach should exceed his grasp, Or what’s a heaven for?”

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 luglio 2019 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Carmela Mastrangelo

    Berlicche, la trovo geniale. Ma queste evidenze chiare anche ad un bambino, non sono tali per chi è corrotto. Preghiamo perché torni la luce e con essa l’innocenza.

  2. Adoriamo idoli quando perdiamo il senso della misura, prendendo per sciocchezze le cose grandi e viceversa.
    Perché, se è vero che tendiamo a fare drammi per cose di poco conto, chiediamoci quanto spesso ci riesce facile banalizzare il male che vediamo, e persino il bene che gratuitamente riceviamo.

  3. Berlicche.. questa è stata scritta per me! Incredibilmente capita a fagiolo.. impossibile spiegare il perché.. ma non è la prima volta che capita! Le chiamiamo coincidenze!

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